3 min
Allianz Trade: default globali su del 6% nel 2026, pari a settemila aziende in più. Ma in caso di esclation l’aumento può arrivare al 10%. All’Europa il conto più salato, Italia +5%
La guerra in Medio Oriente fa schizzare il rischio di insolvenze aziendali. Tra le ripercussioni del conflitto e le implicazioni per i mercati energetici, si prevede infatti un incremento del 6% dei default a livello globale nel 2026: due punti percentuali sopra le stime precedenti. L’alert arriva dal ‘Global Insolvency Outlook’ di Allianz Trade, secondo cui si tratta del quinto anno consecutivo di aumento dopo il +6% registrato nel 2025 e a fronte di un atteso calo. E se è vero che una frenata potrebbe arrivare più avanti, nel 2027 precisa il report, si prevede che i numeri resteranno comunque ben lontani da quelli precedenti alle grandi crisi degli ultimi anni.
📰 Leggi anche “USA-Iran, trattativa in salita: i gestori guardano al dopo“
Aumento del 10% in caso di escalation
Non solo. Il rapporto redatto dalla società chiarisce che questa stima di base si fonda sull’assunto di “una progressiva normalizzazione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz entro giugno”. Un conflitto prolungato spalancherebbe infatti le porte a scenari completamente diversi, viene spiegato, facendo balzare i casi di insolvenza a livello mondiale di circa il 10% nel 2026 e del 3% nel 2027. Con 4.100 default aggiuntivi negli Stati Uniti e ben 10.500 in Europa nell’arco dei ventiquattro mesi presi in considerazione.
Coinvolte settemila aziende in più
Per ora la previsione si ferma a 7.000 aziende in più che non potranno saldare fatture e debiti commerciali quest’anno e ad altre 7.900 che non ci riusciranno nel 2027. Negli USA questo trend riguarderà rispettivamente 700 e 200 imprese in più, mentre è atteso un conto decisamente più salato per la parte occidentale del Vecchio Continente: rispettivamente +3.750 e +3.600 società insolventi, contro la precedente stima di un incremento di 1.400 casi quest’anno e di un calo di 11mila il prossimo. Secondo Allianz Trade, sarà però l’Asia a confermarsi il principale contributore: i default in Cina dovrebbero infatti aumentare del 9% entro dicembre e del 5% nel 2027 a causa delle continue sfide strutturali.
📰 Leggi anche “Iran, i gestori non sarà un nuovo 2022, ma i rischi restano“
Il prezzo sociale: 2,2 milioni di disoccupati in più
Il protrarsi dell’aumento delle insolvenze avrà poi ovviamente anche un pesante costo sociale. Gli analisti contano infatti 2,2 milioni di posti di lavoro a rischio in tutto il mondo nel 2026, 94mila in più rispetto al 2025 mentre l’anno prossimo dovrebbe registrarsi una diminuzione di 34mila. I principali settori interessanti sono l’edilizia, il commercio al dettaglio e i servizi. Il Vecchio Continente, in particolare l’Area occidentale, si piazza in testa a questa classifica con 1,3 milioni di lavoratori coinvolti e supera il Nord America. Entrambe le Regioni registreranno il picco più alto degli ultimi dodici anni. Seguono Europa centrale e orientale e Asia. Queste cifre, precisa il report, equivalgono al 6% del numero di disoccupati su entrambe le sponde dell’Atlantico ma con differenze significative tra i vari Paesi. Si va infatti dall’1% della Spagna al 4% dell’Italia e al 7% della Germania fino al 9% del Regno Unito e all’11% della Francia.
Le stime per l’Italia
Per quanto riguarda il nostro Paese, che negli ultimi tre anni ha vissuto un’accelerazione dei default aziendali (+9% nel 2023, +17% nel 2024 e +26% nel 2025), il colpo sarà inferiore rispetto alla media globale. L’aumento dovrebbe infatti fermarsi al 5%, per un totale di 12.750 fallimenti, mentre il 2027 potrebbe far segnare una diminuzione a 12.300 casi. I settori più a rischio sono costruzioni e manifattura, seguiti da commercio e turismo. Il confronto con gli altri grandi Stati europei mostra però come da noi il sistema produttivo abbia una maggiore capacità di tenuta di fronte alle crisi: le insolvenze previste sono infatti circa la metà rispetto alla Germania e quasi sei volte meno di quelle attese in Francia, che potrebbero toccare quota 70.000.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.