Scontata un’altra sforbiciata dello 0,25%. Per gli analisti, Lagarde ha il problema crescita e continuerà con l’allentamento fino a raggiungere un terminal rate tra l’1,5% e l’1,75%
Donald Trump e le sue annunciate politiche inflazionistiche non cambiano i piani della Banca centrale europea, alle prese con il problema crescita. Gli investitori non hanno dubbi: il 2025 verrà inaugurato con un taglio dei tassi di 25 punti base, il quinto da quando a giugno è iniziata la normalizzazione monetaria, e poi Francoforte proseguirà con riduzioni graduali a ogni meeting. D’altra parte la stessa presidente Christine Lagarde a Davosha derubricato la possibile risalita di prezzi negli USA come un problema degli americani mentre eventuali sforbiciate maggiori continuano a trovare l’opposizione dei falchi del board, preoccupati da un’inflazione che arretra ma resta vischiosa.
Tomasz Wieladek, chief european economist di T. Rowe Price
Dunque i gestori sono unanimi: giovedì la BCE porterà i tassi dell’Eurozona dal 3% al 2,75% e manterrà un tono prudente, ribadendo la dipendenza della politica monetaria dai dati. “Nonostante un’inflazione più resistente del previsto, l’attività nell’Area euro rimane molto debole. Tale debolezza continuerà a spingere i prezzi verso l’obiettivo di Francoforte, che le previsioni più recenti indicano verrà raggiunto quest’anno”, spiega Tomasz Wieladek, chief european economist di T. Rowe Price, secondo cui è quindi molto probabile che l’Eurotower riduca il costo del denaro anche a marzo.
Incertezza sul tasso terminale
Dopo la riunione di marzo, i mercati sono però meno sicuri sul percorso. L’attuale valutazione del mercato prevede la possibilità che Lagarde possa rallentare il ritmo, preferendo una cadenza trimestrale. Per Wieladek, però, i dati economici continueranno a spingere la BCE a tagliare ad ogni riunione fino a quando il tasso di deposito non raggiungerà l’1,5%. “L’incertezza sulla politica commerciale rimane alta, soprattutto con l’approccio risoluto della nuova amministrazione statunitense in materia di dazi. Molte aziende aspetteranno a prendere decisioni sugli investimenti”, argomenta. Inoltre, a suo parere, i dazi USA sulla Cinapotrebbero aumentare ulteriormente la capacità produttiva inutilizzata globale a livello di beni scambiati spingendo la disinflazione nell’Area euro.
Di parere leggermente diverso Laura Cooper, head of macro credit and global investment strategist di Nuveen, che vede riduzioni a ogni riunione da qui fino a giugno in scia a un “contesto di crescita è piuttosto complesso e i rischi orientati al ribasso”. E potenzialmente un’altra forbiciata entro la fine dell’anno, che porterà il tasso terminale all’1,75%. “Questa settimana i mercati cercheranno soprattutto indicazioni di forward guidance da parte della BCE circa il ritmo dei tagli e su quale sarà il tasso terminale di questo ciclo”, spiega.
Sulla stessa lunghezza d’onda Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard Europe, che evidenzia come, dalla precedente riunione di dicembre, i dati sull’attività economica e sull’inflazione siano stati sostanzialmente in linea con le proiezioni di Francoforte. “Continuiamo a prevedere che il policy rate possa scendere sotto la neutralità, all’1,75% nel corso del 2025, in presenza di una crescita inferiore al trend”, chiarisce. Sottolineando che i rischi principali includono l’aumento delle tariffe e dei prezzi dell’energia, nonché le elezioni tedesche del 23 febbraio.
Per Felix Feather, economista di abrdn, la guidance dell’istituto centrale resterà invariata. “Ci aspettiamo di vedere il rate di deposito attestarsi al 2,0%. Tuttavia, la BCE potrebbe reagire a una debolezza economica inattesa portando i tassi al di sotto di questo livello più avanti nel corso dell’anno”, osserva.
A febbraio 92mila posti di lavoro in meno, contro le stime di 50mila in più. Disoccupazione su al 4,4%. Per i gestori, la banca centrale Usa sarà costretta a tagliare. Decisivi i dati sull’inflazione
Il chief economic advisor di Allianz avverte che un’escalation prolungata in Medio Oriente rischia di alimentare l’inflazione, frenare la crescita e destabilizzare i mercati energetici. L’incognita principale resta lo Stretto di Hormuz
Uno studio della fintech americana evidenzia differenze strutturali tra i due mercati: negli Stati Uniti prodotti con tracking error più elevati e commissioni maggiori, mentre sulla sponda opposta dell’Oceano prevalgono strategie più sistematiche e meno costose
La platea femminile cresce e si amplia anche tra i nuovi sottoscrittori. Ma restano differenze su importi, tempistiche di ingresso e scelte di portafoglio. Dai dati dell’Osservatorio Assogestioni e dai commenti dell’industria emergono segnali di progresso e criticità strutturali
Per l’organizzazione, la crescita continuerà nel 2026. Mercati resilienti, ma aumentano il costo del debito e il fabbisogno di finanziamenti delle imprese legato all’AI
Per il manager, si spiega così la tiepida reazione di Wall Street. "Un po' preoccupato per il credito privato". L’AI? Non stravolgerà l’occupazione bancaria
Gli investitori vedono più lontana una riduzione dei tassi negli Usa e in Uk e iniziano a temere un rialzo in Europa. Secondo i gestori, per ora i policymaker rimarranno attendisti
Gli attacchi contro l’Iran di USA e Israele riaccendono l’avversione al rischio globale: energia sotto i riflettori, pressione sull’azionario e nuovo sostegno alla coppia dollaro-oro. Con la morte di Khamenei, dubbi sul futuro di Teheran. Ma sui mercati i gestori vedono uno scenario base di impatto solo limitato. Hormuz permettendo
Dal portfolio manager della casa di gestione una view sul comparto tra fondamentali bancari “molto solidi”, costo del rischio “molto basso” e un equilibrio domanda-offerta ancora di supporto. Sullo sfondo, il confronto su eventuali aggiustamenti regolamentari sugli Additional Tier
Secondo il gestore della casa, gli EM si preparano a una stagione di sovraperformance strutturale grazie a valutazioni basse e debolezza del dollaro. Opportunità selettive in Cina e India. Ma occhio anche al boom dell’intelligenza artificiale
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio