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“Difficile prevedere l’impatto sugli utili nel breve termine, ma il settore ha fondamentali solidi. La correzione può rappresentare una buying opportunity”
L’epidemia di Covid-19 sta gettando un’ombra sugli utili dei titoli tecnologici, che di conseguenza stanno patendo anche in Borsa. La scorsa settimana i cinque più grandi titoli tech statunitensi hanno perso complessivamente 700 miliardi di dollari di capitalizzazione. Ma secondo Riccardo Volpi, Portfolio Manager di Pharus Sicav, questa brusca correzione potrebbe addirittura rivelarsi un’occasione di acquisto per un settore che ha fondamentali solidi e che, in un’ottica di lungo periodo, dovrebbe dare grandi soddisfazioni.
Il panico da coronavirus diffuso sui mercati ha penalizzato molti titoli del tech. Ma prima dello scoppio dell’epidemia il settore stava andando bene in Borsa. Qual è il vostro outlook sul settore, sia nel breve termine sia nel medio?
Nel breve termine è necessario capire quale sarà l’impatto del coronavirus sulla crescita degli utili, che nessuno riesce ancora a valutare correttamente. Le società e gli analisti intanto stanno tagliando le stime di crescita. Sarà dunque fondamentale capire se queste società riusciranno a mantenere le guidance già riviste al ribasso e se l’impatto del virus sull’economia glielo permetterà. Noi non siamo molto preoccupati da questo shock, anzi riteniamo che questa forte e improvvisa correzione porterà un “periodo di saldi”, una buying opportunity imperdibile, in un mercato caratterizzato da società molto solide, che generano utili incredibili. Sono solidi non solo i fondamentali delle aziende, ma anche quelli del settore in generale, che gli permettono di crescere nel lungo termine a ritmo esponenziale, soprattutto nei segmenti a più alto tasso di innovazione, come i pagamenti digitali, l’intelligenza artificiale, i big data e la cybersecurity. Questo drawdown nei prezzi potrebbe durare un po’ di tempo, ma creerà delle ottime opportunità di investimento per il futuro.
Quali saranno i sottosettori che resteranno sotto pressione e quelli che invece andranno meglio?
I settori maggiormente sotto pressione saranno quelli più esposti al commercio internazionale, in particolare alla Cina. La nostra decisione di sottopesare i semiconduttori è da ricondurre al fatto che i ricavi di queste società dipendono per circa il 60% dai Paesi asiatici. Al contrario, dovrebbero reagire molto bene tutte le aziende legate al settore cloud. Un esempio è la tedesca TeamViewer che, grazie allo smartworking “forzato” e adottato da molte aziende per ridurre il numero di contagi, sta sicuramente registrando una crescita del proprio fatturato.
A livello geografico, su quali aree è meglio puntare?
Sicuramente per ora il nostro focus è su gli Stati Uniti e l’Europa, poiché contano un numero maggiore di società molto interessanti in termini di bilanci e grado di innovazione e sono meno esposte all’Asia.
Apple ha annunciato che l’epidemia avrà un impatto sulle vendite e ha tagliato, di conseguenza, le stime. Ma, prima di gennaio, il titolo aggiornava record su record in Borsa. Pensate che le azioni del gruppo di Cupertino resisteranno alla bufera?
Non solo Apple, un po’ tutti i giganti tecnologici americani hanno rivisto le guidance per l’impatto fisiologico del coronavirus, non per ultima Microsoft. Ma l’oracolo di Omaha Warren Buffett, durante una delle sue ultime interviste, ha definito l’azienda di Cupertino “il miglior business del mondo”. A sostegno di questa tesi basta considerare che il business di Apple non è più riconducibile solamente alla produzione di iPhone (anche se pesano ancora il 55% sul totale dei ricavi) e pc, ma l’innovazione è a 360° e include: Digital Content and Services, Streaming (Apple TV+, anche se gli investimenti previsti finora non mirano a superare i competitors Netflix e Amazon), Music (seconda solo a Spotify), News Feed (tramite l’acquisizione di Texture), Cloud e Pagamenti Digitali (si prevede che i ricavi provenienti da Apple Pay, attualmente pari a 740 milioni di dollari, raggiungano quota 6 miliardi di dollari nel 2025).
Quali sono le vostre previsioni sugli altri Faang?
Facebook è un altro colosso incredibile che, però, vive all’ombra della regolamentazione Antitrust americana, che potrebbe diventare più stringente nella sua missione antimonopolistica. Amazon continua a raggiungere nuovi livelli di innovazione ed è il primo e-commerce al mondo, grazie ad Amazon Prime, e leader nel mercato del Cloud. Google è l’infrastruttura internet per eccellenza, che comprende tra i servizi l’advertising, il servizio streaming di YouTube, l’intelligenza artificiale e l’IoT, letteralmente “l’Internet delle cose”. Netflix, infine, è pioniera nel settore streaming e sta crescendo molto, in scia all’opportunità offerta dal COVID-19, che costringe la popolazione alla clausura per rallentare la velocità di diffusione. Rimaniamo però cauti, a causa della streaming war e dell’avanzata dei competitor, sulla capacità di Netflix di mantenere in essere i grossi investimenti necessari alla vittoria della “guerra”. Sono comunque tutte aziende che stanno scrivendo la storia e che difficilmente soffriranno nel lungo periodo.