Banche, così l’Agentic AI cambierà l’industria finanziaria (e la consulenza)
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Nonostante un’economia attesa in rallentamento a causa della guerra in Medio Oriente, nel 2026 i consulenti italiani d’alta fascia dovrebbero arrivare a gestire 1.491 miliardi di euro e registrare una crescita delle masse del 5,2% rispetto al 2025. È quanto stima l’Associazione italiana private banking, secondo cui il settore continuerà a sovraperformare il mercato intercettando e intercetterà il 77% dei nuovi flussi di ricchezza: circa 54 miliardi di euro su 72 totali. Una fotografia in cui il patrimonio finanziario delle famiglie è visto raggiungere quota 3.988 miliardi (+2,5%), grazie anche a una propensione al risparmio che manterrà all’8%.
I numeri salienti del settore al 2026. Fonte: Aipb, Prometeia
Secondo l’associazione, lo scenario macro 2026 sconta l’inasprimento delle tensioni geopolitiche e il nuovo shock energetico. Le previsioni, sviluppate in collaborazione con Prometeia, pur assumendo una durata contenuta del conflitto iraniano, delineano infatti un’economia globale nella quale il Pil risulta in aumento ad appena il 2,6%. Forti le differenze a livello geografico: se negli Stati Uniti la crescita si manterrà relativamente solida (+2,1%), la Cina dovrebbe risentire in modo più marcato del rallentamento del commercio internazionale. Ma sarà l’Europa a mostrare le maggiori difficoltà, con la maggior dipendenza dalle forniture energetiche che fa scendere le attese di espansione allo 0,8% circa. In questo quadro, le pressioni sui prezzi torneranno a farsi sentire. Le quotazioni delle fonti fossili sono infatti attese in ascesa nella prima parte dell’anno per poi ridimensionarsi nel tempo, sia pur a velocità differenti: il greggio dovrebbe superare il picco già nel primo semestre dell’anno, mentre il gas naturale resterà su livelli elevati più a lungo. Un’asimmetria che contribuirà a rendere persistente l’inflazione nel Vecchio Continente, prevista al +2,8%, con un conseguente atteggiamento di maggiore prudenza da parte delle banche centrali. Le ipotesi di riduzione dei tassi sono state rinviate: per la BCE non si esclude un possibile rialzo durante l’anno, mentre negli USA un eventuale allentamento è atteso dal 2027.
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In Italia, il principale elemento di debolezza resta una crescita anemica (+0,4%) e fortemente influenzata dalle nuove pressioni inflazionistiche. Senza contare che la variazione positiva del Pil risulta legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il cui contributo all’espansione attesa è quasi totale (+0,3%). Un quadro di cui risentiranno anche consumi (+0,5%) e redditi disponibili (+0,4%) delle famiglie, che vedono dimezzato il proprio tasso di crescita. Ma la propensione al risparmio si manterrà su livelli ancora elevati, intorno all’8%, segnalando la tenuta del comportamento prudente dei nostri connazionali: questo consentirà alla ricchezza finanziaria di continuare a crescere, secondo l’associazione, seppure a un ritmo minore.
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Tale scenario, precisa lo studio, resta tuttavia condizionato da un quadro di rischi interconnessi. In primo luogo, le tensioni in Medio Oriente potrebbero causare interruzioni nell’offerta di materie prime più marcate di quanto previsto e alimentare un disancoraggio delle aspettative d’inflazione che costringerebbe le banche centrali a intervenire in modo più determinato. Sul fronte dei mercati finanziari, l’attenzione si sposta sulla sostenibilità dei comparti d’investimento a più alta concentrazione: è il caso quello legato all’intelligenza artificiale, dove eventuali correzioni potrebbero generare stress anche nel mercato del private credit. “È proprio in risposta a queste possibili criticità che diventa centrale la consulenza finanziaria”, hanno osservato dai Aipb, sottolineando come la professione chiamata oggi più che mai a guidare gli investitori nella volatilità senza perdere di vista una prospettiva di lungo periodo.

L’industria del private banking prevede comunque un altro incremento delle masse, a fronte di un’espansione molto più contenuta degli altri operatori (+1%). Il contributo dei mercati, stimato al +1,4%, viene definito coerente con una logica di difesa del valore dei portafogli più che con una piena partecipazione alle opportunità di rendimento offerte dai principali indici nel medio periodo. Nonostante il contesto, pur segnando la fine della crescita a doppia cifra del triennio precedente, il settore continuerà quindi a sovraperformare il mercato. “Questi risultati sono il frutto di una crescita della ricchezza alimentata da un risparmio più strutturato e da un modello di servizio solido”, ha fatto sapere il presidente di Aipb Andrea Ragaini nel corso dell’assemblea annuale degli associati sottolineando come sia quindi prioritario orientare meglio i capitali verso investimenti produttivi. “Preservare il patrimonio non è più sufficiente se non se ne sostiene il valore reale nel tempo ed è esattamente in questo percorso che la consulenza può accompagnare le famiglie verso scelte più consapevoli e coerenti”, ha rimarcato.
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L’allocazione stimata per i portafogli riflette quindi un approccio prudente ma orientato agli investimenti: la crescita delle masse sarà trainata principalmente da fondi comuni e gestioni patrimoniali, attesi in aumento del +7,1%, ma anche dal comparto assicurativo (+4,9%) e dall’amministrato (+4,3%). Il peso della liquidità è invece destinato a scendere fino al minimo storico del 13%, a fronte di una quota investita pari all’87%. “Il passo successivo è rafforzare ulteriormente la componente più dinamica dei portafogli”, viene evidenziato, sottolineando come l’obiettivo cardine sia aumentare l’esposizione all’equity. In questo contesto, Aipb sta consolidando il suo ruolo di Hub strategico: conta infatti 160 associati e un indice di soddisfazione dei soci (Nps) in crescita. Inoltre, sta investendo sulla formazione d’eccellenza e sul dialogo istituzionale.
I numeri salienti del settore al 2026. Fonte: Aipb, Prometeia
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