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La tecnologia accelera in Europa, ma secondo l’Authority promesse di minori costi ed efficienza dovranno tradursi in vantaggi tangibili per il retail. Intanto si moltiplicano le stime sugli impatti della trasformazione. “Possibili risparmi fino a 135 miliardi di dollari per il settore”
La tokenizzazione dei fondi promette di rivoluzionare il risparmio gestito grazie a costi più bassi, maggiore efficienza operativa e un accesso più semplice ai mercati finanziari. Ma perché questa trasformazione possa davvero favorire la partecipazione degli investitori retail, i vantaggi dovranno tradursi in benefici tangibili per il cliente finale. È questo il messaggio lanciato da European Securities and Markets Authority (ESMA) durante la City Week di Londra. Una posizione che l’ente ha ribadito proprio mentre si moltiplicano gli studi sull’impatto di questa innovazione, con alcune analisi che arrivano a prevedere risparmi superiore ai 100 miliardi di dollari per l’industria.
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La corsa dei gestori verso i fondi tokenizzati
Negli ultimi mesi diversi asset manager hanno iniziato a lanciare fondi e share class tokenizzate, cercando di sfruttare i potenziali vantaggi offerti dalla blockchain e dalle tecnologie di distributed ledger. In pratica, anziché detenere quote tradizionali di un comparto, gli investitori acquistano token digitali registrati su una rete decentralizzata. L’obiettivo è rendere più efficienti attività come emissione e regolamento o il trasferimento delle quote, riducendo tempi operativi e costi amministrativi. Un processo che, secondo i sostenitori del settore, potrebbe anche aumentare trasparenza e accessibilità dei prodotti finanziari. Il chief economist e head of Risk Analysis dell’Authorities, Steffen Kern, ha però sottolineato come il tema centrale resti il trasferimento dei benefici economici agli investitori finali. I costi dei fondi comuni in Europa, ha osservato, rimangono ancora elevati nel confronto internazionale e proprio per questo la tokenizzazione dovrebbe tradursi in “commissioni più basse e servizi migliori”.
L’obiettivo europeo: più investitori nei mercati dei capitali
Le considerazioni di Esma si inseriscono all’interno della più ampia strategia europea volta a rafforzare la partecipazione dei cittadini ai mercati finanziari. Bruxelles sta infatti cercando di incentivare gli investimenti retail e ridurre la quota di risparmio parcheggiata sui conti correnti o in strumenti poco produttivi. Un obiettivo rispetto al quale la tokenizzazione viene vista come possibile leva per rendere i mercati dei capitali più efficienti e accessibili. Non è quindi un caso che Kern abbia definito proprio l’inclusione degli investitori al dettaglio “uno dei traguardi più importanti” per il lavoro che l’autorità europea sta portando avanti sul tema. Esma supervisiona inoltre il cosiddetto ‛pilot regime’ dedicato alle tecnologie distributed ledger, il quadro regolamentare che consente agli operatori di sperimentare trading e settlement di strumenti finanziari tokenizzati.
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Le promesse sui risparmi e i dubbi dell’industria
Resta il fatto che diverse analisi stimano un impatto economico significativo dall’introduzione di questa tecnologia. Calastone ha ad esempio calcolato che i fondi comuni tra Europa, Regno Unito e Stati Uniti potrebbero ottenere risparmi fino a 135 miliardi di dollari grazie alle efficienze generate dai token. La società ritiene che una parte di queste risorse potrebbe essere trasferita agli investitori tramite commissioni più basse, con effetti positivi anche sulla crescita degli asset gestiti. Non mancano però le perplessità. Diversi operatori hanno evidenziato che i benefici economici rischiano di essere inferiori alle attese a causa dei costi legati alla regolamentazione, all’adeguamento operativo e alle risorse umane necessarie per implementare i nuovi sistemi. Ecco perché il dibattito regolamentare sta accelerando, con la Financial Conduct Authority e la Bank of England che hanno appena pubblicato nuove linee guida in risposta alla preoccupazioni sulla scarsa chiarezza normativa di alcuni player. Nel frattempo, come riporta la testata Ignites, sarebbe diversi gli asset manager UK al lavoro per lanciare fondi tokenizzati autorizzati dalla stessa FCA.
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