Sul tavolo del Comitato ECON proposte di emendamenti sul tema degli incentivi e dei requisiti di formazione. La Commissione annuncia la pubblicazione della Retail Investment Strategy nel primo trimestre 2023
Massimo Scolari, presidente Ascofind
Oggi il Committee on Economic and Monetary Affairs del Parlamento europeo (ECON) ha programmato la discussione di alcuni emendamenti della Direttiva Mifid II e del regolamento Mifir a seguito della proposta di una nuova Direttiva della Commissione europea presentata nel novembre dello scorso anno.
Sebbene la Direttiva proposta dalla Commissione abbia una portata assai limitata e specifica e non contenga alcuna modifica delle norme sulla protezione degli investitori, sorprendentemente, alcuni parlamentari hanno proposto emendamenti alla Direttiva Mifid II di maggiore rilevanza.
I due emendamenti
In particolare, l’emendamento n.37 propone sostanziali modifiche all’art. 24 della Direttiva Mifid II, introducendo il divieto assoluto di percepire qualsiasi tipo di compenso o commissione da terze parti quando l’impresa di investimento presta un servizio di consulenza, di gestione di portafogli o di execution-only. Il medesimo emendamento inoltre prevede che le imprese di investimento comunichino annualmente alle autorità di vigilanza la proporzione dei prodotti finanziari di terze parti distribuiti ai clienti. Le autorità nazionali dovrebbero quindi a loro volta comunicare i dati all’Esma con la medesima periodicità.
Il successivo emendamento n.38 propone invece un obbligo di formazione di 35 ore annue per i dipendenti delle imprese di investimento, di cui almeno 10 dedicate al tema della sostenibilità. L’emendamento prevede altresì che ai clienti che abbiano espresso preferenze in materia di sostenibilità, le imprese di investimento debbano proporre almeno tre prodotti finanziari che perseguano obiettivi di sostenibilità.
La discussione nel Comitato ECON è prevista per oggi, mentre entro il mese di dicembre le proposte saranno discusse nella riunione plenaria del Parlamento.
Le strade possibili
È difficile prevedere l’esito della discussione su questi emendamenti così rilevanti; di certo il Parlamento potrebbe prendere una posizione netta tesa ad influenzare gli orientamenti della Commissione nell’ambito della Retail Investment Strategy di prossima emanazione.
Nel primo trimestre del 2023 infatti la Commissione, nell’ambito del proprio programma annuale, ha annunciato la pubblicazione della Retail Investment Strategy for Europe che dovrebbe affrontare e riformare numerosi aspetti cruciali dei servizi di investimento ed in particolare della consulenza in materia di investimenti.
La proposta della Commissione, che fa seguito a due consultazione avviate nel 2021 e 2022 finalizzate a raccogliere le opinioni degli stakeholder sui servizi di investimento regolati dalla Direttiva MiFID II, si propone di semplificare, migliorare, automatizzare e standardizzare il modo in cui sono attualmente valutati i profili degli investitori.
Il lavoro della Commissione si avvale inoltre anche di uno studio molto approfondito (Disclosure, inducements, and suitability rules for retail investors) dal quale sono emerse numerose indicazioni e proposte in merito alla disciplina degli incentivi nei servizi di investimento, con particolare riferimento alla consulenza in materia di investimenti.
Lo studio è stato realizzato mediante la raccolta di dati che si è concentrata su 15 Stati membri dell’UE (Austria, Cechia, Germania, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Svezia), selezionati in modo da coprire un’ampia gamma di livelli di adozione dei prodotti di investimento al dettaglio, le caratteristiche del mercato e la diversità geografica.
La ricerca è stata realizzata in modo da catturare l’intero processo decisionale dell’investitore al dettaglio, dalla ricerca di informazioni, alla revisione dei documenti informativi, al superamento di una valutazione di adeguatezza e del test sui bisogni dei clienti e alla ricezione di consigli di investimento.
L’obiettivo a cui ha mirato lo studio consiste nell’analisi dell’ambiente di investimento in cui si trovano gli investitori, con una valutazione dei costi dei prodotti finanziari, delle pratiche correnti in materia di consulenza e fornitura di prodotti.
Le proposte della Commissione e gli emendamenti legislativi da parte del Parlamento sono destinati a modificare il campo di gioco della consulenza finanziaria in Europa e, di conseguenza, ad attrarre l’attenzione degli operatori nel corso dei prossimi mesi.
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