Alta diversificazione e basso overlap con il benchmark sono i mantra della filosofia di gestione del fondo della casa britannica che investe nei Paesi con i tassi di crescita attesi migliori
Il dibattito tra growth e value è da tempo sulla scena con gli investitori della seconda fra le due correnti che da inizio 2022 si sono tolti più di qualche sassolino dalla scarpa dopo anni complessi. Se la dicotomia è canonica, meno diffusa è la sua applicazione ai mercati emergenti. Una caratteristica che costituisce il tratto distintivo del fondo Artemis SmartGARP Global Emerging Market Equity gestito da Peter Saacke e Raheel Altaf. Una strategia concentrata su una forbice compresa tra 80 e 120 titoli appartenenti ai mercati emergenti, con possibilità di allocare fino ad un 10% del patrimonio dello strumento ai mercati di frontiera.
L’importanza del fattore umano
Raheel Altaf, fund manager di Artemis IM
“Alta diversificazione e basso overlap con il benchmark sono le principali caratteristiche dello strumento”, afferma Saack, che sottolinea inoltre come la valutazione del team di investimento a partire dall’esperienza maturata sia insostituibile nel momento in cui si investe in mercati spesso influenzati da fattori esogeni rispetto agli andamenti dei fondamentali.
“La grave crisi geopolitica che stiamo attraversando è un esempio molto chiaro di come la valutazione umana sia indispensabile in funzione di risk management quando si decide come allocare in contesti altamente complessi”, specifica.
Non solo il conflitto tra Russia e Ucraina, ma anche quanto accaduto in Cina nel corso del 2021 costituisce un esempio delle logiche applicate dai fund manager. “Abbiamo una preferenza strutturale per i titoli value, potenziata in questa fase da dinamiche di mercato estremamente rilevanti”, afferma Altaf. Il riferimento diretto è all’inflazione, con i titoli value dei mercati emergenti che secondo i fund manager sono i meglio posizionati per fungere da protezione contro l’aumento dei prezzi nei Paesi sviluppati data la divergenza della metrica in oggetto rispetto, ad esempio, alla Cina. Il gigante asiatico è però importante non solo in tale ottica difensiva.
La Cina che non ti aspetti
Tra le prime 10 posizione, ben 6 sono in aziende cinesi. Con, però, una particolarità. Una sola di queste è afferente all’ambito tecnologico, mentre le restanti sono nel settore finanziario, in quello delle infrastrutture e nell’oil&gas. “I titoli value in Cina scontano una forte sottovalutazione da parte del mercato e sono in questo momento molto attraenti, oltre che al riparo dalla pressione regolamentare iniziata nello scorso anno e ancora in corso”, entra nel dettaglio Altaf, che propone un parallelismo tra la corsa dei multipli dei titoli growth e la bolla tech di inizio millennio.
Una posizione, quella dei gestori dell’Artemis SmartGARP Global Emerging Market Equity che potrebbe essere definita contrarian, anche in relazione al sottopeso che complessivamente contraddistingue i mercati emergenti nell’allocazione degli investitori globali. “Crediamo che ci sia una mancata comprensione dell’evoluzione delle dinamiche dell’asset class”, dichiara Saacke. “Questo stato di cose è ora visibile in particolare”, prosegue, “nell’applicazione di schemi che forse valevano nel passato ma ora non più. Storicamente, ad esempio, al ciclo rialzista dei tassi da parte della Federal Reserve era associato un periodo di difficoltà per i mercati emergenti, che però ora sono molto più resistenti e indipendenti da ciò che accade negli Usa”.
Guardando alle valutazioni, i fund manager fanno inoltre notare come queste siano a livelli tali da far pensare che siano già pienamente incorporati i rischi che oggi popolano i mercati. Non è però possibile, secondo gli esperti, dire lo stesso per quanto riguarda le opportunità.
“Medio Oriente, Sud Africa e America latina”, spiega Saacke, “sono le aree che con ogni probabilità sostituiranno la Russia sui moltissimi trade a cui non potrà più prendere parte a causa delle conseguenze materiali della guerra e delle sanzioni internazionali”. “Anche la Turchia”, completa Altaf, “è a nostro avviso tra i mercati più sottovalutati dell’universo emergente”.
Fondamentali più solidi, nuovi equilibri geopolitici e trasformazioni strutturali dell’economia globale stanno ridisegnando l’universo dei mercati emergenti. Da componente prevalentemente ciclica, l’asset class sta assumendo un ruolo più articolato nei portafogli, offrendo nuove opportunità di crescita e diversificazione
I mercati emergenti (EM) hanno registrato un anno molto positivo, con il debito e l'azionario che hanno sovraperformato le rispettive controparti statunitensi. Il ritmo e l'entità del ciclo di rialzo dei tassi della Federal Reserve potrebbero determinare se questo slancio continuerà
I mercati emergenti si sono trasformati da asset class relativamente omogenea a un insieme di mercati nazionali altamente differenziati, influenzati da fattori politici, economici e strutturali specifici
Nel nuovo outlook quinquennale, la casa di gestione descrive il passaggio a un nuovo paradigma economico. Ecco come AI, riconfigurazione delle catene globali e ritorno degli investimenti fisici ridisegnano lo scenario macro
Il nuovo country head Italia della casa indica nel cliente il fulcro della strategia tricolore. E individua in private reti, banche e distribuzione istituzionale i canali di crescita. Dalla tecnologia alle strategie quantitative, tanti i motori dell’offerta. Ma sull’azionario serve un nuovo approccio: “Europa ed EM pronti al sorpasso sugli USA”
Dopo una stagione di sottoperformance, l’azionario EM ha avviato un recupero che il gestore Alison Shimada ritiene possa essere pluriennale. Valutazioni più contenute, dividendi, buyback e una maggiore centralità dell’Asia nella catena dell’AI sostengono il quadro. Ma volatilità e geopolitica impongono gestione attiva
La casa svizzera resta positiva sulle Borse nonostante l’inflazione persistente e l’incertezza geopolitica. Sovrappeso su emergenti, Giappone e banche europee. Sul credito la selezione premia duration breve, high yield e CLO, mentre gli hyperscaler restano fuori dai portafogli. Attenzione anche all’oro
Secondo gli Institutional Investor Indicators di State Street, agosto conferma uno scenario favorevole agli asset rischiosi. Tech sempre in testa, mentre prosegue la rotazione dal reddito fisso verso la liquidità
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Geopolitica frammentata, convergenza tra mercati pubblici e privati, intelligenza artificiale ancora senza un padrone: il report CAIA ‘The World Rewired’ fotografa una trasformazione senza precedenti
Materie prime, petrolio e rendimenti reali da record proiettano il Paese sotto i riflettori degli investitori. Ma l’economia domestica arranca, il deficit pubblico brucia l’8% del PIL e a ottobre si vota
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio