Non solo controllo dei costi e dei rischi legati all’operatività svolta ancora manualmente ma fattore centrale per lo sviluppo dell’industria. Il fintech visto dal Ceo della società attiva nel campo dei dati e dei servizi digitali per l’industria del risparmio e della consulenza
“I mercati hanno sempre vissuto momenti di grande cambiamento. Negli anni ‘70 ad esempio con la profonda crisi energetica. Le nuove tecnologie, allo stesso modo, sono una variabile che da sempre ha rappresentato un fattore di evoluzione. Oggi ci troviamo in una fase in cui entrambi questi aspetti sono presenti”.
FocusRisparmio ha incontrato Gianni Costan, Ceo di Fida, realtà italiana attiva nel campo dei dati e dei servizi digitali per l’industria del risparmio e della consulenza, per una discussione sulle potenzialità del Fintech, area centrale per lo sviluppo della società con sede a Torino e uffici a Milano e Varese.
Gianni Costan, Ceo di Fida
Concentriamoci su ciò che è più immediatamente controllabile, ovvero l’integrazione delle nuove possibilità determinate dalla rivoluzione digitale in ambito finanziario.
Stiamo vivendo un trend di implementazione tecnologica molto importante all’interno del risparmio gestito perché la parte di operations legate ad acquisto e vendita fondi, così come quelle legate alla consulenza finanziaria e all’allargamento della base di utilizzatori di prodotti finanziari stanno passando da un’esecuzione per la maggior parte manuale ad una automatizzata, gestita attraverso sistemi informatici evoluti.
Andiamo verso un futuro in cui le macchine sostituiranno progressivamente l’uomo?
Non possiamo limitarci ad affermazioni generiche su un punto così rilevante dal punto di vista sia economico che sociale. La tecnologia servirà a liberare il potenziale del capitale umano su tutti quegli ambiti professionali a più alto valore aggiunto.
Che cosa significa in concreto questa affermazione per l’industria italiana del risparmio gestito?
Dobbiamo partire dai dati di fatto. In Italia siamo molto spostati sulla distribuzione. Non siamo grandi costruttori di veicoli di investimento, ma molto più utilizzatori. Nella distribuzione osserviamo una situazione a macchia di leopardo, con procedure ancora in molti casi rallentate da sistemi antiquati. Le piattaforme di distribuzione fondi sono ancora troppo poco diffuse e poco supportate in ottica di sviluppo.
Nell’ambito della consulenza le banche-reti si stanno attrezzando per far evolvere il modello di servizio in un’ottica sempre più attenta a sfruttare le potenzialità del digitale. Non basta ancora però, perché i percorsi consulenziali posso trarre enormi vantaggi dall’utilizzo della tecnologia e chi saprà muoversi con più velocità potrà acquisire un vantaggio competitivo molto importante.
Le due anime di Fida sono quelle di data provider e fintech enabler. Considerando la prima, il contesto oggi è guidato da una sempre maggiore complessità per effetto di una normativa che in ambito soprattutto europeo è in continua evoluzione. Come stanno affrontando i vostri clienti questa fase di attivismo da parte dei regolatori?
Gli operatori del settore sono sempre più consapevoli di avere nel digitale un alleato fondamentale per fare fronte alla velocità del cambiamento, normativo ma non solo. Nel rispetto della compliance interna, rivolgersi a specialisti in soluzioni tecnologiche è ormai la via utilizzata dalla grande maggioranza degli attori del settore.
Come abilitatori delle potenzialità del fintech, quali sono invece le fondamentali sfide ed opportunità che caratterizzano il mercato?
DLa nostra attività si concentra sia sulle operazioni svolte in autonomia da parte degli investitori, sia per quelle svolte in consulenza, anche sotto forma di robo-advisory. L’investment management è il nostro specifico ambito tecnologico con strumenti che permettono tanto l’analisi di portafoglio e dei singoli strumenti quanto la gestione di alcune fasi del percorso di advisory.
Per chi come Fida svolge un’attività di abilitatore, sfide e opportunità spesso coincidono. Prendendo in considerazione la spinta europea verso la finanza sostenibile, tra i fattori che più fortemente stanno impattando l’industria, gli operatori si trovano spesso a rincorrere una normativa molto articolata e dai contorni non sempre perfettamente definiti. Il nostro compito, in questo momento, non è solo quello di includere, con grande velocità e precisione, nelle nostre soluzioni tecnologiche quanto necessario perché i nostri partner siano sempre al passo con i cambi regolamentari, ma anche di farlo in modo efficiente in modo da garantire un prezzo competitivo ad ogni fascia di clientela, dalla rete più grande fino ad arrivare alla consulenza indipendente.
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