Per Global X, le aziende non sono mai state così profittevoli. E non c’è motivo di temere la concentrazione di mercato. Dalla difesa ai data center ecco i settori pronti a sovraperformare
Scott Helfstein, head of Thematic Solutions di Global X
Mentre in molti fanno rotta verso l’Europa, preoccupati dalle valutazioni eccessive dell’azionario USA, c’è anche chi ritiene che a guardar bene l’S&P500 non è poi così caro. D’altra parte l’economia a stelle e strisce è sana, il solido mercato del lavoro sostiene sentiment e spesa dei consumatori e la leva finanziaria delle famiglie è ancora relativamente contenuta, mentre le condizioni finanziarie si sono allentate. Tra questi c’è Scott Helfstein, head of investment strategy di Global X, secondo cui nonostante una serie di rischi non c’è motivo di allarmarsi. Anzi, assicura, i prezzi appaiono giustificati ed è possibile trovare numerose opportunità tematiche pronte a battere il mercato.
“Nonostante i tassi d’interesse superiori al 5% da oltre un anno, le aziende non sono mai state così profittevoli. Sin dal secondo trimestre 2021 i margini di profitto trimestrali sono superiori al 12%, ben al di sopra della media del 10% degli anni 2010”, spiega. Questo perché, a suo parere, forze potenti spingono verso una maggiore efficienza delle società a grande capitalizzazione, che si ripercuote sulle valutazioni. “L’idea che i multipli siano vincolati da un range e che quindi si contraggano inevitabilmente dopo aver raggiunto un tetto massimo è errata: storicamente, i multipli tendono ad aumentare nel tempo, seguendo i margini”, assicura.
Due falsi rischi
Certo, c’è il rischio che i fondamentali si indeboliscano e che i margini di profitto non restino su questi livelli. Ma per Helfstein non c’è motivo di ipotizzare una reversione verso la media: “I margini di quasi tutti i settori sono migliorati negli ultimi vent’anni, grazie all’innovazione aziendale e alla tecnologia”, osserva. Altro potenziale problema è poi la concentrazione del mercato e l’importanza relativa delle mega-cap tech. Ma anche in questo caso l’esperto fa notare che un allargamento è già in atto, come testimonia il miglioramento dei margini di profitto in tutti i settori. “Negli ultimi tre anni, le Magnifiche Settehanno registrato una crescita media dell’EPS del 33%, mentre le altre 493 società dell’S&P 500 si sono fermate al 4%. Nel 2025 e 2026 queste ultime dovrebbe però segnare un +12%, riducendo il divario con le mega-cap e contribuendo a migliorare la stabilità e l’equilibrio da un punto di vista fondamentale”, chiarisce.
Insomma, per Helfstein non solo le valutazioni dei principali indici sembrano ragionevoli, ma alcuni temi di investimento possono offrire solidi fondamentali a prezzi interessanti. “Gli investitori possono trovare opportunità nei temi che scambiano a valutazioni inferiori all’S&P 500, ma con fondamentali in miglioramento; oppure che hanno prezzi in linea con l’indice, ma fondamentali migliori; o ancora che presentano valutazioni leggermente più alte, ma con fondamentali superiori”, assicura.
Dal 5G alla difesa
Nella prima categoria, quella con prezzi inferiori allo S&P 500 e fondamentali in miglioramento, per l’esperto rientrano temi come l’elettrificazione, il 5G e l’Internet of Things, lo sviluppo infrastrutturale e le tecnologie della difesa. “L’elettrificazione e il fabbisogno energetico futuro sono al centro dell’attenzione in un contesto di crescita dell’AI”, spiega. Sottolineando come i margini di profitto dovrebbero essere di un paio di punti inferiori all’indice generale e rappresentano il motivo dello sconto di valutazione. Stesso discorso per le società del 5G e dell’Internet of Things, anch’esse legate all’adozione dell’AI e dell’automazione.
Lo sviluppo infrastrutturale e la tecnologia della difesa sono invece legati alla competitività degli Stati Uniti e al sostegno bipartisan. “I fondamentali del tema dello sviluppo infrastrutturale sono in ritardo rispetto allo S&P 500, ma l’automazione e la tecnologia potrebbero portare a una significativa efficienza nei prossimi anni. Analogamente, l’integrazione dell’automazione e delle tecnologie intelligenti nella difesa potrebbe portare a una maggiore adozione di prodotti off-the-shelf che migliorano i margini”, precisa.
Data center
Tra le società con valutazioni in linea con l’S&P 500 ma fondamentali migliori, spiccano per Helfstein le infrastrutture digitali, legate in particolare ai data center. Queste dovrebbero garantire una crescita delle vendite e margini di profitto migliori rispetto all’indice, ma al momento hanno prezzi simili. “I dati prodotti dall’AI e l’inferenza che ne deriva richiederanno ancora un notevole sviluppo. Le previsioni indicano che le aziende di infrastrutture digitali aumenteranno le vendite del 7% all’anno fino al 2026, con margini di profitto ben superiori a quelli dello S&P 500 (26%)”, fa notare.
Infine, Fintech e AI & Big Data sono venduti con un modesto premium rispetto all’indice S&P 500, ma si prevede che nei prossimi due anni registreranno una crescita delle vendite e dei margini di gran lunga superiore. Per l’esperto, il settore FinTech potrebbe trarre vantaggio da un contesto normativo meno rigido che crea opportunità per nuovi prodotti e tecnologie. “Si prevede che la crescita delle vendite sia superiore a quella dell’intero mercato (12%) e che i margini di profitto siano del 17%”, spiega. Anche le aziende di AI e Big Data continueranno a crescere a ritmo sostenuto: “L’ondata di adozione dell’IA non accenna a diminuire, e si stima che le società di questi segmenti aumenteranno le vendite del 15%, con margini di profitto a loro volta del 15%”, conclude.
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