Sarah Pastore, sales director e responsabile per il mercato italiano di Ninety One, spiega la nuova proposizione dell’asset manager per l’Italia. “In realtà si tratta di un ritorno alle origini”, afferma, “dettato dalla volontà di concentrare i nostri sforzi su strategie e fasce di clientela core nella nostra visione per il futuro”
Sarah Pastore, sales director e responsabile per l’Italia di Ninety One
Una carriera iniziata nel mondo degli hedge fund e proseguita come punto di riferimento per il mercato italiano dei professionisti dell’investimento del primo e unico asset manager con casa madre nel Continente africano presente nel nostro Paese. Sarah Pastore, sales director di Ninety One (la sua carriera nella società, allora Investec AM, è iniziata oltre dieci anni fa), riprende piena responsabilità del business italiano con idee molto chiare sugli elementi di continuità e discontinuità da mantenere o modificare rispetto al recente passato. Il tutto utilizzando come faro la responsabilità nei confronti dei clienti.
Gli scorsi mesi vi hanno visto riorganizzare il team italiano. Vogliamo chiarire ai nostri lettori quali sono le considerazioni che avete fatto e il posizionamento attuale sul mercato italiano?
Parlare di riposizionamento non significa che gli sforzi che sono stati fatti dal 2014 ad oggi nel campo delle reti di distribuzione siano stati vani o che ci sia un abbassamento nel livello della qualità di servizio per i nostri partner. Agiamo con piena responsabilità nei confronti di tutti i nostri clienti e questo significa anche indirizzare i nostri sforzi dove riteniamo che questi possano dare i maggiori frutti e dove le nostre strategie hanno più spazio per essere riconosciute e apprezzate. Sto parlando del canale wholesales e istituzionale dove possiamo contare su rapporti ultradecennali consolidati.
Probabilmente da un punto di vista di potenziale penetrazione nello spazio retail si sono accavallati due fattori negativi legati al timing. Un primo, generale, è stato l’ingresso nel mercato italiano in un momento in cui molti asset manager esteri avevano già consolidato la propria posizione. Il che ha reso la rincorsa ancora più lunga e dispendiosa in termini di risorse da mettere in campo. Il secondo è legato al Covid. Il 16 marzo del 2020 ci siamo scorporati dal gruppo Investec e siamo diventati un asset manager completamente indipendente con il proprio nome e il proprio logo. Nel momento in cui era prevista una grande campagna di rebranding con incontri ed eventi in presenza, siamo stati costretti da cause di forza maggiore a rivedere i nostri piani.
Quali sono quindi le vostre expertise più importanti e più apprezzate da wholesales e istituzionali italiani?
In Italia abbiamo masse per oltre un miliardo di euro, di cui circa il 50% investite nelle strategie azionarie basate sul nostro processo d’investimento proprietario 4Factor.
Il team di gestione 4Factor esamina le società in base a quattro fattori, che contribuiscono alla generazione di alpha unendo caratteristiche finanziarie tradizionali (valore e strategia) ad aspetti comportamentali (utili e fattori tecnici). In questo modo, possiamo evitare errori comportamentali, pregiudizi ed emozioni, e cercare società interessanti, con risultati operativi in costante crescita e che attirano un’attenzione sempre maggiore da parte degli investitori.
L’altra nostra anima del mondo equity è l’approccio di investimento quality. Il nostro fondo Global Franchise che investe solamente in aziende leader di settore, con marchi affermati, è molto apprezzato. Si tratta di un portafoglio concentrato, con un profilo difensivo e resiliente, in cui ad oggi sono presenti solo 28 titoli ad alta convinzione.
Nel campo del fixed income abbiamo una fortissima expertise con oltre 50 miliardi di dollari in gestione sul debito emergente. Siamo stati tra i primi asset manager a fornire soluzioni in valuta locale fin dal 2006 e la profondità del track record e delle competenze maturate ci sono riconosciute dal mercato. In questo ambito, le nostre due strategie di punta sono l’EM Corporate Debt, lato obbligazionario corporate, e l’EM Local Currency Total Return, lato obbligazionario governativo.
Quali sono le strategie su cui puntate di più per il 2022?
Ripartiamo dal debito emergente perché notiamo ottime opportunità, in particolare in Asia. I comparti All China Bond e Asia Dynamic Bond, quest’ultimo incentrato sul credito asiatico, sono le soluzioni più richieste e uno dei focus per il 2022.
È sotto gli occhi di tutti, inoltre, la crescente attenzione degli investitori ai rischi connessi al cambiamento climatico e quindi è necessario avere un’offerta solida. Il nostro fondo Global Environment investe in società quotate che beneficiano del trend della decarbonizzazione lungo tutta la catena del valore. Si tratta di un prodotto Art. 9 secondo la classificazione Sfdr e quindi di un prodotto impact per cui viene redatto un report annuale che trasferisce ai clienti in modo chiaro e trasparente i risultati non finanziari ottenuti dalla strategia. Riteniamo a livello generale che il posizionamento in relazione al tema della sostenibilità sia oggi decisivo.
Quali sono gli elementi distintivi dell’approccio di Ninety One, anche in considerazione del fatto di essere l’unico asset manager del Continente africano presente in Italia?
Se guardiamo la questione partendo da ciò che oggi maggiormente all’attenzione di tutti, ovvero la questione climatica, è insito nel nostro Dna sottolineare, nelle parole e nei fatti, come sia necessario orientarsi verso un modello di transizione energetica inclusiva. Tanto nel senso di inclusione dei mercati emergenti, quanto in relazione agli impatti sociali dei costi di un cambiamento di modello di produzione e consumo. Nessuno deve essere lasciato indietro se vogliamo raggiungere una reale sostenibilità.
Come asset manager il nostro primario impegno è quello di essere fedeli a ciò che diciamo ai nostri clienti. Che parole e fatti siano una cosa sola. Il nostro approccio, ad esempio, in relazione alla classificazione Sfdr dei nostri fondi è stato di essere molto cauti. Abbiamo fatto delle analisi molto approfondite che continueremo a fare sulla gamma esistente, arricchendo progressivamente la nostra offerta sostenibile.
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