Aipb: la consulenza batte l’incertezza. Raccolta su a quota 58 miliardi. Tiene l’amministrato, vola il gestito. Cala la liquidità nei portafogli
Nonostante l’elevata incertezza, il 2025 della consulenza d’alta fascia polverizza le attese e passa in archivio con un nuovo record. Le masse in gestione hanno infatti toccato quota 1.417 miliardi di euro, ben oltre i 1.355 miliardi attesi e che erano già stati superati al termine dei primi nove mesi. La crescita annuale si attesta quindi al 12,7%, pari a 160 miliardi, mentre la quota di mercato sale al 47%, con il settore che si conferma principale canale di investimento e gestore di quasi metà della raccolta indiretta delle famiglie italiane. A tracciare il bilancio è come di consueto l’Ufficio Studi dell’Associazione italiana private banking (Aipb), secondo cui il comparto ha continuato ad attrarre nuovi patrimoni anche nei contesti più complessi.
Andrea Ragaini, presidente di Associazione Italiana Private Banking
“I dati del 2025 confermano la solidità del private banking ma è l’analisi degli ultimi anni a offrire un’indicazione più ampia”, sottolinea infatti il presidente Andrea Ragaini. “In una fase in cui l’incertezza è diventata una componente strutturale”, spiega, “le famiglie ricercano servizi in grado di accompagnarle nel tempo e una visione del patrimonio che sia tanto complessiva quanto di lungo termine”. E con le nuove tensioni geopolitiche che si sono presentate nel 2026, secondo il manager, il valore della consulenza professionale non potrà che diventare ancora più evidente. “Guideremo gli investitori nelle fasi di maggiore instabilità del mercato e gli aiuteremo a mantenere equilibrio e coerenza nelle scelte di allocazione”, ha detto.
Stabile incertezza: 2026 simile al 2022
Secondo l’analisi Aipb, l’avvicendarsi di eventi imprevedibili anche molto diversi tra loro, ha determinato una condizione di “stabile incertezza” che ha contribuito a mantenere elevata la propensione al risparmio delle famiglie e a sostenere il flusso verso gli investimenti. In questo contesto, il private banking ha continuato ad attrarre nuovi patrimoni e confermato la solidità del modello. L’avvio del 2026, stando agli esperti dell’associazione, presenta alcune similitudini con le recenti fasi di instabilità: “Molto dipenderà dall’evoluzione e dalla durata del conflitto in Iran, da eventuali shock sui prezzi energetici e dalla possibilità di nuove fiammate inflazionistiche”, si legge nel report, “ma queste dinamiche causa-effetto sono state già osservate nel 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina”.
L’analisi sottolinea anche come gli ultimi anni si caratterizzino per un elemento chiave: la continuità della raccolta. Anche nel 2022, periodo caratterizzato da forti ribassi dei mercati, il settore ha infatti registrato flussi netti positivi. Un trend che trova conferma nei dati più recenti: nel 2025 l’aumento è stato pari a 58 miliardi (+4,6%), contribuendo in modo sostanziale alla crescita complessiva del settore insieme all’effetto mercato (+61 miliardi, +4,9%) e a cambiamenti di perimetro valsi 40 miliardi. Tanta solidità si riflette anche nelle modalità di allocazione dei nuovi patrimoni, con i capitali che si sono distribuiti tra diverse forme di investimento. La componente amministrata si è mantenuta su livelli elevati dopo il picco del 2023, 23 miliardi contro i 22 dell’anno prima, mentre fondi comuni e gestioni patrimoniali hanno portato a casa complessivamente 26 miliardi di nuovi flussi per il gestito dai 10 miliardi di 12 mesi prima. Una dinamica cui ha contribuito, secondo Aipb, anche il rialzo dei rendimenti obbligazionari perchè ha alimentato la domanda di titoli di Stato da parte dei risparmiatori e rafforzato la componente amministrata.
Liquidità in calo, aumenta la diversificazione
Questa dinamica, secondo l’associazione, si inserisce in un più ampio processo di evoluzione dei portafogli. Nel corso del 2025 c’è stata infatti una progressiva ricomposizione degli asset: la quota di liquidità è scesa a poco più del 12% delle masse complessive, segnalando una graduale riallocazione verso strumenti di investimento. Nel complesso, emerge insomma una struttura della allocazioni più articolata e diversificata ma anche coerente con un contesto caratterizzato da incertezza persistente e dalla necessità di mantenere un equilibrio tra opportunità di rendimento con un’attenta gestione del rischio.
Nove su dieci nutrono preoccupazioni riguardo agli investimenti nel settore. E sull’utilizzo per le scelte di portafoglio, emergono diverse resistenze. L’Investor Survey 2026 di Janus Henderson Investors
Le consistenze patrimoniali di marzo diffuse da Assoreti mostrano masse in crescita del 9,4% annuo, sostenute dalla crescita dai fondi e dei prodotti assicurativo-previdenziali. Obbligazionari, gestioni flessibili ed ETP guidano i flussi, mentre resta elevata la liquidità detenuta sui conti
Secondo un’indagine di Capital Group, flessibilità e diversificazione sono le nuove priorità degli istituzionali, che continuano a fuggire dai bond USA. Solida la domanda di private credit, mentre sale il ricorso alla gestione attiva
Indagine Moneyfarm: circa il 59% degli investitori conosce l’esistenza del documento, ma solo il 39,5% riesce a reperirlo e solo il 34,1% lo comprende. Sale la quota di chi ne ha discusso con il consulente
Scalable Capital: il 77% degli asset è investito in exchange traded fund, la quota più alta nella Ue. E il 90% dei piani di accumulo è costruito su questi strumenti. Nei prossimi dodici mesi si prevedono circa 1,2 milioni di nuovi clienti (+50%)
Il trasferimento intergenerazionale della ricchezza ridisegnerà prodotti e modelli distributivi. Ma per gli operatori le sfide non mancano, a partire dalla necessità di rinnovare la consulenza. Dalla head of Client Group Italy della casa la ricetta per superarle
Studio Deloitte: i primi tre driver di scelta sono il rendimento atteso, la sicurezza rispetto a un prodotto finanziario tradizionale e la qualità della consulenza ricevuta
Dal rafforzamento del ruolo dell’ESMA ai gruppi europei di gestione, il confronto al Salone del Risparmio tra istituzioni e industria sul nuovo pacchetto UE
Indagine CNP Assicura e AIFIn: solo il 10% si sente preparato per una vita lunga e uno su due teme che avrà bisogno di assistenza. Ma il 56% non ha mai sentito parlare delle polizze Long Term Care
Studio Bcg: nel 2025 gli aum sono saliti dell’11%, ma l’80% dell’incremento dei ricavi è arrivato dall’effetto mercato. "La vera partita ormai si gioca su distribuzione, tecnologia e relazione col cliente”
Grande successo per l’evento ideato da Assogestioni: oltre 20.200 partecipanti tra visitatori in presenza e utenti streaming su FR|Vision. Al centro dell’ultima giornata, l’alfabetizzazione finanziaria. Dal 6 all’8 aprile 2027 la prossima edizione
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio