4 min
Il 30 giugno l’assemblea è chiamata a votare le nuove misure. Che per i delegati Anasf, Federagenti e Fiarc sono illegittime a causa del rinvio sine die delle elezioni
Continua a salire la temperatura in Enasarco dopo il rinvio sine die delle elezioni per il rinnovo dei vertici causa pandemia. Terreno di scontro tra l’attuale dirigenza e la lista che concorre a sostituirla per il prossimo quadriennio, ‘Fare presto!’, sono di nuovo le misure a favore degli agenti colpiti dalla crisi scatenata dal Covid-19
Oggi infatti, in una nota, la cassa previdenziale integrativa di agenti di commercio e consulenti finanziari fa il punto su quanto erogato finora e sulle nuove misure pronte per essere sottoposte al via libera dell’assemblea dei delegati, che si preannuncia incandescente, in programma martedì prossimo 30 giugno.
Finora la Fondazione ha stanziato 8.420.000 euro per interventi straordinari a favore degli agenti colpiti dall’epidemia Covid-19, da assegnare entro l’anno in corso, e l’erogazione della prima tranche d’interventi, pari a 2.105.000 milioni, è in fase di ultimazione. Delle domande di contributi straordinari, che vengono lavorate a partire dal reddito più basso, ad oggi ne sono state accolte circa 190, tutte pagate, di contributi straordinari per iscritti contagiati dal virus (compresi, purtroppo, alcuni decessi) e 1.500, pagate o in corso di pagamento, di erogazioni straordinarie per riduzione delle provvigioni del primo trimestre 2020 in misura superiore al 33%.
L’Ente fa inoltre sapere che le richieste di erogazioni straordinarie per altre gravi ragioni saranno esaminate dal consiglio di amministrazione ed erogate entro il mese di luglio e che molte domande arrivate finora sono irregolari, perché prive di almeno uno dei documenti necessari per poter essere accolte (Modello Unico PF 2019, autocertificazione della riduzione delle provvigioni e copia del documento d’identità). Anche queste domande, però, sono in corso di lavorazione e gli iscritti riceveranno una comunicazione con l’indicazione dell’irregolarità riscontrata così da poter rimediare e ripresentare l’istanza con l’assistenza degli uffici territoriali della Fondazione. Infine, ricorda Enasarco, le domande regolari ma che non rientrano nella graduatoria dei beneficiari, perché non comprese fra i redditi più bassi, “concorrono d’ufficio per l’assegnazione dei contributi da erogare con i bandi del secondo e del terzo quadrimestre”.
A questi provvedimenti , “si potranno aggiungere – si legge ancora nella nota – le ulteriori misure di sostegno proposte dal Consiglio di Amministrazione e sottoposte all’esame della prossima Assemblea dei delegati”. Ma qui la strada si annuncia in salita. I 16 delegati dell’assemblea Enasarco appartenenti alle sigle Anasf, Federagenti e Fiarc, ovvero quelli riuniti insieme a Confesercenti nella lista “Fare Presto!”, hanno infatti deciso di alzare il livello dello scontro chiamando in causa il governo.
In una lettera inviata ai ministeri di Lavoro ed Economia e ai vertici Enasarco hanno elencato “le evidenti criticità sulle quali la governance dell’ente li chiamerà a esprimersi in occasione dell’Assemblea dei Delegati convocata per martedì 30 giugno”. Motivo per cui i 16 delegati chiedono “l’intervento immediato dei Ministeri Vigilanti attesa la persistenza di un gravissimo e illegittimo comportamento da parte della maggioranza dell’attuale Consiglio di Amministrazione, le cui delibere, già censurate dai Ministeri Vigilanti, stanno ora coinvolgendo l’operato degli altri organi e, in particolare, dell’Assemblea dei Delegati, chiamata infatti a deliberare, nella prossima riunione del 30.06.2020, su punti che esulano dalle proprie funzioni statutarie e non rientranti tra gli atti di ordinaria amministrazione”.
Il tema, noto, è quello dell’amministrazione ‘in prorogatio’, che sta interessando la Fondazione, il cui rinnovo delle cariche era stato stabilito, con modalità di voto online, per il 17-30 aprile scorsi, ma che la dirigenza ha rinviato sine die per l’emergenza coronavirus. “Una decisione irrituale – ribadisce la nota di ‘Fare presto!’ -, alla luce del fatto che con le stesse modalità di voto, in quelle settimane l’Ordine dei Medici, Inarcassa e Confindustria sono andate, come previsto, a votare, dando la parola agli iscritti e registrando in alcuni casi (vedi Enpam) una partecipazione elettorale addirittura triplicata rispetto alla tornata precedente. A oggi, nonostante almeno due diversi solleciti Ministeriali inviati alla Presidenza di Enasarco, gli oltre 220mila iscritti non hanno ancora una data certa per sapere quando potranno esercitare il proprio diritto al voto; e in questi mesi di gestione ‘in proroga’, nonostante proclami di parte, nemmeno un euro è realmente entrato nelle tasche di Agenti di Commercio e Consulenti colpiti dai danni sanitari, economici e sociali legati alla pandemia da Covid-19”.
Quindi ora il campo di battaglia si sposta sull’assemblea, che a detta della lista di ‘opposizione’ sarebbe teatro dell’“ennesima dimostrazione di scollamento con la realtà e disinteresse verso gli iscritti”, per la richiesta di votare su “atti illegittimi (…) in quanto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, così come l’Assemblea dei Delegati, possono adottare solamente atti di ordinaria amministrazione essendo in regime di prorogatio, così come rappresentato nelle Note dei Ministeri Vigilanti del 24.04.2020, del 30.04.2020”.
E mentre indiscrezioni di stampa parlano dell’invio di un nuovo sollecito da parte dei ministeri competenti a Enasarco per andare rapidamente al voto, i 16 delegati nella loro nota concludono chiedendo ai ministeri un rapido intervento “affinché siano salvaguardati il ruolo e le funzioni dell’Assemblea e vengano adottate tutte le misure più opportune per consentire l’immediato svolgimento delle operazioni elettorali per il rinnovo degli organi della Fondazione nell’interesse esclusivo degli iscritti”.