Investire in Btp nonostante il rischio Italia
Per gli esperti di State Street, che hanno presentato il loro market outlook per il 2019, "Roma" rappresenta un fattore di rischio per l'Eurozona ma non ancora di contagio
Per gli esperti di State Street, che hanno presentato il loro market outlook per il 2019, "Roma" rappresenta un fattore di rischio per l'Eurozona ma non ancora di contagio
Shah (WisdomTree) :”Le piazze finanziarie temono che l’assenza di incontri sia sintomatica della mancanza di volontà statunitense di far progressi per trovare una soluzione a questa impasse commerciale”
Monier (Lombard Odier): “La performance dell’indice S&P 500 è ancora al disotto del 7% rispetto ai massimi di settembre e se gli utili continueranno a crescere, anche se a un ritmo più lento rispetto al 2018, ci sono buone possibilità di una revisione di tale percentuale”
Villamin (UBP): “Con spread prossimi alle medie storiche, gli operatori possono aspettarsi più facilmente rendimenti simili alle cedole nei segmenti del credito investment-grade in dollari e in euro”
I consigli dei migliori gestori azionario Italia per fronteggiare momenti di alta volatilità da qui alle elezioni europee.
I numeri del Pil nel quarto trimestre del 2018 dovrebbero essere pubblicati il 14 febbraio. In quel momento sapremo se, nella seconda metà dell'anno, il Paese è scivolato in una recessione tecnica, ossia quando si registrano due trimestri consecutivi di crescita negativa
De Berranger (La Financière de l’Echiquier): “Al di là dei dati macroeconomici e delle incertezze geopolitiche sono le performance aziendali a non dimostrarsi sufficientemente valide per fare da catalizzatore. Ci sono stati molti warning sui risultati e, soprattutto, molte revisioni al ribasso degli obiettivi”
Hatheway (Gam): “Crediamo che le strategie non direzionali, come i fondi hedge, i premi per il rischio alternativi e alcune scelte non liquide dovrebbero rivestire un ruolo più importante”
Tarroni (Workinvoice): “Più le imprese ricorrono a questa strategia di finanziamento più mostrano fiducia nell’economia e, di conseguenza, investono e contribuiscono al suo sviluppo”
I negoziati tra Cina e Usa proseguono per arrivare al primo marzo con un accordo che scongiuri il passaggio delle tariffe dal 10 al 25 per cento. E che avrebbe un impatto dell'1% sul Pil cinese e del 2,5% su quello globale
