Il ritorno silenzioso del debito emergente
Inflazione sotto controllo, valute locali e selettività: nel 2026 il reddito fisso dei Paesi EM cambia pelle e torna a parlare agli investitori
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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Luglio – Agosto 2021 |
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Tra incognite geopolitiche e ritorno dell’inflazione è l’ora di fare un check-up ai portafogli. Perché se come insegnano i consulenti pensare di poter battere il mercato in maniera continuativa rischia di rivelarsi illusorio, anche disinteressarsi di ciò che accade intorno può risultare molto pericoloso.
Secondo Alessandro Tentori, chief investment officer di Axa Im Italia, occorre distinguere tra inflazione temporanea e permanente: “al momento stiamo attraversano un periodo di cosiddetto effetto base da materie prime, che non sembra ancora destare timori nei circoli delle banche centrali o nei salotti di Wall Street”.
Ma al tempo stesso, l’esperto di Axa Im cita un adagio anglosassone, che recita “questa volta potrebbe essere diverso”, per ricordare che c’è anche un surriscaldamento dei prezzi delle materie prime legato alla ripresa delle principali economie mondiali. E non va dimenticata l’incidenza delle aspettative.
“Se le famiglie si aspettassero un aumento dei prezzi, allora anticiperebbero le scelte di consumo, accelerando così l’inflazione”, spiega Tentori. Essendo un processo nominale, dall’inflazione non ci si protegge con asset class puramente nominali, come per esempio le obbligazioni governative.
“Meglio rimodulare gli investimenti su obbligazioni indicizzate all’inflazione e su quelle ad alto rendimento, che proteggono parte del valore con una cedola più alta dei governativi”, sottolinea Tentori, che considera con attenzione anche un’asset class più legata all’economia reale come l’immobiliare. Mentre avverte che non esiste una soluzione per proteggersi tout court dai rischi geopolitici, se non puntare sulle emissioni governative ad altissima qualità, come i Treasury americani e i Bund tedeschi.
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