Dall’analisi dei dati alla costruzione dei portafogli, fino alla personalizzazione dei servizi e alla nascita di nuove linee di business. Le principali società di gestione stanno integrando l’AI nei processi operativi e decisionali. Ma la vera sfida è ora portare queste tecnologie su scala, garantendo qualità dei dati, governance e tutela dell’investitore
L’intelligenza artificiale ha superato la fase della sperimentazione. Nel risparmio gestito il dibattito non riguarda più se e quando adottarla, ma come integrarla nei processi aziendali e come portarla su scala industriale. Dall’analisi dei dati alla ricerca finanziaria, dalla costruzione dei portafogli alla personalizzazione delle soluzioni per gli investitori, le principali società di gestione stanno investendo per trasformare una tecnologia ancora giovane in uno strumento operativo quotidiano. L’obiettivo è aumentare efficienza, capacità analitica e qualità del servizio, senza rinunciare a governance, controllo dei rischi e tutela dell’investitore.
Monica Defend, head of the Amundi Investment Institute
Secondo Monica Defend, head of Amundi Investment Institute, l’impatto più rilevante riguarda la possibilità di rendere l’intero processo di investimento più vicino alle esigenze effettive della clien tela. “Nella fase di ricerca e di definizione delle soluzioni di investimento, l’AI consente di interpretare in modo più profondo i comportamenti, le preferenze e le caratteristiche della clientela, andando oltre le segmentazioni tradizionali. Questo favorisce lo sviluppo di soluzioni più mirate, più coerenti con i diversi profili di rischio e più aderenti agli obiettivi di investimento dei clienti”. L’intelligenza artificiale consente infatti di lavorare contemporaneamente su dati strutturati e non, trasformando notizie, documenti, immagini, contenuti provenienti dai social media e altre fonti informative in insight utilizzabili dai gestori. Secondo Defend, queste tecnologie possono contribuire a migliorare la qualità dei dati, ridurre il rumore informativo, valorizzare informazioni prima difficilmente utilizzabili e generare nuovi insight proprietari su mercati, cicli economici, geopolitica e investimenti responsabili.
Giovanni Sandri, head of Southern Europe di BlackRock Italia
Una lettura analoga arriva da Giovanni Sandri, head of Southern Europe di BlackRock, che osserva come l’intelligenza artificiale stia già modificando in profondità l’intera catena del valore del risparmio gestito. “L’intelligenza artificiale sta cambiando notevolmente il modo in cui il settore dell’asset management lavora lungo tutta la catena del valore. Non parliamo più di una tecnologia sperimentale o confinata a singoli use case: oggi l’AI è sempre più integrata nei processi di ricerca, analisi, costruzione di portafoglio, gestione del rischio e relazione con clienti e distributori”. Per Sandri, la finanza è un settore ad altissima intensità informativa e proprio per questo gli algoritmi rappresentano una leva di trasformazione particolarmente potente. La capacità di elaborare volumi crescenti di dati permette di accelerare il processo decisionale, migliorare la qualità degli insight e individua re correlazioni che sarebbero difficili da intercettare con gli strumenti tradizionali.
Dall’ideazione dei prodotti alla gestione operativa
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale non riguardano soltanto l’analisi finanziaria. Anche la progettazione di nuovi fondi e strategie di investimento sta beneficiando di questi strumenti. Riccardo Ceretti, chief innovation officer e responsabile della direzione InnovAction Lab di Arca Fondi SGR, evidenzia come l’AI stia di ventando un vero e proprio stru mento di potenziamento delle capa cità umane. “Oggi l’AI si configura soprattutto come uno strumento di augmentation: un moltiplicatore di capacità che consente di analizzare più informazioni, in tempi più rapidi, con maggiore profondità e con una crescente tracciabilità dei processi decisionali”. Nello sviluppo di nuovi prodotti, l’intelligenza artificiale può rendere più efficienti le analisi di coerenza tra obiettivi, rischi, costi e target market, supportare gli stress test e accelerare il confronto con soluzioni già presenti sul mercato. Grazie alla possibilità di simulare scenari storici e ipotetici in modo più granulare, le società di gestione possono ridurre i tempi di progettazione e validazione di nuove strategie. Ceretti individua, inoltre, un altro campo di particolare interesse. “Il valore più concreto e immediato emerge oggi in due differenti ambiti: quello dell’elaborazione dell’informazione e quello dello sviluppo prodotti”. L’intelligenza artificiale consente infatti di sintetizzare rapidamente una pluralità di fonti informative e di alimentare il processo decisionale con un contesto più ricco e strutturato.
Anche Eurizon sta sperimentando applicazioni sempre più concre te. Lorenzo Petracca, vicedirettore generale e responsabile governo operativo della società, sottolinea come l’AI stia progressivamente entrando nelle attività quotidiane dei professionisti della gestione. “L’intelligenza artificiale sta tra sformando in modo progressivo ma concreto l’intera filiera dell’asset management”. Tra gli utilizzi già operativi figurano piattaforme che integrano machine learning e GenAI per analizzare documenti di ricerca, identificare idee di investimento e sintetizzare market view. Allo stesso tempo, strumenti generativi consentono di automatizzare la produzione dei commenti alle performance dei fondi, migliorando velocità e coerenza della comunicazione, mentre assistenti intelligenti supportano attività di sintesi, ricerca e produzione documentale.
La nuova frontiera della personalizzazione
Se analisi e ricerca rappresentano oggi gli ambiti più maturi, molti operatori individuano nella personalizzazione il vero fattore di trasformazione destinato a cambiare il settore nel lungo periodo…
Nel report Big Ideas 2026, la società di Cathie Wood individua cinque piattaforme tecnologiche destinate a convergere: intelligenza artificiale, robotica ed energia, biotech e multiomics, spazio e difesa, blockchain e fintech. Al centro della tesi d’investimento il crollo dei costi, che può accelerare adozione e investimenti
Secondo S&P Global Ratings, solo l’8% dei progetti nelle società è oggi pienamente integrato a livello organizzativo. Ma gli investimenti saliranno e i risparmi sui costi toccheranno il 6%-8% entro il 2028. Governance, dati e fornitori i driver per trasformare l’AI in un vantaggio competitivo. Con effetti sui rating
Secondo un sondaggio Denodo, il 73% delle organizzazioni finanziarie ha già portato soluzioni di intelligenza artificiale in produzione. Ma qualità, latenza e governance delle informazioni ne frenano la scalabilità. Nell’integrazione delle infrastrutture la chiave per colmare il gap
Le piattaforme virtuali stanno attirando l’interesse di molti aspiranti trader e appassionati di finanza, anche in Italia e in particolare tra i più giovani. Ecco come funziona il modello di società che selezionano e formano operatori attraverso ambienti simulati e programmi con regole prestabilite. Il caso Fintokei, realtà ceca per cui l’Italia rappresenta il secondo mercato più importante dopo il Giappone
Per il gruppo di consulenza, l’adozione dell'intelligenza artificiale nel settore finanziario aumenta la dipendenza del continente da fornitori tecnologici extra-UE. Dagli investimenti alle competenze fino al tandem pubblico-privato, la ricetta per rafforzare l’autonomia strategica
L’intelligenza artificiale si prepara a ridisegnare modelli di business, processi e relazioni con la clientela. Ma per gli operatori, la vera sfida sarà integrare la tecnologia nei sistemi e valorizzare il patrimonio dei dati. La ricetta di tre istituti per farlo
L’ultima ricerca di LFG+Zest individua il principale paradosso del boom: per preservare i rendimenti gli hyperscaler dovranno rallentare il capex, rischiando però di frenare la crescita dei principali beneficiari della corsa all’intelligenza artificiale
Mentre Wall Street continua a correre grazie agli investimenti nell’intelligenza artificiale, il Vecchio Continente punta sull’economia reale per trasformare innovazione, produttività e crescita in un vantaggio competitivo duraturo
L’ESMA recepisce l’allarme dell’ESRB: i modelli di frontiera potrebbero automatizzare gli attacchi informatici contro banche, assicurazioni e infrastrutture di mercato. Appello congiunto con EBA, EIOPA e BCE agli operatori. “Rafforzare subito la resilienza digitale”
Credito, consulenza, operations e fusioni: per Paolo Ceschi, responsabile Financial Services del gruppo, il vero valore dell’intelligenza artificiale emergerà quando gli algoritmi entreranno nei processi decisionali. “Ecco perché le future operazioni di M&A premieranno gli istituti più maturi”
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio