Nel Secular Outlook della casa di gestione si torna a parlare di bassa inflazione e tassi bassi in una prospettiva di medio periodo. Ecco perché secondo Richard Clarida, consulente economico globale, e Andrew Balls, cio reddito fisso
Siamo entrati nella “Aftershock economy”. Così il Secular Outlook di Pimco, documento pubblicato da oltre 25 anni che fa il punto sulle prospettive di investimento di medio periodo, sintetizza uno scenario caratterizzato dai grandi movimenti economici intervenuti dal 2020 a oggi. Causa principale, ovviamente, il Covid- 19 e le sue conseguenze che hanno portato ad una stagione straordinaria di politica monetaria e fiscale che si è chiusa con un repentino cambio di rotta da parte, in primis delle banche centrali.
Secondo Richard Clarida, chief economist advisor di Pimco, la parola simbolo degli ultimi tre anni è senza dubbio disruption, a cui va ad aggiungersi però resilienza. Questi due termini sono complessivamente al centro delle prospettive della casa di gestione per i prossimi 5 anni.
La view macro
Quello che ci attende secondo Pimco è un periodo di crescita lenta ma caratterizzata da volatilità più elevata rispetto al mondo pre-Covid. Questo perché, anche se il rischio di recessione si sta attenuando, la sequenza di politiche di sostegno straordinarie e repentina stretta monetaria e fiscale ha causato disallineamenti che concorreranno a rendere il prossimo futuro caratterizzato da cicli economici più brevi rispetto al recente passato. Ad influire in maniera sostanziale anche le tensioni geopolitiche crescenti che si inseriscono in una dinamica di accorciamento delle catene di approvvigionamento globali, tra i principali fattori di ulteriore potenziale disruption insieme alla necessità di transizione energetica.
In questo contesto certamente non semplice, gli esperti di Pimco si attendono in ogni caso che le banche centrali mantengano gli attuali obiettivi di inflazione. “Riteniamo che i tassi reali neutrali di lungo periodo nelle economie avanzate rimarranno ancorati in un intervallo compreso tra lo 0% e l’1%”, dichiara inoltre Clarida, specificando che la transizione verso un livello di inflazione più vicino all’obiettivo delle principali banche centrali sarà un percorso graduale che impegnerà quantomeno tutto il prossimo biennio.
Le prospettive di investimento
Andrew Balls, global cio Fixed Income di Pimco
“Le nostre aspettative di tassi neutrali bassi e di un ritorno dell’inflazione in prossimità del livello obiettivo rafforzano le prospettive positive per l’obbligazionario core e di alta qualità. Dopo il sensibile aumento dello scorso anno, i livelli di partenza degli interessi, storicamente fortemente correlati ai rendimenti futuri, per le obbligazioni di alta qualità sono prossimi alle medie di lungo periodo dei rendimenti azionari, potenzialmente con volatilità significativamente minore e maggiore protezione dai ribassi rispetto all’azionario”, affermano i curatori del Secular Outlook, tra cui figurano, oltre a Clarida, anche Andrew Balls, global cio Fixed Income, e Dan Ivascyn, group chief investment officer della società.
“Questo può aiutare gli investitori a costruire portafogli prudenti e resilienti senza rinunciare al potenziale di rialzo. Prediligiamo gli investimenti di alta qualità, più liquidi e restiamo cauti rispetto alle aree più sensibili al ciclo economico. Ci aspettiamo opportunità sempre più interessanti sui mercati privati nel tempo, soprattutto alla luce del panorama bancario in evoluzione”, specificano.
“Inoltre”, specifica Balls, “la nostra aspettativa che le banche centrali mantengano la loro credibilità in materia di stabilità dei prezzi ci porta a considerare le obbligazioni come una copertura contro il rischio azionario nell’ambito di un portafoglio diversificato”.
“Continuiamo a credere che il dollaro americano conserverà il suo status di valuta dominante a livello globale nonostante l’allargarsi del fiscal gap e il crescente indebitamento degli Stati Uniti”, si legge inoltre nel Secolar Outlook della casa di Newport Beach. “L’uso del dollaro negli scambi internazionali potrebbe continuare a erodersi, ancorché lentamente, con l’ulteriore frammentarsi del commercio mondiale in blocchi regionali in competizione tra loro. Questo potrebbe segnalare un declino dell’eccezionalismo americano e potenzialmente un periodo prolungato di risultati superiori per gli investimenti in aree diverse dagli Stati Uniti”, aggiungono Clarida, Balls e Ivascyn.
“La quota di economia mondiale dei mercati emergenti è attesa crescere più velocemente nei prossimi cinque anni in uno scenario più multipolare. Le principali tendenze che alimentano tale crescita sono già in corso e comprendono la globalizzazione dei servizi; il ricollocamento delle produzioni in paesi più vicini e amici; la competizione per materie prime fondamentali come il litio, il cobalto e le terre rare; e la transizione verde. Questo creerà un universo emergente più vario che può fungere da elemento di diversificazione del rischio nei portafogli globali”, affermano, infine, per quanto riguarda le prospettive dei mercati emergenti.
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