Secondo l’Investor Forecast 2026 di BG SAXO e Saxo Bank, il 63% guarda all’equity del Sol Levante mentre restano più contenute le attese su USA ed Europa. Valutazioni, fattore Trump e AI guidano le scelte. Ma gli Italiani sono tra i più pessimisti
Il Giappone emerge come Paese con le prospettive più solide per i prossimi sei mesi in ambito azionario, mentre le politiche del presidente USA Donald Trump e le valutazioni elevate rappresentano i principali fattori di rischio. È quanto rileva l’Investor Forecast 2026 di BG SAXO e Saxo Bank, che ha sondato il parere di 1.700 investitori internazionali per capire in quale direzione tiri il vento tra chi intende puntare sull’equity. Un’indagine dalla quale emerge un quadro di cauto ottimismo misto a prudenza, con la maggioranza che si attende una crescita dei mercati globali ma dichiara al contempo di voler mantenere invariata l’allocazione.
A livello geografico, il sondaggio rileva come il Sol Levante si distingua nettamente per essere considerato il Paese più promettente: il 63% degli investitori si aspetta una crescita dell’azionario nipponico nei prossimi sei mesi, la percentuale più elevata tra le aree analizzate. Il sentiment resta positivo però anche sul mercato globale nel suo complesso (57%) e su quello europeo (51%), indicati in crescita rispettivamente dal 57% e dal 51% del campione, mentre va incontro a un ridimensionamento sensibile la considerazione relativa agli Stati Uniti. Solo il 40% prevede un miglioramento delle performance dei listini a stelle e strisce, dato che riflette una selettività geografica crescente e guidata dalla volontà di privilegiare geografie meno esposte a rischi politici o valutativi.
Strategie stabili e focus sulla diversificazione
Sul fronte delle scelte di portafoglio prevale la continuità. A livello globale, il 63% degli investitori prevede infatti di mantenere invariata l’allocazione nei prossimi sei mesi mentre le quote di chi valuta nuove opportunità o ipotizza una riduzione della diversificazione si fermano rispettivamente al 27% e al 10%. Si tratta di risultati che evidenziano un atteggiamento complessivamente attendista, viene sottolineato nella ricerca, in cui l’incertezza macro e di mercato induce a privilegiare la stabilità piuttosto che cambiamenti radicali. Le differenze per genere ed età aggiungono però elementi di dinamismo: le donne mostrano una maggiore propensione ad ampliare le esposizioni, il 34% a livello globale contro il 26% degli uomini, mentre gli investitori tra i 18 e i 35 anni risultano maggiormente inclini a rivedere le proprie strategie rispetto alle fasce più mature.
Tra i fattori destinati a influenzare le strategie nei prossimi mesi, BG Saxo e Saxo Bank evidenziano come la sopravvalutazione dei mercati si confermai il principale elemento di attenzione: si attesta infatti al 69% la quota di chi le attribuisce il peso principale. Seguono le dinamiche politiche statunitensi, in particolare le possibili implicazioni delle politiche di Donald Trump (57%), e l’evoluzione del fenomeno intelligenza artificiale, che viene percepita sia come un’opportunità (56%) sia come un rischio(53%). In Italia, pur con un’analoga sensibilità al tema dei prezzi di Borsa (69,9%), la reattività agli altri driver risulta più contenuta e dimostra segno un approccio più selettivo ma anche meno esposto ai fattori esogeni.
Italia più prudente del contesto globale
Il quadro italiano appare in larga parte allineato a quello internazionale, ma con alcune specificità rilevanti. Ad esempio, appena il 31% dei nostri connazionali intervistati dice di attendersi una crescita del Ftse MIB mentre la maggioranza relativa (50,7%) prevede una fase di stabilità e il 18,3% ipotizza addirittura un calo.
Gian Paolo Bazzani, ceo di BG Saxo
E se la tendenza globale sul tema della sopravvalutazione è sostanzialmente rispecchiata, con il 69,9% degli investitori pronti a riconsiderare la strategia, sugli altri fattori si registra una reattività inferiore: solo il 46,3% considera infatti le politiche dell’amministrazione USA un elemento rilevante, dato che raggiunge il 48,1% tra i maschi ma scende al 20% nel pubblico femminile, mentre la difesa europea si attesta al 42,5%, con maggiore sensibilità tra gli over 61 (53,2% contro il 27,3% dei giovani). A confermarsi un tema trasversale sono quindi solo gli algoritmi: il 48,9% li considera positivi e il 49,2% ci vede delle minacce, con un netto pessimismo nel gentil sesso. Particolarmente significativo è poi il dato sull’ottimismo legato alla crescita, perché il 45,5% di chi lo indica come motivo di cambiamento delle proprie strategie si trasforma radicalmente se calato all’interno delle singole coorti demografiche: 60% contro 45,7% nel confronto tra donne e uomini, 47,8% contro 27,3% in quello tra giovani e anziani. Secondo il ceo di BG SAXO Gian Paolo Bazzani, mostra in modo chiaro la volontà degli investitori di rimanere informati di fronte a un contesto percepito come mutevole e complesso. “Riteniamo fondamentale offrire non solo strumenti finanziari”, ha dichiarato, “ma anche approfondimenti mirati per permettere a chi investe di prendere decisioni informate e consapevoli”.
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