Finer compie due anni. Crescita a doppia cifra per l’istituto di ricerche finanziarie
2 marzo 2020
di REDAZIONE
2 min
Nel 2020 FINER focalizzerà ulteriormente l’attenzione sui temi della relazione tra finanza ed economia reale e sul tema della protezione e delle assicurazioni
Nicola Ronchetti
Il settore delle ricerche di mercato ha un nuovo protagonista: FINER Finance Explorer che ha festeggiato il suo secondo anno di vita con grande successo sia in termini di numero di clienti (+33% da 64 a 85) che di fatturato (+38%).
Si tratta di un settore che in Europa vale circa 14 miliardi di euro. I primi tre paesi per investimenti sono UK, Germania, Francia, mentre l’Italia, con un fatturato di circa 640 milioni di Euro, rappresenta il quarto paese con una quota inferiore al 5% anche se in leggera crescita rispetto all’anno precedente (Fonte ESOMAR, European Society of Opinion Surveys and Market Research).
L’Italia, pur manifestando dei limiti in termini di investimenti in attività di ricerca rispetto ai principali Paesi europei, si conferma culla di eccellenze in campo bancario, finanziario, manifatturiero come nei servizi.
Nel 2020 FINER focalizzerà ulteriormente l’attenzione sui temi della relazione tra finanza ed economia reale e sul tema della protezione e delle assicurazioni. Sarà lanciato il primo osservatorio sul mercato assicurativo che coinvolgerà tutti gli stakeholder della distribuzione (banche, compagnie, broker) e un convegno sul tema delle nuove vulnerabilità tra invecchiamento della popolazione, cambiamenti climatici, cyber risk e cognitivismo.
Al Salone del Risparmio sarà presentata una ricerca commissionata da ASSOGESTIONI, dal titolo “Visioni per un mondo a tasi zero: dalla liquidità all’economia reale” alla presenza di Alessandro Rivera, Direttore Generale del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Secondo una ricerca condotta da ASSIRM (l’Associazione che riunisce le maggiori aziende italiane che svolgono Ricerche di Mercato, Sondaggi di opinione e Ricerca Sociale) nel 2020 si registrerà una decisa crescita dei social media analytics, delle piattaforme Do-It-Yourself, delle soluzioni di text analytics e delle comunità online. Le nuove modalità di ricerca affiancheranno gli approcci più tradizionali e validati nel tempo, come testimoniato da Google, leader nei social media analytics, che spende decine di milioni in Europa in ricerche “qualitative”, confermando che i trilioni di dati in suo possesso necessitano più che mai di una fase di diagnosi e di comprensione dei famosi “perché?”.
Nel frattempo FINER, fedele alla sua vocazione di think tank, continuerà anche a dare vita a momenti di riflessione e dibattito sui modi vivaci e molteplici in cui la finanza interagisce con i mondi diversi e contigui della storia, della cultura, del pensiero economico, dell’arte e delle nuove frontiere del digitale (nel corso del 2019 FINER ha promosso due convegni: “Blockchain, tra economia reale e finanza” durante la Digital Week e “Finanza e Arte da JP Morgan al mercato contemporaneo”
nell’ambito di Bookcity).
Secondo la Mappa Assogestioni, la raccolta del secondo trimestre tocca quota 7,6 miliardi e porta il dato da inizio anno a 16 miliardi. In crescita anche le masse. Tra i fondi aperti, prosegue la fame per gli obbligazionari: +5 miliardi. Per gli asset manager l’incertezza resterà. Ma alternativi e reddito fisso sono le soluzioni
Secondo la ricerca presentata da Finer, il 66% degli advisor conosce i fenomeni psicologici che governano gli investimenti ma solo un quinto li usa per costruire i portafogli. Dall’associazione, in arrivo un nuovo sistema di certificazione per spingere la formazione e colmare il gap. E intanto la kermesse fa il pieno di ospiti
Intelligenza artificiale, psicologia del denaro e nuovi equilibri globali sul podio. “Il Salone si conferma luogo di conoscenza e formazione professionale”, ha dichiarato Jean-Luc Gatti, direttore Comunicazione Assogestioni commentando i numeri in crescita del concorso
A dirlo è la ricerca “L’osservatorio Internazionale EduFin 2022: la finanza secondo le nuove generazioni” di Pictet in collaborazione con Finer. La responsabilità dell'alfabetizzazione finanziaria, specialmente per millennials e Gen Z, è nelle mani del mondo dell’istruzione e degli attori del mondo finanziario, dal risparmio alla consulenza. Tra tutti i canali, fondamentale l’apporto dei social network
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