I risultati del 1° Rapporto Euromedia Research con Banca Mediolanum dicono che gli italiani sono ottimi risparmiatori ma con scarse conoscenze per investire. Fondamentale il supporto di intermediari e consulenti
Di fronte ai risparmiatori italiani si apre una nuova stagione favorevole agli investimenti grazie ai fondi messi a disposizione dall’Europa e dal governo italiano.
“Una congiuntura astrale perfetta” la definisce Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, in apertura dell’evento virtuale Mediolanum Market Forum dedicato al rapporto fra gli italiani, il risparmio e gli investimenti.
Questo è anche il tema oggetto di studio nel Rapporto Euromedia Research-Banca Mediolanum dal titolo “Gli italiani: risparmio e investimenti” presentato in occasione della conferenza. Il rapporto delinea tra l’altro l’identikit del profilo del risparmiatore italiano: prudente, attento, cauto e parsimonioso, così si descrivono gli italiani.
Dai dati della ricerca emerge che il 59,1% risparmia fino a 500 euro al mese per gli imprevisti. Il 52% del campione dichiara di non avvalersi di nessun intermediario, mentre il 39,2% investe in azioni, fondi o prodotti finanziari, prevalentemente come forma di protezione per il proprio futuro e per quello dei propri figli.
Italiani, risparmio, investimenti
Gli italiani, prosegue la ricerca, mostrano interesse per il mondo della finanza e dell’economia (58,3%), tuttavia permane la preoccupazione post-Covid. Il 69% degli intervistati crede che la situazione economica finanziaria e lavorativa del Paese sarà peggiore a fine emergenza sanitaria.
Ciò nonostante, la percentuale di chi si dichiara preoccupato per il peggioramento economico nazionale (57,4%) scende, se si considerano ripercussioni a livello personale o familiare (27,8%). Rispetto all’influenza del PNRR sulla propria situazione economica, solo il 21,6% si aspetta effetti positivi.
Il 52% dichiara di scegliere il “fai da te” nella gestione dei risparmi, ma di fondo manca una conoscenza adeguata e una sana consulenza ed educazione finanziaria. La casa rimane in cima alla lista dei desideri e gli italiani si confermato un popolo di risparmiatori, prudenti e conservatori, prevalentemente lasciando i soldi sui conti correnti per eventuali imprevisti.
“Sono molto soddisfatta del lavoro di ricerca realizzato per Banca Mediolanum. Abbiamo indagato il risparmio, un tema – troppo spesso in secondo piano – di grande rilievo sociale e cruciale per le famiglie italiane. Tra l’altro in un periodo delicato per il nostro Paese”, commenta Alessandra Ghisleri, Direttore di ricerca di Euromedia Research. “Il patrimonio degli italiani è un bene che va difeso e valorizzato – conclude. Sono contenta se questa ricerca potrà contribuire a questa finalità”.
Il punto di vista delle reti
“Conoscenza e consulenza, questo il percorso naturale per affrontare il timore degli italiani di fronte alla crisi economica generata dalla pandemia ed al futuro che ci aspetta”, commenta Doris.
“L’incertezza nasce dalla scarsa educazione finanziaria che nel nostro Paese raggiunge una diffusa dimensione significativa e dalla poca conoscenza di strumenti base, come la tutela assicurativa o come la strategia di investimento con ingresso graduale e programmato sui mercati. Conoscenza minima anche dei piani individuali di risparmio, una forma di investimento che al contempo può portare valore ai risparmiatori retail e convogliare parte del cospicuo risparmio privato verso il tessuto imprenditoriale nazionale, a favore delle nostre Piccole e Medie Imprese, tuttora la spina dorsale del Paese. Il monito che raccolgo da questo rapporto è di spingere l’acceleratore per favorire una maggiore consapevolezza finanziaria dei nostri clienti risparmiatori e imprenditori, in un momento decisivo per il futuro del Paese”.
Tommaso Corcos, amministratore delegato e direttore generale Fideuram Ispb e presidente di Assogestioni
Oltre a Massimo Doris, all’8^ edizione del Mediolanum Market Forum si sono confrontati Tommaso Corcos, amministratore delegato e direttore generale Fideuram Ispb e presidente di Assogestioni, Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti Spa e presidente di CentroMarca, Alec Ross, già consigliere all’Innovazione nell’amministrazione di Barack Obama, Nerio Alessandri, fondatore e presidente di Technogym, Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, Walter Bertin, amministratore delegato di Labomar, Silvana Chilelli, amministratore delegato Eurizon Capital Real Asset Sgr.
“I Pir alternativi rispondono in pieno alle esigenze e problematicità che si creano per i risparmiatori italiani, e agevola e incentiva il loro l’ingresso verso queste forme, che portano anche una diversificazione del proprio profilo di rischio. Sono uno strumento utile al quale guardare”, interviene Corcos.
Problema europeo
L’Ad di Fideuram sostiene che il tema dell’eccesso di liquidità sui conti contenti non è solo italiano, ma anche europeo. “Ormai si assiste a un 30% delle attività finanziarie detenute in liquidità, quindi numeri significati. Un risparmiatore, lasciato solo a sé stesso, non programma seguendo obiettivi di pianificazione finanziaria ma cerca di avventurarsi nel quotidiano e così subisce la variabilità del mercato. Chi si avventura da solo si trova spesso a comprare male e a vendere peggio”.
E sul contributo che il mondo del risparmio gestito può dare all’economia Corcos non ha dubbi: “E’ difficile non essere ottimisti sul mercato italiano e la congiuntura. È una situazione particolarmente positiva anche per le risorse che arriveranno per rilanciare una trasformazione epocale e radicale in tanti campi, tante aziende si stanno indirizzando lungo questo percorso. L’accompagnamento che noi possiamo fare con i Pir tradizionali e quelli alternativi credo che sia un beneficio e un ponte tra il risparmio degli italiani e le imprese”.
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