Le masse gestite salgono a 1.171 miliardi di euro grazie a raccolta, effetto mercato e nuova clientela. Amministrato in testa con i Btp. Ripartono gestito e assicurativo
Anche il 2024 si preannuncia un anno di crescita per la consulenza d’alta fascia tricolore. Il primo trimestre si è infatti chiuso con masse gestite a quota 1.171 miliardi di euro, in aumento del 6,3% rispetto ai 1.101 miliardi degli ultimi tre mesi del 2023. Lo certifica Associazione italiana private banking (Aipb), che sottolinea come ad incidere siano stati sia la raccolta e l’effetto mercato sia il passaggio di clientela dal servizio retail a quello private. Tutti i comparti hanno registrato variazioni positive, con i fondi tornati protagonisti dei portafogli. “Oltre 100 miliardi di euro di masse gestite in più negli ultimi due trimestri raccontano l’apprezzamento della clientela verso un modello di servizio in grado di accompagnare gli investitori in un contesto di mercato in continuo e rapido cambiamento”, sottolinea il presidente di Aipb Andrea Ragaini.
Come lo scorso anno, la performance positiva dei mercati azionari (+10% il listino italiano e +9% quello Usa) e la crescita dei tassi a lunga scadenza sia in Germania che negli Stati Uniti, hanno contribuito in maniera determinante al bilancio del settore. L’effetto mercato ha infatti segnato un valore di 33 miliardi di euro solo da ottobre a dicembre 2023 e di 73 miliardi negli ultimi 12 mesi. Positivi anche i flussi derivanti dalla raccolta netta complessiva, in aumento a 12 miliardi euro dai 9 del trimestre precedente, cui si aggiunge un forte cambiamento organizzativo di un operatore per circa 20 miliardi.
I fondi comuni tornano protagonisti
Il segno più ha riguardato tutti i prodotti del private banking, con i fondi comuni di investimento che registrano una crescita di 19,4 miliardi di euro e si piazzano in testa alla classifica per la prima volta volta da dicembre 2022. Al secondo posto si collocano gli obbligazionari (+16 miliardi), seguiti da azionari (+12 miliardi) e assicurativi (+10 miliardi) ma anche gestioni patrimoniali (+6 miliardi). In aumento la liquidità (+3,6 miliardi), cresciuta maggiormente rispetto ai trimestri precedenti, mentre gli strumenti passivi si fermano a +1,6 miliardi.
L’industria a raggi X
Fonte: Associazione italiana private banking
Guardando all’evoluzione trimestrale dei comparti, la raccolta amministrata ha visto una crescita positiva e rilevante (+8,2%): a guidarla, i titoli di Stato (+11,7%). Favorevole anche il dato relativo alle azioni, che hanno guadagnato il 9,7%. Dopo un anno difficile, i fondi comuni di investimento hanno +8,1% e spinto del 6,7% il gestito. Stesso discorso per il comparto assicurativo, che ha ripreso a crescere (+4,6%): quasi tutte le componenti hanno infatti mostrato risultati simili a eccezione delle Polizze Ramo V/VI, che sono schizzate di circa il 32%. La raccolta diretta ha infine registrato un aumento del 3,6%, in larga parte dovuto a un cambio perimetro. Da segnalare, all’interno del comparto, l’importante incremento delle obbligazioni bancarie proprie: +15,3%.
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