SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 9 OTTOBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Il 58% delle donne ricche in tutto il mondo delega al marito le decisioni finanziarie di lungo termine. A rivelarlo è una ricerca di Ubs Investor Watch, che ha intervistato 3.652 donne di cui 2.251 sono state sposate e avevano almeno $1 milione in attività investibili e 1.401 si erano ritrovate divorziate o vedove negli ultimi cinque anni e avevano almeno $250.000 in attività investibili.
A livello globale, l’85% delle donne assume una responsabilità piena o la condivide in modo uguale con il coniuge quando si tratta di gestire le spese quotidiane. Tuttavia, meno di un quarto (23%) delle donne sposate si occupa di pianificazione finanziaria a lungo termine, come investimenti e assicurazioni.
“Questa tendenza si rispecchia in Italia, dove una grande maggioranza delle donne sposate (89%) e con disponibilità finanziarie elevate interviene in prima persona o condivide la responsabilità in modo uguale con il coniuge quando si tratta di spese quotidiane. Quando si tratta però di prendere decisioni a lungo termine meno di tre donne sposate su dieci prendono l’iniziativa”, commenta Paolo Federici, capo di Ubs Global Wealth Management in Italia, che prosegue: “Per assumere un ruolo più attivo anche sugli investimenti e pianificare correttamente il loro futuro, le donne hanno necessità di comprendere più a fondo il quadro generale e la propria situazione finanziaria”.
I dati della ricerca mostrano che, nel contesto dei Paesi sviluppati, il trend in Italia è incoraggiante, in quanto le decisioni finanziarie di lungo termine sono demandate esclusivamente al coniuge nel 52% dei casi contro il 60% della Germania, il 62% del Regno Unito e il 71% di Hong Kong. D’altro canto, sono ancora proporzionalmente poche le donne che prendono decisioni in completa autonomia: 19% in Italia contro il 22% di Regno Unito e oltre il 30% di Messico e Brasile.
Secondo lo studio, le ragioni della delega, parziale o totale, sono riconducibili a un senso di inadeguatezza rispetto all’alto livello di conoscenza della materia finanziaria richiesto per prendere buone decisioni di investimento (73%), unito ad una tendenza a focalizzarsi sui bisogni più urgenti (85%). Non sempre i mariti sembrano essere di aiuto in questo percorso, visto che 7 donne su 10 affermano di essere state scoraggiate dal coniuge rispetto a un coinvolgimento attivo.
In linea con il trend globale e con un risultato per alcuni versi sorprendente, il protagonismo nella gestione risulta essere inversamente correlato con l’età. Sono infatti le donne più giovani (dai 20 ai 34 anni) a delegare maggiormente al proprio partner (65%), al fine di potersi dedicare ai propri progetti di vita famigliare o professionale. Sempre secondo questo studio, tale dato scende al 36% nel caso delle donne over 50.
