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L’assemblea dei delegati della Cassa ha approvato il bilancio consuntivo 2019
L’assemblea dei delegati di Enasarco, l’ente di previdenza di agenti di commercio e consulenti finanziari, ha approvato in videoconferenza il bilancio consuntivo 2019 “con un avanzo economico pari a 233 milioni di euro, in netto aumento rispetto al 2018, di oltre 90 milioni”, un avanzo “già diminuito di 11 milioni, somma destinata preventivamente al Fondo Firr, il trattamento di fine rapporto degli iscritti”.
La Cassa guidata da Gianroberto Costa ha comunicato i risultati alla stampa con una nota al termine di un’assemblea che, almeno alla vigilia, prometteva scintille. “Il patrimonio complessivo cresce e arriva a quota 7,8 miliardi, di cui 5.196 milioni costituiscono il patrimonio della previdenza, pari a 5,18 volte il valore delle pensioni in essere e 2.392 milioni il patrimonio del Firr”, si legge nel comunicato.
Il saldo della gestione previdenziale (+71 milioni) “continua a crescere, con entrate previdenziali che finanziano la spesa per prestazioni”. Le spese di funzionamento diminuiscono dell’1,3%, “ma i risparmi realizzati non hanno intaccato l’efficacia dei servizi all’utenza”, che la fondazione definisce “migliorati, come dimostrano le nuove funzionalità disponibili, sia quelle previste nell’area riservata, che quelle introdotte con la nuova app Enasarco”.
Positivi i risultati nella gestione del patrimonio: “i proventi finanziari ordinari lordi sono passati dai 113 milioni del 2018 agli oltre 154 del 2019”, prosegue la nota. “Il saldo finanziario totale è pari a 182 mln, contro 75 mln del 2018. Il patrimonio liquido è passato dal +5% del 2011 al +48% del 2019, mentre il valore complessivo del patrimonio della Fondazione espresso al fair value è cresciuto di oltre il 19% rispetto al 2012”.
Il rendimento lordo del patrimonio finanziario nel 2019 è stato del 3,9%. “Nel 2019 le scelte d’investimento hanno visto prevalere strumenti finanziari liquidi e a basso costo gestionale, con profilo di rischio/rendimento allineati all’asset allocation strategica” approvata dal cda.
Per ciò che riguarda il vero grande patrimonio della fondazione – quello immobiliare – in merito ai risultati della gestione della dismissione nel 2019 Enasarco fa sapere che “pur continuando le attività volte alle vendite dirette agli inquilini, si stanno sviluppando nuove strategie di gestione: dalle vendite delle unità immobiliari libere all’asta, alla gestione del patrimonio residuo diretto ed indiretto tramite lo strumento della SICAF, con la finalità di ottimizzare i risultati e diminuire i costi di gestione”.
Misure anti-covid
L’assemblea è stata chiamata a votare anche il complesso delle misure di sostegno economico per gli agenti, rappresentanti e consulenti finanziari che hanno subito un decremento del reddito a causa dell’emergenza.
“In quest’ambito, sono state approvate le modalità di recepimento dell’«Accordo per il sostegno della filiera commerciale» per l’anticipazione di una quota del Firr (misura che non aveva convinto tutti gli amministratori in seno al cda, ndr) ed è stato approvato lo stanziamento di ulteriori 16 milioni (oltre i 2 milioni aggiuntivi già proposti dal CdA) per le erogazioni straordinarie, che si vanno ad aggiungere agli 8,4 già precedentemente approvati dal Consiglio”, scrivono i vertici della fondazione nella nota, aggiungendo che le misure anti-covid raggiungono così “la quota complessiva di 26,4 milioni dall’inizio del periodo di emergenza”.
Lo stanziamento ulteriore di 16 milioni – che per i delegati Anasf, Federagenti e Fiarc è illegittimo a causa del rinvio sine die delle elezioni – sarà tuttavia sottoposto al parere dei ministeri vigilanti, quello del lavoro e quello dell’economia.
E in attesa della consueta nota della lista “Fare presto!”, che in vista delle elezioni rimandate continua a «fare le pulci» all’operatività del nucleo dirigente di Enasarco, spunta l’indiscrezione – ripresa da Investire, qui il link – di una presunta lettera della Corte dei Conti “che fa notare ai ministeri come il consiglio dell’ente sia fuori regola se vara delibere di non ordinaria amministrazione, e che lasciandolo fare anche i ministeri corrono il rischio di sottoscrivere di fatto un possibile danno erariale”.
Via libera alla «miniriforma» per i giovani iscritti
Infine, Enasarco fa sapere che il 26 giugno scorso proprio i due ministeri che vigilano sul corretto funzionamento dell’ente hanno approvato le modifiche al regolamento delle attività istituzionali deliberate dall’assemblea dei delegati a dicembre 2019.
“Con la cosiddetta Miniriforma”, si legge nella nota, “la Fondazione Enasarco si è posta l’obiettivo di agevolare l’ingresso e la permanenza nella professione dei propri iscritti. Con l’introduzione dell’articolo 5 bis, ‘Agevolazioni giovani agenti’, la Fondazione ha stabilito un regime contributivo agevolato per quegli agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari che nel triennio 2021-2023 vengono iscritti per la prima volta oppure ricevono un nuovo incarico di agenzia dopo tre anni di inattività. In entrambi i casi le agevolazioni sono valide per gli iscritti fino a trent’anni di età.