Nell’outlook al 2024, la casa prevede condizioni finanziarie dure e incertezze geopolitiche. Riportare l’inflazione dal 3% al 2% sarà più difficile di scendere dal 6% al 3%. E per i portafogli meglio guardare oltre le asset class tradizionali
L’era di Riccioli d’Oro volge al termine e per gli investitori si avvicina il momento di esplorare segmenti del mercato meno battuti rispetto alle asset class tradizionali. Investimenti sostenibili inclusi. È quanto emerge dall’Outlook al 2024 di Robeco, che giovedì 23 novembre ha spento prematuri entusiasmi prevedendo un anno segnato da tassi ancora alti e una probabile recessione globale. “L’ultimo miglio della lotta all’inflazione si rivelerà il più difficile”, ha detto il multi-asset strategist della casa Peter van der Welle, spiegando che portare l’inflazione dal 3% al 2% avrà un costo occupazionale di quello pagato per scendere dal 6% al 3%.
Un quadro in peggioramento e i riflessi sui mercati
Secondo Robeco, ‘l’immacolata disinflazione’ di cui hanno beneficiato nel 2023 gli Stati Uniti e che si è in parte trasmessa anche all’Europa è destinata a concludersi. E l’ultimo miglio della lotta al carovita si rivelerà il più difficile da compiere. Ecco perché gli strategist dell’azienda prevedono che il tasso di disoccupazione aumenterà dell’1-2% su ambo i lati dell’Atlantico nel giro di un anno. Il tutto mentre i tassi di interesse resteranno su alti livelli e il minor supporto da parte dei bilanci familiari e aziendali famiglie avvicinerà l’ipotesi di un atterraggio duro dell’economia globale.
Peter van der Welle, multi-asset strategist di Robeco
In questo quadro, anche i mercati finanziari non saranno esenti da contraccolpi. “Il picco dei rendimenti obbligazionari potrebbe essere di là da venire, con ricadute sull’uso di questi titoli come strumento di copertura”, ha spiegato van der Welle. Così come viene riportato che “le curve dei rendimenti potrebbero farsi ancora più ripide” in scia ai timori per le politiche di bilancio. Quanto all’azionario, si stima che il calo della liquidità e le tensioni geopolitiche agiranno da freni. Anche perché le proiezioni di crescita a doppia cifra degli utili emerse dal consensus sembrano piuttosto ottimistiche, il che potrebbe innescare una compressione dei multipli soprattutto negli Usa. Sul mercato valutario, infine, il dollaro potrebbe aver raggiunto un picco in termini di valutazioni in quanto la Federal Reserve si accinge a tagliare il costo del denaro. Un aspetto che rende interessante l’accoppiata con lo yen per via del potenziale di rialzo della divisa giapponese.
Tre scenari possibili. Ma il soft landing resta sullo sfondo
Robeco ha analizzato tre scenari possibili per il 2024: uno scenario base, uno più duro e uno più favorevole con il tanto evocato soft landing. Nello primo, a cui viene assegnata una probabilità del 60%, il prossimo anno si contraddistingue per una graduale disinflazione. Anche se non si può escludere del tutto un’evoluzione meno favorevole, che sfoci nella stagflazione qualora ci sia un’escalation del conflitto in Medioriente e uno shock dei prezzi petroliferi. Proprio questa seconda possibilità si associa una probabilità di accadimento del 10%. Il soft landing, verso cui si stanno orientano molti analisti, è infine dato solo al 30%: “Questa previsione ci sembra eccessivamente ottimistica”.
Esg penalizzato nel breve. Ma la corsa non si fermerà
Masja Zandbergen, responsabile dell’integrazione Esg di Robeco
Poiché i prezzi del petrolio rischiano di rimanere elevati anche a fronte di un indebolimento della crescita, il prossimo anno potrebbe caratterizzarsi per performance non positive dei fondi sostenibili. Secondo Robeco, tuttavia, questo non compromette la traiettoria della finanza etica nel medio-lungo periodo. Lo dimostra il fatto che Europa e Stati Uniti sono intenti a introdurre oltre 40 provvedimenti normativi sulle questioni sociali e ambientali. Senza contare le delibere degli azionisti, che rappresentano spesso un valido indicatore di cosa gli investitori istituzionali hanno in mente. “Il cambiamento climatico ha catalizzato gran parte dell’attenzione negli ultimi anni e sarà un tema caldo anche nel 2024”, ha detto la responsabile dell’integrazione Esg Masja Zandbergen. Che sugli altri temi ha aggiunto: “Anche la trasparenza fiscale e l’intelligenza artificiale iniziano a richiamare l’interesse degli investitori, insieme alle pari opportunità ma anche alla diversità e alle politiche di prezzo”.
Per Global X, la concentrazione dell'S&P500 e l'incertezza sui tassi stanno spingendo gli investitori verso queste strategie. Che si rivelano molto utili in contesti più volatili, soprattutto per i portafogli istituzionali
Per l’economista, la trasformazione portata dall’AI richiederà più capitale del previsto. E con rendimenti obbligazionari destinati a restare elevati, gli investitori dovranno individuare i futuri leader della tecnologia. Ma gli USA manterranno un vantaggio strutturale
Secondo un sondaggio di Bloomberg, solo un quarto degli osservatori scommette su dimissioni anticipate. L’ipotesi però è stata ventilata dalla stessa Lagarde. Che così potrebbe ‘proteggere’ Francoforte dagli euroscettici e giocare un ruolo decisivo alla presidenziali francesi
La divergenza tra Stati Uniti ed Europa, il ritorno della stretta monetaria e gli spread compressi impongono cautela. Per Quaestio Capital Management, le opportunità restano nelle parti brevi delle curve e nella selezione del credito high yield
Osservatorio Ecm di Irtop Consulting: ricavi a +12%. Fondamentali solidi, ma cala il numero di Ipo. Arca e Algebris tra gli investitori più attivi. Lambiase: “La Siu, il rafforzamento della previdenza complementare e la riforma del Tuf e dei Pir aprono una nuova fase”
Il manager assumerà la carica di direttore generale e raccoglierà così il testimone di Gian Franco Mammì, che lascerà l'incarico dopo undici anni di mandato. Una nomina che punta a garantire continuità al percorso di rafforzamento della governance e della trasparenza
L'istituto di ricerca prevede un ritorno delle pressioni sui prezzi tra fine 2026 e inizio 2027, con il rallentamento dell’Eurozona e la BCE orientata a mantenere una linea restrittiva. Per il nostro Paese, Pil rivisto al rialzo. Ma la vera sfida sarà smarcarsi dall’effetto del Pnrr
L'indice dei prezzi al consumo rallenta oltre le attese: +3,5% su base annua dal +4,2% di maggio e contro il +3,8% del consensus. A incidere sono i cali di carburanti, energia e servizi. Per i gestori, si rafforza lo scenario di una lunga pausa nella stretta monetaria
L’economia mondiale continua a resistere agli shock, ma inflazione, geopolitica e nuove strette monetarie impongono maggiore cautela. Per Allianz Global Investors, nel reddito fisso occorre privilegiare cedole, breve duration e tasso variabile. Sull’azionario, più spazio a Europa, Cina ed emergenti
Secondo AIPB, i nuclei con patrimoni oltre il 500mila euro saliranno di 12.718 unità a quota 741.933. E la loro ricchezza finanziaria investibile toccherà 1.611 miliardi di euro: +3,9%. Due tendenze destinate a creare nuovi spazi di crescita e più margine per la consulenza evoluta
Hormuz è tornato l’osservato speciale degli investitori. Nessun analista vede un ritorno a scenari di guerra totale, ma tutti raccomandano di non sottovalutare i rischi. E di rafforzare la diversificazione
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio