Il deputy CEO dell’asset manager specialista sui finanziari spiega l’evoluzione della gamma prodotto, tra nuovi orizzonti e punti cardine distintivi che non devono cambiare (e che fanno la differenza)
Alex Lasagna, deputy CEO di Algebris Investments
“Sta tornando l’interesse per banche e assicurazioni, sia per un riequilibrio del rapporto tra value e growth, che dovrà necessariamente avvenire, sia perché il mondo finanziario è oggi parte della soluzione (e non parte del problema come nel 2008) per uscire dalla crisi e per comprare una efficace copertura verso l’inflazione”.
Alex Lasagna, deputy CEO di Algebris Investments, segna la differenza tra chi per nascita e sviluppo si muove naturalmente in un settore ad alto grado di specializzazione e chi prova a entrare in maniera opportunistica in comparti, come ad esempio quello dei subordinati bancari, a fronte di fondamentali particolarmente attraenti.
“La cosa più importante in questa asset class è il regolatore”, afferma Lasagna a FocusRisparmio. “Avere un rapporto diretto e sapere in dettaglio cosa pensano e cosa stanno dibattendo tutti i soggetti coinvolti nella creazione del quadro normativo è centrale per costruire strategie in cui la generazione di rendimento è legata principalmente al mercato primario delle emissioni e alla comprensione degli eventi visti dalla prospettiva dei policy maker”, aggiunge sul punto.
Quanto accaduto a marzo 2020, con lo spauracchio della sospensione dei coupon che sarebbe andata ad aggiungersi a quella dei dividendi per i player bancari è portato dal deputy CEO di Algebris come un esempio di frangente in cui far valere una expertise consolidata negli anni.
“In questo caso la nostra valutazione è stata quella di una non praticabilità di tale opzione perché avrebbe determinato un calo di fiducia nel sistema finanziario tale da far precipitare una crisi economica già molto grave”, afferma, rivelando come quel momento sia stato un’occasione di rafforzamento delle posizioni per la casa di gestione.
Il ritorno della crescita (e dell’inflazione)
L’attuale posizionamento dei portafogli di Algebris si fonda su alcune fondamentali previsioni sul futuro dell’economia che si innestano sulle specializzazioni di eccellenza della società. Da un punto vista macro il grande tema è il reflationary trade legato alla crescita attesa in particolare a partire dal 2022. “Un fattore determinante, sia che si investa nel credito, che nell’equity”, sottolinea Lasagna. Il tutto legato al comportamento, attuale e prospettico, delle banche centrali a fronte di un cambio nei parametri vitali delle economie globali.
Investire in asset il cui valore non sia influenzato dall’intervento delle autorità di politica monetaria è, in particolare, il cuore della strategia di uno dei fondi che compongono l’offerta della casa di gestione sull’obbligazionario in strumenti di public markets. L’Algebris Global Credit Opportunities Fund è un fondo che investe in high yield, emerging market sovereign ed emerging market credit, combinando sistemi di gestione del rischio e della volatilità.
L’offerta su fixed income è completata dall’Algebris Financial Credit Fund, fondo storico su subordinati bancari lanciato nel 2012 e con oltre 8 miliardi di euro di AuM, e dal più recente Algebris IG Financial Credit Fund. “Nato 18 mesi fa, raccoglie l’esigenza delle banche wealth di gestire in modo efficiente la molta liquidità ferma sui conti corrente. Un’allocazione alternativa al mercato monetario che punta ad un plus di rendimento”, spiega Lasagna. “Per quanto riguarda il fixed income, il supporto fondamentale che vogliamo dare all’investitore consiste nel diversificare, con rendimento positivo, il rischio tasso, tapering e quello legato alle manipolazioni di asset da parte delle banche centrali”, completa.
A questi si aggiungono i fondi Algebris Financial Equity Fund e Algebris Financial Income Fund, un fondo bilanciato che investe per metà nelle migliori opportunità offerte dal credito dei più importanti istituti finanziari globali sistemici (G-SIFI) e per metà nei titoli azionari delle società dello stesso settore. Un settore che Algebris conosce approfonditamente e che, sulla spinta del ritorno dell’inflazione e di un prossimo, sempre più concreto, cambio di paradigma nella politica monetaria delle Banche Centrali, tornerà a produrre utili nella maniera più consona alla sua natura, ovvero attraverso prestiti.
Ripresa tricolore
Oltre alla specializzazione sui finanziari, la casa di gestione ha lanciato ad ottobre 2017 l’Algebris Core Italy Fund, strumento che investe con focus sul segmento delle piccole e medie imprese del nostro Paese. La chiave di lettura più attuale con cui guardare al fondo, spiega Lasagna, è quella di una “ripresa globale in cui le eccellenze italiane che oggi scambiano a sconto torneranno a crescere ad un ritmo più alto in termini relativi rispetto al mercato grazie alla ripresa delle esportazioni”.
Il manager rivela inoltre come proprio su questa asset class siano stati attivati due mandati per importanti investitori istituzionali esteri. Un business questo che, insieme a quello delle soluzioni in white label e agli strumenti sui mercati privati, completa l’universo di attività in cui Algebris è impegnata.
Sui private markets, storica expertise della società che ha lanciato nel 2014 il suo primo fondo su NPL acquistati da istituti finanziari italiani, seguito poi da due ulteriori strumenti nel 2017 e 2021, l’elemento di novità è rappresentato dalla costituzione nel febbraio scorso di una business unit su transizione energetica e ambientale. “L’obiettivo”, afferma Lasagna, “è la costituzione di un fondo di private equity ad impatto dedicato alla clientela istituzionale che includa progetti realizzati in Italia su transizione energetica e ambientale”. “Siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità di business nel rispetto della nostra natura aziendale e in questo momento l’investimento illiquido sulla rivoluzione sostenibile permette di unire impatto positivo e prospettive di rendimento per l’investitore”, conclude.
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