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Secondo il sondaggio di CFA Society Italy e Il Sole 24 Ore Radiocor, il deterioramento del quadro geopolitico manda a picco le aspettative sull’economia globale. Lo scenario peggiore nel nostro Paese, dove la metrica tocca i minimi di sempre
L’escalation della crisi in Medio Oriente provoca un brusco cambio di scenario nelle aspettative degli analisti, con un crollo del sentiment sull’economia globale. È quanto emerge dall’ultima rilevazione del Sentiment Index di CFA Society Italy e Radiocor, condotta tra il 19 e il 31 marzo 2026, che segnala un peggioramento generalizzato delle prospettive macroeconomiche e finanziarie nei prossimi sei mesi. Un risultato ancora più grave per l’Italia, dove la metrica scende di 75 punti dalla rilevazione precedente e raggiunge il minimo di sempre a quota -79,2.
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Sentiment in caduta libera
La frattura più evidente si registra sul fronte delle aspettative. Solo il 4,2% degli analisti intervistati prevede un miglioramento dell’economia italiana nei prossimi sei mesi, numero in netto calo rispetto a un mese fa (-15,2 punti), mentre la quota di chi si attende una situazione stabile si attesta al 12,5%(-50,8 punti). A dominare è dunque il pessimismo: l’83,3% del campione ha infatti nel suo orizzonte di possibilità un peggioramento del quadro macro, con un incremento di oltre 63 punti dalla rilevazione precedente. Il risultato è un crollo dell’indice di sentiment al livello più basso dalla sua introduzione nel 2015, inferiore perfino ai minimi registrati durante le fasi più acute della pandemia di Covid-19.
Quadro attuale tra stabilità e cautela
Nonostante il netto peggioramento delle aspettative, la valutazione della situazione corrente appare più sfumata. Il 52% degli analisti giudica stabile l’economia tricolore, mentre il 40% la considera già in fase negativa. Un orientamento improntato alla cautela che si estende anche alle altre principali aree geografiche: Eurozona e Stati Uniti vengono entrambi percepiti in deterioramento rispetto ai mesi precedenti, confermando un indebolimento diffuso del contesto globale proprio come conseguenze delle tensioni sui prezzi energetici e della conseguenti previsioni di rialzi dei tassi da parte della principali banche centrali.
CFA Italy Radiocor Sentiment Index – La situazione economica italiana nei prossimi sei mesi

Fonte: CFA Society Italy
Inflazione e tassi: inversione di tendenza
È proprio sulle attese macro-finanziarie che si riflette il cambiamento di scenario. Dopo mesi caratterizzati da segnali di raffreddamento, gli analisti sono infatti tornati a prevedere un aumento dell’inflazione in tutte le aree considerate. Mutamento che si accompagna a una revisione delle aspettative sulle politiche monetarie di Federal Reserve e Banca centrale europea in particolare: cresce infatti l’ipotesi di un aumento dei tassi di interesse a breve termine sia da parte di Christine Lagarde per l’Eurozona che e di Jerome Powell negli Stati Uniti. Anche i rendimenti a lungo termine sono attesi in aumento, segnalando una pressione crescente sul comparto obbligazionario e un contesto finanziario più restrittivo.
Mercati: outlook più debole e maggiore incertezza
Sul fronte dei mercati finanziari, il peggioramento del sentiment si traduce in aspettative meno favorevoli per tutte le principali asset class. Gli analisti prevedono ad esempio che, dopo mesi positivi, l’azionario si prepara ad affrontare una fase correttiva su scala globale. Nel mercato valutario si interrompe l’aspettativa di indebolimento del dollaro, ora visto stabile rispetto all’euro, mentre si conferma la previsione di un rafforzamento dello yen giapponese. Più articolata la visione sul petrolio: nonostante il contesto geopolitico e inflattivo, la maggioranza degli intervistati intravede un calo delle quotazioni perché ipotizzando sia un rientro dai recenti rialzi sia un indebolimento della domanda globale. Nel complesso, emerge dunque un quadro caratterizzato da maggiore incertezza e da una revisione al ribasso delle prospettive di crescita come effetto di un ritorno in auge della geopolitica.
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