Il ritorno silenzioso del debito emergente
Inflazione sotto controllo, valute locali e selettività: nel 2026 il reddito fisso dei Paesi EM cambia pelle e torna a parlare agli investitori
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Investire in modo responsabile nello spazio del debito governativo è un’esigenza che accomuna sempre più risparmiatori. Le nazioni sono però complesse da valutare sul piano della sostenibilità e rendono l’attribuzione di rating Esg esposta, talvolta, a valutazioni di natura soggettiva su orientamenti sociali e politici che cambiano nel tempo.
“Esiste un approccio più obiettivo all’investimento responsabile nello spazio dei governativi”, fa notare però Frederic Hoogveld, head of investment specialists & market strategy di Amundi Etf, Indexing & Smart Beta. Il riferimento è al mercato dei green bond emessi da Stati. Si tratta di una parte di un universo più ampio, quello delle obbligazioni verdi, che vale oggi ben oltre 2mila miliardi di euro e che, soprattutto in Europa, offre un crescente grado di diversificazione.
“I green bond sono strumenti trasparenti che vincolano l’utilizzo del capitale a progetti con un impatto positivo tangibile e misurabile in termini ambientali”, ricorda Hoogveld, riferendosi ai Green Bond Principles da rispettare affinché una data obbligazione possa essere emessa con il titolo di green. “Investire nei green bond europei”, esemplifica, “permette di contribuire positivamente al raggiungimento degli obiettivi del Piano d’azione UE 2018 sulla finanza sostenibile, che mira a conseguire la transizione verso le zero emissioni nette. I proventi di tali titoli vengono utilizzati per finanziare trasporti puliti, efficienza energetica o altri progetti con un impatto ambientale positivo”.
“Oggi il mercato dei green bond governativi si aggira intorno ai 200 miliardi di euro, di cui quasi 60 miliardi emessi dalla Francia, 42 miliardi dalla Germania e circa 25 miliardi dall’Italia. La dimensione complessiva dell’universo è, in termini di liquidità, più che sufficiente”. Amundi ha lanciato due Etf sui green bond governativi dell’Eurozona.
Il primo, nel 2021, è investito al 100% in titoli di governi dell’Eurozona. “Un prodotto integralmente green bond govies è una soluzione efficiente per gli investitori che desiderano combinare un’esposizione obbligazionaria con un’azione climatica forte e concreta e, come tale, deve essere conosciuta e valutata dall’investitore”, sottolinea Hoogveld.
Poiché tale soluzione tende ad avere un bias geografico verso alcuni Paesi, come Francia, Germania e Italia, e presenta una duration più elevata rispetto ai corrispondenti indici standard, è più adatta a chi non ha vincolo di assumere un’esposizione euro govies classica. “Per questo motivo Amundi ha recentemente lanciato un Etf euro govies green bond tilted, che va ad aggiungersi alla gamma sui green bond fatta di esposizioni a obbligazioni societarie, aggregate e governative”.
Questo nuovo Etf è stato progettato per limitare i bias su Paesi e duration, offrendo al contempo un’esposizione del 30% ai green bond. Può rappresentare un utile tassello per comporre un’allocazione standard ai titoli di Stato in euro, senza rinunciare alla sostenibilità. È particolarmente indicato per gli investitori che hanno vincoli di allocazione e desiderano discostarsi il meno possibile da un’esposizione core ai titoli di Stato in euro. “Quello dei green bond è un mercato relativamente piccolo ma in crescita e siamo fiduciosi che la quota possa crescere nel tempo con nuovi strumenti dello stesso tipo”, spiega Hoogveld.
La composizione degli emittenti di green bond è assai diversa rispetto al mercato obbligazionario in generale. Solamente l’11% delle emissioni totali proviene da Stati sovrani rispetto al 53% del mercato obbligazionario globale. “Crediamo”, afferma Hoogveld, “che i collocamenti di bond verdi da parte dei governi nazionali aumenteranno ancora, avvicinando il mix di emittenti a quello che osserviamo nel mercato obbligazionario globale e che aumenteranno le dimensioni e la varietà dei titoli disponibili. Novità che potrebbero portare con sé ulteriori opportunità di ampliare le soluzioni a disposizione degli investitori”, conclude.
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