L’outlook della casa vede nella transizione verso l’AI il nuovo driver dei mercati. Rovelli: “Sovrappeso sull’equity USA, approccio selettivo in Europa, focus su reddito fisso e infrastrutture”. Ma serve gestione attiva per distinguere tra vincitori e vinti
Bruno Rovelli, managing director e chief investment strategist Italia di BlackRock
L’intelligenza artificiale può inaugurare una nuova fase di crescita strutturale dell’economia globale. Ma, prima di arrivare all’abbondanza che gli algoritmi promettono, gli investitori dovranno attraversare una lunga stagione caratterizzata dalla scarsità: di energia, di capitale, di infrastrutture e soprattutto di lavoro. È questa la chiave di lettura del Midyear Global Outlook 2026 di BlackRock, che individua proprio nella tensione tra questi due scenari il filo conduttore destinato a guidare mercati e asset allocation nei prossimi trimestri. Secondo il report, presentato il 1° luglio a Milano dal chief investment strategist per l’Italia Bruno Rovelli, non esiste infatti più un unico scenario macro di riferimento ma i mercati dovranno confrontarsi con una serie di grandi “macro call” dagli esiti alternativi e spesso incompatibili tra loro. Una prospettiva che impone approcci molto più dinamici e selettivi rispetto al passato nella costruzione dei portafogli.
La riflessione centrale dell’outlook è sviluppata attorno all’intelligenza artificiale, con una declinazione particolare però. Per il BlackRock Investment Institute il punto della questione non consiste infatti più nello stabilire se l’AI produrrà crescita, bensì nel capire chi riuscirà effettivamente a catturarne il valore economico. Questo perché il successo della tecnologia dipenderà da alcuni colli di bottiglia destinati a diventare sempre più rilevanti: disponibilità di energia, capacità di calcolo, semiconduttori, data center e infrastrutture. Ecco allora che Rovelli conferma la volontà della casa di “mantenere un sovrappeso sull’azionario statunitense”, dove si concentra gran parte della catena del valore dell’AI, pur riconoscendo che le opportunità stanno diventando sempre più disperse anche lungo l’intera filiera e in alcuni mercati emergenti o midcap. “L’aumento della dispersione tra i rendimenti rende la gestione attiva uno strumento sempre più importante per distinguere vincitori e vinti”, ha detto, precisando come essere esposti alla tecnologia non basti più ma serva “trovare la società giusta”. Il concetto chiave che ne emerge è quello di “scarsità rotatoria”, da intendersi come una traiettoria nella quale l’attuale carenza di semiconduttori e memorie si sposterà col tempo verso altri segmenti dell’ecosistema. “Il prossimo grande tema potrebbe essere il power”, ha osservato Rovelli, riferendosi alle infrastrutture energetiche necessarie ad alimentare la domanda crescente di calcolo generata dagli algoritmi.
Europa più selettiva, ma il reddito fisso convince
Nel capitolo dedicato all’Europa, l’economista ha invece sottolineato come il miglioramento del sentiment sul continente non debba essere considerato l’inizio di una nuova stagione di leadership strutturale. Secondo lo strategist, in particolare, i progressi registrati dai listini europei negli ultimi anni sono stati sostenuti dall’espansione dei multipli più che dalla crescita degli utili mentre la produttività continua a rimanere inferiore rispetto agli USA. Da qui il giudizio complessivamente neutrale sull’equity del Vecchio Continente, rispetto al quale il mantra della società resta quello di adottare un approccio fortemente selettivo. Le convinzioni maggiori espresse da Rovelli riguardano il settore finanziario, sostenuto sia da fondamentali solidi sia un’intensificazione delle operazioni di consolidamento, i materiali e tutti quei comparti connessi con i programmi per il rafforzamento della sovranità europea: “Dalle infrastrutture strategiche all’energia fino all’industria della difesa”. Il mercato azionario preferito a livello geografico resta la Spagna, mentre all’Italia viene associata una view in chiaroscuro: “Se è vero che ha caratteristiche simili a quelle del Paese iberico e che la borsa di Milano ha battuto quella Madrid da inizio anno”, è stato il commento dell’esperto, “i fondamentali macro-economici restano discutibili e non c’è molta visibilità sui benefici del Pnrr a livello di PIL e produttività”. Giudizio più costruttivo invece sul fronte obbligazionario, con una preferenza per la duration UE sulle scadenze brevi e intermedie e per il credito corporate dell’area. “Non vediamo motivi per portare la politica monetaria in territorio restrittivo”, ha spiegato Rovelli, secondo cui la BCE ha ormai raggiunto livelli di tassi coerenti con un’inflazione che non mostra le stesse tensioni del mercato del lavoro osservate negli Stati Uniti nonostante sia influenzata dagli shock dal lato dell’offerta.
Proprio nel reddito fisso, più precisamente nel cosiddetto “durable income”, BlackRock individua il secondo grande tema strategico della stagione alla porte. L’idea di fondo del maxi gestore è che il ritorno di prezzi strutturalmente più elevati, unita all’elevata emissioni da parte dei governi e alla necessità di remunerare maggiormente il rischio di inflazione, abbia modificato il ruolo delle obbligazioni governative di lunga durata nella direzione di renderli meno efficaci come copertura dei portafogli rispetto al passato. “In un mondo in cui la correlazione tra azioni e obbligazioni diventa positiva”, ha infatti spiegato Rovelli, “il fixed income perde parte della sua funzione di hedge e deve guadagnarsi posto in portafoglio attraverso il rendimento”. La preferenza si concentra quindi sui T-bond a breve e media scadenza, sul credito selezionato e sui mutui cartolarizzati America: tutti strumenti che “offrono oggi tra i migliori rapporti rendimento-volatilità dell’intero universo obbligazionario”. Ma il gruppo mantiene una view costruttiva anche sui mercati emergenti, in specie sui titoli in valuta locale, pur senza esprimere una forte scommessa direzionale sul biglietto verde: “Non vediamo un grande trend strutturale sull’euro-dollaro, bensì un contesto di relativa stabilità che rende interessante il carry offerto da molte valute emergenti”.
Dalle asset class ai temi economici
Il terzo pilastro dell’outlook è sintetizzato nell’espressione “Beyond labels”. Secondo BlackRock, cioè, il tradizionale approccio basato sulle asset class non è più sufficiente a rappresentare le vere fonti di rischio e rendimento. L’aumento della concentrazione dei mercati, la crescente importanza dei mega trend e lo sviluppo di strumenti come private markets o tokenizzazione spingono infatti verso una costruzione del portafoglio fondata sui temi economici piuttosto che sulle etichette tradizionali. Un cambio di paradigma del quale l’espressione più evidente è stata indicata da Rovelli stesso nelle infrastrutture, che “sono nascoste in diversi pezzi di indici azionari e obbligazionari globali ma non vengono ancora riflesse abbastanza”. Data center, reti elettriche, porti, sistemi energetici e infrastrutture digitali consentono infatti di intercettare contemporaneamente i grandi driver di lungo periodo: domanda di AI, sicurezza energetica, inflazione e frammentazione geopolitica. Ecco allora che il messaggio centrale torna a farsi evidente: in un mondo dominato dalla scarsità, il vantaggio competitivo non nascerà dalla capacità di prevedere con precisione il futuro ma da quella di individuare quali grandi scommesse macro siano già incorporate nei portafogli e calibrare in modo consapevole le esposizioni ai diversi fattori di rischio.
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