Il ritorno silenzioso del debito emergente
Inflazione sotto controllo, valute locali e selettività: nel 2026 il reddito fisso dei Paesi EM cambia pelle e torna a parlare agli investitori
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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Luglio – Agosto 2021 |
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Il progetto Belt and Road (BRI) prevede il rilancio in chiave contemporanea dell’antica Via della Seta, evidenziando come le relazioni economiche di oggi si basino sulle radici storiche che da secoli collegano Oriente e Occidente.
L’idea di costruire un sistema di infrastrutture per potenziare i flussi commerciali è stata presentata dal presidente cinese Xi Jinping nel settembre 2013 durante un discorso tenuto alla Nazarbayev University in Kazakistan, e successivamente durante una visita al parlamento indonesiano a Jakarta. In tali occasioni Xi promuoveva la creazione di nuove rotte e relazioni politiche in ogni Paese della zona eurasiatica.
Con la nuova Via della Seta, la Cina si prefigge alcuni obiettivi fondamentali: il coordinamento politico, l’incremento della connettività e dei flussi commerciali fra i Paesi, l’integrazione finanziaria con l’utilizzo del renminbi come valuta internazionale, la promozione culturale tra le diverse regioni, l’assorbimento della sovraccapacità produttiva delle aziende locali, il mantenimento di un’elevata percentuale di crescita del Pil, l’approvvigionamento di risorse e lo sviluppo globale dell’economia cinese.
Il 23 marzo 2019 l’ex premier italiano Conte e il Presidente Xi hanno siglato a Roma un accordo strategico per l’ingresso dell’Italia nell’iniziativa Belt and Road come il primo paese G7 ad aderire alla nuova Via della Seta, il primo paese fondatore dell’Unione Europea e la più grande economia per Pil a far parte del progetto. Il Memorandum si è unito a 29 accordi, istituzionali e commerciali, tra Italia e Cina in diversi settori, al fine di promuovere un rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi.
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* economista Shanghai University
