J.P. Morgan AM individua nella volatilità dell’inflazione il tema cruciale di un contesto di mercato in cui sarà sempre più necessario ampliare la diversificazione del portafoglio. Secondo la casa di gestione, i bond torneranno con ancora più forza e sarà fondamentale selezione e approccio globale per l’azionario. Monito sui rendimenti della liquidità: “un miraggio”
Maria Paola Toschi, global market strategist di J.P. Morgan AM
“Il 2022 era stato l’anno del grande reset, con il ritorno di inflazione e tassi. Il 2023 era iniziato con la previsione di un periodo negativo per l’economia ma positivo per i mercati. La crescita in realtà ha sorpreso negli ultimi 12 mesi, spingendo l’azionario, mentre l’obbligazionario ha visto il ritorno dei rendimenti a scadenza, restando però volatile, alla luce, tra i molti fattori, delle difficoltà nel prevedere i comportamenti delle banche centrali”.
Maria Paola Toschi, global market strategist di J.P. Morgan AM, parte da una utile contestualizzazione pluriennale per parlare delle previsioni della casa di gestione su un 2024 che inizierà la sua corsa in bilico tra soft landing a mild recession.
“Il mercato del lavoro Usa resta fondamentale per comprendere le prospettive dell’economia statunitense e globale”, afferma l’esperta, rivelando come il team di analisti e strategist dell’asset manager non ritenga ancora mature le condizioni per un taglio dei tassi nel breve termine.
L’inflazione da servizi fa, infatti, molta fatica a scendere al contrario di quella sui beni che ha già vissuto un rientro più marcato. “La politica monetaria si manterrà reattiva e non preventiva”, afferma Toschi, precisando che eventuali tagli del costo del denaro avverranno solo a fronte di un ingresso in recessione, e non per evitarla.
“Non dimentichiamoci che le banche centrali arrivano da un sostanziale errore nel reagire in maniera troppo lenta al ritorno dell’inflazione. Non rischieranno di tagliare i tassi troppo presto causando una ripresa dei prezzi”, aggiunge sul punto.
Ci sono poi le conferme dei trend inflattivi di medio e lungo periodo come ripensamento della globalizzazione e transizione green, in parte mitigate da tendenze di natura opposta come quella del progresso tecnologico. “Un’inflazione certamente più volatile rispetto al passato”, sintetizza Toschi.
Un’ulteriore domanda fondamentale per capire la traiettoria della crescita nel 2024 è relativa alle motivazioni per cui l’economia Usa si sia dimostrata resiliente anche in un contesto di rialzo dei tassi? “Ci sono alcuni fattori che hanno contribuito alla tenuta, ma non sono immodificabili”, spiega la global market strategist di J.P. Morgan AM. “Molti di questi stanno, però, esaurendo il potere di protezione”, fa notare. I finanziamenti accumulati nel contesto di tassi zero, ad esempio.
“La diminuzione delle richieste di mutuo farà sentire i propri effetti, così come i tassi maggiori a cui saranno erogati i finanziamenti nel medio periodo, sia per le famiglie che per le imprese. Questo porterà ad una nuova moderazione del mercato immobiliare. Un effetto già visibile negli Usa ma che interesserà anche l’Europa”, entra nel dettaglio. “Il Vecchio Continente è stato in grado di sventare una dura crisi energetica nel 2023 ma la frenata nei consumi è comunque visibile”, completa.
La politica fiscale, infine, resterà nel suo complesso espansiva per le economie occidentali secondo la casa di gestione, a fronte della necessità di una transizione green che spingerà i governi a mantenere alto il livello di aiuto all’economia. Il rischio è, però, quello di rendere cronico il tema della sostenibilità del debito, pesando sul saldo di bilancio nel settore pubblico. Un fattore da considerare attentamente in ottica di investimento.
Le classi di attivo nei prossimi 12 mesi
Il ritorno dell’obbligazionario previsto per il 2023 sarà ancora un tema per il 2024, secondo J.P. Morgan AM. Questo perché la pausa delle banche centrali e i potenziali tagli dei tassi determineranno rialzi dei rendimenti nominali, che andranno ad aggiungersi al ritorno già avvenuto dei rendimenti a scadenza. “I mercati hanno già incorporato questa previsione, forse in modo leggermente esagerato”, mette in guardia, però, Toschi pur confermando l’outlook positivo sull’asset class che dovrebbe tornare a fornire anche una maggiore decorrelazione dall’azionario.
Per quanto riguarda l’equity, se si confermerà lo scenario di soft landing, il 2024 sarà ovviamente un ottimo anno considerando che le banche centrali avranno la possibilità di confermare il raggiungimento del rialzo dei tassi. “Le valutazioni si sono alzate nel 2023 ma non sono ancora eccessive”, afferma l’esperta in merito, sottolineando come l’indice MSCI globale sia sostanzialmente allineato alla media storica e come le stime degli utili per il 2024 si confermino positive. “Tra i temi più importanti di oggi per l’equity c’è certamente la ricerca di qualità. Questo perché è un momento di incertezza per il ciclo economico, ma soprattutto perché il costo del capitale non è più a zero ed è finità l’epoca della preminenza del beta. L’approccio migliore di J.P. Morgan AM è un approccio globale incentrato sulla ricerca attiva delle imprese in grado di eccellere in termini di crescita”, sintetizza.
Monito agli investitori, infine, sul “miraggio liquidità”, il cui rendimento attuale è destinato a sparire. Per aumentare il grado di diversificazione e contenere la volatilità nel medio e lungo periodo l’opzione individuata da J.P. Morgan AM è quella degli investimenti alternativi, con il tema delle infrastrutture fra i più interessanti.
Il mercato immobiliare globale torna a crescere dopo il rallentamento del 2023, sostenuto dal calo dei tassi e dalla liquidità accumulata. In Italia guidano logistica, hospitality e retail. Ma living alternativo, data center e rigenerazione urbana aprono nuovi spazi per gli investitori. Il report Bip per Pambianco
La previsione per il quarto trimestre conferma la tesi della resilienza: crescita sopra trend, inflazione sopra target, IA e difesa come motori strutturali. Ma il conto arriva sui tassi (Fed, BCE e BoJ pronte a stringere ancora) e sul credito, dove l’abbondanza di nuove emissioni toglie ossigeno agli spread
A luglio l’economia è cresciuta dello 0,4%, oltre le attese. Per gli analisti, giovedì 17 Bailey non toccherà i tassi, ma entro il 2027 le strette saranno quattro. Più cauti i gestori
Con il decennale ai massimi dall’ottobre 2023 e il trentennale salito al 5,25%, il ‛Re dei bond’ vede ancora vulnerabilità nei governativi a lunga scadenza. E avverte Warsh: un mancato rialzo dei tassi a settembre potrebbe alimentare nuove vendite
Dopo il +76% del 2025, in otto mesi il settore ha quasi doppiato la performance dell’azionario europeo. A sostenere la tesi rialzista redditività, capitale e distribuzioni agli azionisti sostengono la tesi rialzista. “Ma attenzione anche alle valutazioni”
Lagarde avverte che l’inflazione potrebbe restare più a lungo “ben al di sopra dell’obiettivo”. Riviste al rialzo le previsioni su prezzi e crescita. I mercati scontano tre rialzi, con il primo già il mese prossimo. Più cauti gli asset manager
La raccolta resta sui livelli record di luglio e porta gli investimenti da inizio anno a quota 381,4 miliardi. A trascinare il comparto è l’equity, con 38,5 miliardi nel mese e 261,7 miliardi da gennaio. Il report ETFGI
Il Dividend Watch di Capital Group segnala il nuovo massimo di 827 miliardi (+7,9%) toccato nel secondo semestre. Riviste al rialzo le stime per il 2026. Cifre top anche in Italia nonostante la frenata del comparto auto
L’inflazione elevata e il conflitto in Medio Oriente rendono inevitabile una nuova stretta. I mercati vedono un altro ritocco a dicembre, ma per gli asset manager è più probabile una pausa (Hormuz permettendo)
Secondo Miginiac, head of Research per le strategie Credit Opportunities della casa, c’è ancora valore nel carry del credito bancario. Ma occorre mantenere un approccio prudente. La qualità degli emittenti è migliorata, mentre spread e protezioni strutturali offrono oggi meno margine per assorbire uno shock
Il cio della casa vede una crescita globale ancora resiliente ma un contesto più esposto a shock. Prudenza sulla parte lunga dei governativi, selettività nel credito e nell’azionario i driver. In Italia tornano centrali i rischi fiscali e politici
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio