Azionario tech, performance a doppia cifra da inizio anno (nonostante Facebook)
4 maggio 2018
di Eugenio Montesano
5 min
Lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica ha rischiato di affossare il comparto punta di diamante di Wall Street, ma le disavventure del social più famoso non fermano i migliori fondi azionari tecnologia.
Hanno rischiato grosso i Famga, acronimo borsistico che indica Facebook, Amazon, Microsoft, Google (oggi Alphabet) e Apple, ovvero il quintetto d’oro della tecnologia quotato a Wall Street, da cui dipende la corsa del settore campione di rendimento 2017. L’ondata di vendite che dallo scoppio dello scandalo sull’acquisizione e l’utilizzo improprio dei dati di 87 milioni di iscritti a Facebook da parte di Cambridge Analytica – che in settimana ha annunciato che chiuderà i battenti – ha, almeno in un primo momento, colpito fortemente i mercati azionari, in particolare i tecnologici Usa.
Eppure, per molti gestori, il settore tecnologico è il cavallo su cui continuare a puntare anche quest’anno: oltre a occupare uno spazio importante nell’immaginario collettivo del risparmiatore e a essere considerato quasi un sinonimo di performance e volatilità, le azioni tecnologiche sono infatti ancora troppo convenienti in termini di prezzi e rispetto ai profitti attesi per essere trascurate, anche dopo i rally dello scorso anno e i rischi emersi da inizio anno.
Negli ultimi anni il settore tecnologico ha riportato ottimi risultati. Guardando ai dati storici delle performance (seppur i rendimenti passati non siano indicativi di quelli futuri), notiamo una crescita costante della categoria azionari tecnologia.
Sul lungo periodo, l’equity azionario tecnologico globale ha fatto (molto) meglio degli indici azionari globali. Solo l’anno scorso, l’MSCI World Information Technology Index (USD), il benchmark principalmente usato da Morningstar per misurare le performance dei fondi tech equity, ha segnato un rendimento del 38,2%, a fronte del 22,4% dell’MSCI World e del 23,9% dell’indice misto (paesi sviluppati e emergenti) MSCI All Country World Index.
Apparentemente, l’alta volatilità che al momento caratterizza i mercati finanziari non spaventa i titoli del settore tecnologico, che continuano a performare nonostante l’aumento dell’incertezza globale. Attenzione, però: se da un lato questo approccio mirato può dar luogo a rendimenti relativamente elevati quando il settore della tecnologia gode del favore del mercato, dall’altro gli investitori possono subire prolungati periodi di sottoperformance quando tale settore perde il favore del mercato.
Per un investimento di lungo periodo sulla tecnologia, la scelta che consente la migliore diversificazione di portafoglio e dei rischi è un fondo azionario globale settoriale (categoria Morningstar: Azionari Settore Tecnologia). Passiamo dunque in rassegna il posizionamento del portafoglio dei tre migliori fondi per total return da inizio anno, compresi nella categoria Azionari Settore Tecnologia del database Morningstar, che include 140 comparti comprensivi sia delle differenti share class di uno stesso fondo sia degli Etf disponibili per investire nel settore.
Metodologia: I dati sulla composizione del portafoglio sono estrapolati dagli ultimi factsheet dei fondi disponibili (aggiornati al 31 marzo 2018). Le performance da inizio anno sono espresse in euro e relative al periodo indicato. I rendimenti del fondo sono calcolati Nav su Nav, con dividendi reinvestiti. I fondi non domiciliati in Italia sono al lordo dell’imposta sul capital gain.
3. JPMorgan Funds – US Technology Fund A (dist) – USD (ISIN: LU0082616367)
Rendimento da inizio anno (1/1/2018 – 3/5/2018): 10,1%
Gestori: Greg Tuorto e Joseph Wilson
Joseph Wilson
Il fondo da 578,3 milioni di dollari (483,2 milioni di euro) investe esclusivamente nei settori della tecnologia, dei media delle telecomunicazioni degli Stati Uniti con una predilezione (57,7%) per le aziende ad alta capitalizzazione (10 – 100 miliardi).
Facebook non figura tra i primi dieci titoli del comparto, investito principalmente in Alphabet (Google – 3,5%), DXC Technology (società fornitrice di servizi e consulenza tecnologica a business e governi – 3,3%) e Salesforce.com (azienda di cloud computing leader nei software di marketing di tipo CRM, customer relationship management – 3,2%).
Greg Tuorto
A livello settoriale il comparto è esposto principalmente verso le aziende produttrici di software (37,5%, con un sovrappeso rispetto al benchmark di riferimento del fondo – il Russell 1000 Equal Weight Technology Index Total Return Net – di +5,5 punti percentuali), di semiconduttori (18,8%, sottopeso di -4,3 p.p.) e di quelle che offrono servizi internet (15,2%, in sovrappeso di 7,7 p.p.).
2. GAM Star Fund plc – GAM Star Technology Class Institutional USD Accumulation (ISIN: IE00B5L06T43)
Rendimento da inizio anno (1/1/2018 – 3/5/2018): 10,9%
Gestore: Mark Hawtin
Mark Hawtin
L’obiettivo di investimento del fondo dal track record prolungato (è stato lanciato a febbraio 2011) è perseguire la crescita del capitale. Il fondo, che conta asset in gestione per 293,7 milioni di dollari (245,2 milioni di euro) persegue questo obiettivo investendo principalmente in azioni e titoli assimilabili a titoli azionari come i warrant e le emissioni riservate agli azionisti, di società del settore tecnologico in senso ampio, di tutto il mondo.
Il fondo non ha uno specifico orientamento geografico e fino al 30% del patrimonio netto può essere investito nei mercati emergenti. Al momento Hawtin gestisce il fondo con un sottopeso verso gli USA (63,9% del portafoglio). Seguono Norvegia (4%) e Cina (3,9%), Regno Unito (3,4%) e Germania (2,8%). Sottopeso in Giappone (2,3%).
Facebook figura come ottava partecipazione del fondo con un’esposizione del 3,1%. Le top holding sono Microsoft all’8,3%, Alphabet A (GOOGL, la share class di azioni di Google a cui fanno capo singoli diritti di voto per azione, ndr) al 5,3% e Seagate Technology al 4%. Hawtin ha investito anche nella recente Ipo di Dropbox: la società figura in portafoglio per il 3,3%.
1. AXA World Funds – Framlington Digital Economy I Capitalisation USD (ISIN:)
Rendimento da inizio anno (1/1/2018 – 3/5/2018): 13,3%
Gestore: Jeremy Gleeson
Jeremy Gleeson
Il comparto, lanciato a ottobre 2017, conta 94 milioni di dollari in gestione (78,5 milioni di euro) mira a fornire una crescita del capitale nel lungo termine, in USD, mediante un portafoglio gestito in modo attivo composto da azioni quotate e titoli legati ad azioni.
Il gestore predilige ampiamente gli Stati Uniti (74,4%, sottopeso rispetto all’indice dove gli USA figurano per l’85,3%), ma investe anche in Cina (9%) e in Europa (Germania – 6%; UK – 2,6%; Francia 2,5%). Sottopeso in Giappone (2,3% per il fondo a fronte di un 6,7% del benchmark usato da Morningstar).
Il fondo è investito prevalentemente nel settore tecnologico (73,4%). Completano l’esposizione settoriale i Beni di consumo ciclici (12,4%), gli industriali (8,4%) e gli investimenti immobiliari (5,6%) mentre il 4,5% del fondo è tenuto liquido.
Facebook non figura tra le prime dieci partecipazioni del portafoglio, i cui primi tre titoli sono Amazon (3,4%), Adobe Systems (3,2%) e Priceline (3,1%). Quarta Tencent con il 3%.
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