I gestori assicurano: il mondo non sta per finire. Come controllare l’impazienza e trovare opportunità d’acquisto nelle parole dei fund manager incontrati da FocusRisparmio
Grande volatilità e correzioni dall’inizio dell’anno. Movimenti al ribasso diffusi in pressoché tutti i comparti di tutte le asset class che hanno messo sotto pressione gli investitori alla ricerca di un posto dove nascondersi che sembra non esistere.
Questa descrizione del bicchiere mezzo vuoto non rende però giustizia né al quadro macroeconomico attuale né alle prospettive d’investimento così come descritte dai fund manager incontrati da FocusRisparmio nel corso delle ultime settimane.
Economia globale verso il baratro?
Monica Defend, head of Amundi Institute
Monica Defend, head of Amundi Institute, presentando l’outlook per il secondo semestre della casa di gestione sgombra immediatamente il campo dal grande spauracchio. “Non ci aspettiamo una recessione globale”, afferma, “quello che ci attendiamo è una grande divergenza tra regioni e settori”. “Il nostro outlook di novembre 2021 – spiega – si chiamava grande trasformazione e dunque il quadro attuale non scaturisce dal nulla ma è stato accelerato dagli eventi, principalmente dalla guerra in Ucraina. Ci troviamo in un differente regime di inflazione e dobbiamo guardare alla combinazione con le prospettive di crescita, concentrandoci regione per regione e settore per settore”.
Vincent Mortier, group CIO di Amundi
Amundi vede in particolare una ripresa resiliente dell’economia USA e, guidata dalla domanda, una maggiore fragilità dell’area euro in cui Italia e Germania rischiano di entrare in recessione tecnica a causa della dipendenza energetica dalla Russia. Moderatamente positiva la view sulla Cina nonostante la parziale delusione degli ultimi PMI. Gli esperti della casa di gestione considerano però eccessive le preoccupazioni dei mercati sullo stato del settore immobiliare e sulla possibilità di nuove regolamentazioni, mentre viene giudicato positivamente il flusso di investimenti derivante dal programma Common Prosperity.
“Proseguirà”, ha commentato sullo scenario di investimento globale Vincent Mortier, group CIO di Amundi, “la rimozione degli eccessi in quelle aree del mercato che hanno beneficiato della liquidità come Spac, criptovalute, azioni a crescita ultra-elevata, e riorienterà gli investitori sui fondamentali, sulla leva societaria e sugli utili. L’incertezza sull’evoluzione del policy mix e sul fronte geopolitico continuerà a mantenere alta la volatilità, su tutti i fronti”.
Il reshoring felice o globalizzazione a rischio controllato
Matthew Benkendorf, chief investment officer, Quality Growth Boutique di Vontobel AM
“È indubbiamente vero – afferma Matthew Benkendorf, chief investment officer, Quality Growth Boutique di Vontobel AM – che i numeri attuali dicono che l’inflazione è alta e che esiste una prospettiva di un prolungamento a tali livelli, ma l’attuale dibattito è maggiormente guidato dall’impazienza nei confronti di questo stato di cose rispetto alla situazione in sé. Nessuno, allo stato attuale, può spingersi molto in avanti con le previsioni. Abbiamo bisogno di tempo perché l’intero meccanismo dell’economia globale si assesti, non solo in relazione alle drammatiche tensioni geopolitiche in corso, ma all’era post-Covid”.
Esistono varie tipologie di assestamento. Una è quella, spiega Benkendorf, che sta travolgendo alcuni titoli, soprattutto fra i tecnologici, che sono cresciuti enormemente nel corso della pandemia arrivando a impostare erroneamente i propri piani industriali facendo affidamento su modalità di comportamento della base di clienti troppo legate alla situazione straordinaria determinata da restrizioni e chiusure.
Un altro caso, strutturale secondo il fund manager, riguarda le catene produttive e di approvvigionamento il cui ripensamento e accorciamento deve essere guardato dall’esperto con una profondità maggiore rispetto al solo richiamo alla deglobalizzazione. Il pensiero di Benkendorf si avvicina maggiormente a quella che potremmo definire una tensione verso una globalizzazione a rischio controllato.
“Stiamo assistendo certamente a una redistribuzione dei centri produttivi e ad una ricostruzione delle supply chain. Processo che sta determinando delle problematiche per l’economia globale ma che non per questo esclusivamente negativo. Andiamo verso una maggiore distribuzione e diversificazione delle fonti di approvvigionamento, non ad un ritorno indiscriminato delle produzioni nei Paesi sviluppati. Questo potrà avvenire in alcuni casi strategici, pensiamo ad esempio ai semiconduttori impiegati nei campi della difesa e della sicurezza, ma non avverrà per la maggior parte degli altri settori”.
Il momento richiede dunque, da un lato pazienza e dall’altro, sottolinea Benkendof, ottimismo e prontezza per sfruttare la volatilità per posizionarsi su quei titoli divenuti attrattivi grazie alla correzione dei mercati. “È proprio in questi momenti che un gestore attivo può costruire nel modo migliore il proprio portafoglio su quelle società che hanno una reale prospettiva di creazione di valore nel lungo periodo”.
La prospettiva multi-asset
Klaus Kaldemorgen, portfolio manager DWS concept Kaldemorgen
“Dal punto di vista dei mercati azionari i rendimenti saranno inferiori a quelli visti negli ultimi dieci anni”. La pensa così Klaus Kaldemorgen, portfolio manager DWS concept Kaldemorgen, intervenuto in un evento della casa di gestione sulle prospettive dei portafogli multi-asset. “Mi aspetto – afferma – che i mercati azionari produrranno rendimenti nominali intorno al 7% nei prossimi anni, al di sotto dei rendimenti che siamo stati abituati a vedere negli ultimi 10 anni e comunque inferiori alla media di lungo termine del mercato azionario”.
La prospettiva multi-asset di Kaldemorgen, come spiega il gestore stesso, si basa sul principio di diversificazione “a tre cluster”: azionario growth, value e dividend. “In questa fase di mercato è necessario essere in grado di adattarsi in modo flessibile alle mutevoli condizioni di mercato. Quindi ciò che abbiamo fatto nei nostri portafogli total return dopo l’escalation della crisi Russia-Ucraina, delle aspettative di inasprimento monetario, all’incertezza sulle catene di approvvigionamento globali e ai blocchi cinesi, è stato aumentare la solidità dei nostri portafogli azionari spostandoci dalla componente growth a quella ciclica”, analizza.
La componente reddito fisso del portafoglio è stata invece progressivamente “sostituita” da nomi difensivi con rendimenti da dividendi interessanti in settori come, ad esempio, farmaceutico o delle telecomunicazioni. “Questi nomi offrono qualità che non troviamo più nello spazio del reddito fisso, vale a dire una volatilità limitata e un flusso di reddito relativamente prevedibile”, osserva il gestore.
Allo stesso tempo, la flessione dei tecnologici può rappresentare un’opportunità. “Riteniamo che un buon mix debba includere sicuramente un’esposizione significativa a temi di crescita strutturale, ad esempio nell’economia digitale. E qui la recente vendita nel settore tecnologico offre opportunità a lungo termine molto interessanti”, conclude Christoph Schmidt, head of Multi-Asset Total Return di DWS.
Il numero uno di Goldman Sachs si dice preoccupato più per i movimenti bruschi dei rendimenti che per il loro livello assoluto: “Non solo un’anomalia storica”. Ma il ceo di J.P. Morgan intravede nuovi rialzi e mette in guardia gli investitori. Ma sull’AI sono concordi: ci sono dei rischi
Per Gärtner, global head of Equity della casa, gli investimenti negli algoritmi continueranno a trainare i mercati. Ma restano interrogativi sulla redditività della spesa e sulla capacità delle nuove applicazioni di generare ricavi. In Europa opportunità in difesa, banche, utility e industria
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per il fondatore di Bridgewater Associates, l’intelligenza artificiale può produrre guadagni di produttività senza precedenti. Ma rischia anche di alimentare eccessi finanziari e concentrare ulteriormente la ricchezza. Un’ambivalenza che pone un nuovo interrogativo: come distribuirne i benefici
Il sell-off generalizzato sui bond colpisce anche i titoli italiani. Per gli asset manager, non c’è nessun allarme sulle prospettive fiscali del Paese, ma resta il nodo del costo del debito. Le scadenze da privilegiare
Nel nuovo outlook quinquennale, la casa di gestione descrive il passaggio a un nuovo paradigma economico. Ecco come AI, riconfigurazione delle catene globali e ritorno degli investimenti fisici ridisegnano lo scenario macro
L’Oracolo di Omaha cede il posto al figlio Buffett, pur restando nel consiglio e come chairman emerito. Intanto Greg Abel consolida la successione con mosse di portafoglio in parte nuova nuove ma anche nel solco del guru. Dall’aumento della partecipazione in Alphabet al focus sul Giappone, ecco gli ultimi passi della società
La Fund Manager Survey di settembre segnala un ridimensionamento del sentiment dopo i massimi di agosto. Crescono liquidità e attese sui tassi, mentre il rialzo disordinato dei rendimenti supera la bolla dell’intelligenza artificiale nella classifica dei rischi. Ma il 79% non si aspetta un taglio dei capex degli hyperscaler
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio