L’Assemblea della società ha nominato il manager in sostituzione di Giampio Bracchi
Una nuova carica si aggiunge a quelle già ricoperte da Paolo Molesini, nominato dall’Assemblea di Intesa Sanpaolo Private Banking alla carica di Presidente, in sostituzione di Giampio Bracchi.
Molesini, dal febbraio 2020, è anche Presidente di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, dopo esserne stato Amministratore Delegato e Direttore Generale dal 2015 al 2020. Ulteriori cariche attuali del manager sono: Presidente della Fondazione Querini Stampalia, di Assoreti e di Sanpaolo Invest.
Paolo Molesini, Presidente di Intesa Sanpaolo Private Banking
Veneziano, dopo la laurea in Economia Aziendale presso la Ca’ Foscari di Venezia e un Master in Business Administration all’INSEAD Fontainebleau – Francia, ha lavorato inizialmente in Henkel Group.
Nel 1986 è entrato nell’area Financial Services di The Mac Group a Londra, nel 1991 è passato nel gruppo Fondiaria, occupandosi di Marketing Strategico. Nel 1993 è diventato Direttore Commerciale di Sanpaolo Vita, quindi Direttore Generale e Amministratore Delegato. Dal 2001 al 2003 in Banca Monte dei Paschi di Siena è stato Responsabile Area Commerciale Retail. A luglio del 2003 è entrato nell’allora Banca Intesa, come Responsabile della Divisione Private Banking. È stato consigliere di Société Européenne de Banque, Banco di Napoli ed Eurizon A.I.
Hsbc: il 79% degli entrepreneur con patrimoni elevati aumenterà la spesa. In media verrà impiegato un quinto del fatturato. Il sentiment resta ottimista e sostiene l’attività di M&A e l’internazionalizzazione
La ricerca AIPB-Prometeia individua nella consulenza un possibile raccordo tra 88mila aziende italiane e 12 milioni di famiglie. Ragaini: “La crescita richiede di attivare insieme tessuto produttivo e risparmio”
Secondo un sondaggio Cerulli, la competizione per i professionisti della consulenza si intensifica e l’offerta assume un peso crescente nelle scelte di affiliazione. Il 41% degli advisor indica l’ampiezza dei prodotti finanziari tra i driver di scelte, mentre solo l’11% degli executive bancari la considera una leva per la retention
Tra corporate banking, gestioni patrimoniali, mercati privati e wealth planning, il banker del futuro diventa un regista capace di leggere insieme impresa, famiglia e patrimonio
Secondo AIPB, i nuclei con patrimoni oltre il 500mila euro saliranno di 12.718 unità a quota 741.933. E la loro ricchezza finanziaria investibile toccherà 1.611 miliardi di euro: +3,9%. Due tendenze destinate a creare nuovi spazi di crescita e più margine per la consulenza evoluta
AIPB certifica flussi a quota 17 miliardi, il top degli ultimi dodici anni. Ma pesa l’effetto mercato: -25 miliardi. Tiene l’amministrato, soffre il gettito. I clienti diventano più selettivi
Per l’amministratore delegato, il settore è chiamato a un salto di qualità: più consulenza, più personalizzazione e una maggiore capacità di indirizzare i patrimoni verso l’economia reale. Senza trasformare i private markets in una moda
Nonostante il contesto, Aipb prevede una crescita del 5,2%. Il settore punta a intercettare il 77% dei nuovi flussi di ricchezza finanziari. La quota di mercato salirà al 37%
La boutique milanese prosegue lungo le direttrici tracciate dal piano industriale e rafforza il posizionamento: raccolta netta sostenuta, ricavi in aumento, focus su professionisti di qualità. Il nuovo responsabile Mario Aragnetti Bellardi: “Crescita selettiva, senza compromettere il modello”
Per i portafogli odierni servono strategia, attenzione al rischio e visione di lungo periodo, senza farsi fagocitare dalla geopolitica. Ecco perché il wealth management non è solo investimento finanziario