Nel discorso all’Esrb, la presidente Bce loda la solidità degli istituti ma chiede prudenza. Il quadro economico è ricco di sfide e le vulnerabilità del sistema sono numerose
Le banche europee sono in buona salute e hanno saputo evitare gravi rischi sistemici. Ma non si può abbassare la guardia perchè il pericolo non è cessato. Dalla conferenza annuale dell’European Systemic Risk Board, Christine Lagarde sceglie di mandare un messaggio chiaro agli istituti del Vecchio Continente e rinnova il general warning lanciato un anno fa proprio sullo stesso palco. Per il capo della Banca centrale europea, che presiede anche l’organismo indipendente per la vigilanza macroprudenziale del sistema finanziario comunitario, resistono infatti all’orizzonte insidie vecchie e nuove: compresa quella legata alla vendita dei titoli a reddito fisso.
“Il sistema finanziario europeo ha evitato lo scenario peggiore, ovvero il rischio che si materializzassero contemporaneamente gravi pericoli sistemici. Eppure i decisori devono rimanere proattivi e attenti alle incognite riguardanti la stabilità finanziaria”, ha detto Lagarde. Che ha spiegato come una politica macroprudenziale possa aiutare a vincere le sfide economiche del futuro. “Un anno fa avevamo avvertito che il deterioramento dell’economia avrebbe potuto minacciare la qualità degli attivi e la redditività degli istituti di credito. Invece, le banche dell’Ue beneficiano ora di livelli di rendita più elevati rispetto a qualsiasi altro periodo nell’ultimo decennio”, ha infatti ricordato la numero uno dell’Eurotower. Non solo. “I prestiti in sofferenza rimangono bassi, sostenuti da livelli occupazionali stabili. E i mercati immobiliari residenziali, esposizione chiave per le banche, hanno subito un rallentamento, ma finora in modo ordinato”, ha precisato. Eppure, il contesto attuale resta altamente instabile e tutte le istituzioni interessate sono chiamate a “continuare ad agire per evitare che questi rischi si materializzino nel medio termine”.
I rischi tra credit crunch e aumento dei deteriorati
Secondo Lagarde, infatti, la redditività delle banche sarà influenzata negativamente dall’aumento dei costi di finanziamento, che riflette tassi ufficiali più elevati, e da volumi di prestito molto più bassi. Non solo: a pesare c’è anche la combinazione duratura di bassa crescita e maggiori costi riguardanti il servizio del debito, che “continuerà a mettere a dura prova le famiglie e le imprese vulnerabili”. E tutto questo, secondo le stime della presidente, “potrebbe comportare un aumento dei crediti deteriorati”.
Inoltre, l’elenco dei nodi vulnerabili del sistema finanziario europeo rimane esteso e comprende anche i fondi del mercato monetario assieme ai fondi d’investimento. In particolare quelli che capitalizzano attività illiquide. E i canali di contagio potrebbero ancora riemergere. Tra i rischi, ha avvertito Lagarde, c’è anche quello di perdite significative legate alla cessione di obbligazioni a tasso fisso per raccogliere liquidità. “I bond di questo tipo detenuti dalle banche Ue potrebbero subire una forte svalutazione, nel caso in cui dovessero essere venduti”, ha concluso.
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