5 min
Il CFA Italy Radiocor Sentiment Index recupera 45,8 punti e torna per la prima volta dal 2022 in territorio neutrale. Migliorano le aspettative su Italia ed Eurozona, si ridimensionano i timori per inflazione e cresce l’ottimismo su Piazza Affari. Ma la nuova escalation geopolitica rischia di interrompere il recupero
Dopo aver toccato ad aprile il livello più basso della serie storica, nel pieno delle tensioni geopolitiche legate alla crisi iraniana, la fiducia degli analisti finanziari italiani registra un deciso recupero. È quanto segnalato dall’ultimo Sentiment Index di CFA Italy-Radiocor, che ha realizzato balzo di 45,8 punti rispetto alla rilevazione precedente e si è riportato finalmente a quota zero. Un risultato che segna il primo ritorno in territorio neutrale dal febbraio 2022 ma la cui continuità rischia di essere compressa dalla ripresa dell’escalation in Medio Oriente.
📰 Leggi anche “Sentiment in recupero: migliora la fiducia a sei mesi“
Dalla paura alla stabilizzazione
Il recupero dell’indice appare particolarmente rilevante soprattutto se si valuta il contesto in cui è avvenuto. Se infatti fino a poche settimane fa gli investitori erano infatti chiamati a confrontarsi con l’acuirsi delle tensioni in Iran e lo shock energetico che ne era derivato, oggi prevale una lettura molto più equilibrata dello scenario. Pur permanendo elementi di incertezza geopolitica ed economica, cioè, gli analisti interpellati tendono a escludere un’accelerazione del deterioramento macro per concentrarsi maggiormente su quelli che vengono definiti “segnali di stabilizzazione diffusi” nelle principali aree economiche. In particolare, quasi otto intervistati su dieci tra i membri di CFA Society ritengono che la crescita dell’Italia stia attraversando una fase sostanzialmente stabile. Una percezione che trova conferma anche nelle aspettative per i prossimi sei mesi, con il 21,1% in attesa di un miglioramento delle condizioni nazionali e il 57,9% convinto vedere uno scenario invariato.
Migliora anche lo sguardo sull’Europa
Il clima di fiducia attestato dai risultati del sondaggio non sembra riguardare però soltanto il nostro Paese. Il bilancio delle aspettative è infatti tornato in territorio positivo anche per l’Eurozona, attestandosi sui +5,3 punti e confermando la generalizzata percezione di un graduale miglioramento delle prospettive macroeconomiche continentali. Più prudente resta invece la valutazione espressa sugli Stati Uniti, dove l’indice si è collocato in territorio negativo: -5,3 punti. Anche in questo caso, tuttavia, il dato si presta a una lettura in chiaroscuro: si osserva cioè un netto recupero rispetto al mese precedente e questo testimonia come, al di là di ogni altra considerazione, i timori relativi a una brusca frenata del ciclo si siano in parte attenuati.
📰 Leggi anche “Guerra in Iran, l’OCSE lancia l’allarme crescita“
Petrolio atteso in calo
Un primo segnale di normalizzazione proviene proprio dal grande attenzionato di questi ultimi mesi: il mercato energetico. Dopo mesi caratterizzati da forte volatilità e dall’impatto delle tensioni in Medio Oriente, il sondaggio mostra infatti come ora la maggioranza degli analisti preveda un ridimensionamento delle quotazioni del greggio. Il 52,9% degli intervistati si attende un calo del prezzo nei prossimi sei mesi contro il 23,5% che prevede un aumento, per un saldo negativo pari a -29,4 punti. Un orientamento coerente con l’idea che le pressioni generate dalla crisi iraniana possano progressivamente attenuarsi nella seconda parte dell’anno, anche se espresso prima della ripresa delle ostilità di qualche giorno fa e quindi parzialmente incompleto.
Inflazione e tassi non spaventano più
Un altro degli elementi che contribuiscono al miglioramento del sentiment, strettamente collegato all’energia, riguarda il fronte dei prezzi. Le aspettative di inflazione, che nei mesi scorsi avevano rappresentato una delle principali fonti di preoccupazione, hanno infatti mostrato un deciso ridimensionamento. Basti pensare che, per Italia ed Eurozona, il saldo è tornato a zero. Tradotto: una perfetta divisione tra chi si aspetta un aumento dei prezzi e chi prevede invece una moderazione del carovita nei prossimi sei mesi. Diversa la situazione negli Stati Uniti, sui quali permane una moderata aspettativa di rialzo ma con intensità inferiore rispetto alle rilevazioni precedenti. Due letture comunque sufficienti a ridurre anche le attese di ulteriori aumenti dei tassi di interesse, elemento che contribuisce a migliorare il quadro per gli asset finanziari e a sostenere il ritorno di fiducia degli investitori.
📰 Leggi anche “L’Iran affossa il sentiment: fiducia ai minimi tra gli analisti“
Azionario: torna l’ottimismo su Piazza Affari
La ritrovata fiducia si riflette anche nelle prospettive per i mercati azionari. Gli analisti sono infatti tornati a esprimere una visione moderatamente positiva, con le aspettative migliori concentrate sul mercato italiano. Il saldo delle previsioni raggiunge 21,1 punti per il Ftse MIB e 22,2 punti per il Ftse STAR, mentre per l’Euro Stoxx 50 prevale una posizione sostanzialmente neutrale. Sul mercato statunitense continua a emergere un moderato ottimismo. Dal punto di vista settoriale. sono ancora una volta le banche a guidare le preferenze degli operatori (50 punti) mentre a seguirle si trovano assicurazioni (29,4 punti) e utilities (27,8 punti). Più deboli le prospettive per automotive, meccanica e costruzioni.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.