Per la presidente Bce, la normalizzazione di consumi e risparmio è in atto. Ma ritornare alla situazione di prima sarà impossibile. I gestori si arrovellano sulle prossime mosse E c’è chi pensa che il pessimismo troppo
La via per il taglio dei tassi è tracciata ma la distanza da coprire resta ampia. Anche perchè l’inflazione non pare ancora totalmente domata. Dopo i verbali della riunione di dicembre, a ribadire il concetto che la Bce non è ancora pronta per ammorbidire la sua politica monetaria è stata la stessa presidente Christine Lagarde. Intervenendo al panel di chiusura del Word Economic Forum di Davos, il capo dell’Eurotower ha infatti mosso un passo indietro rispetto ad alcune dichiarazioni dei giorni precedenti e si è premurata di sottolineare come la “normalizzazione dell’economia” a cui si sta assistendo non vada confusa con il ritorno alla “normalità” del passato. Una prospettiva nella quale non credono vari gestori, per i quali c’è troppo pessimismo.
Migliorano consumi e risparmi. “Ma addio alla normalità”
Christine Lagarde, presidente della Bce
“Abbiamo visto l’inizio del periodo di normalizzazione dell’economia, che però andrà verso qualcosa di diverso dalla normalità”. Queste le parole utilizzate da Lagarde, che ha spiegato come la situazione si stia ripristinando non solo a livello di prezzi ma anche nel commercio e sul mercato del lavoro. “A fine 2023 abbiamo visto una ripresa dei consumi e la riduzione dell’eccesso di risparmi”, ha detto, per poi precisare che “una prosecuzione del trend” è quanto possiamo attenderci anche dal 2024.
“Elezioni Usa? La miglior difesa è l’attacco”
Nel discorso di Lagarde non è mancato un riferimento al più importante appuntamento con le urne di quello che è l’anno elettorale più ricco della storia: le presidenziali americane. E i toni della presidente Bce sono sembrati piuttosto decisi. “Qualsiasi sarà l’esito e qualunque siano i rischi che questo comporterà, la miglior cosa che può fare l’Ue è essere preparata a ogni scenario”. In altre parole, come lei stessa ha detto in risposta a una domanda sulle conseguenze di una vittoria di Trump, “la miglior difesa è l’attacco”. “Dobbiamo essere forti a casa nostra e, per farlo, abbiamo bisogno di un mercato unico forte”, ha aggiunto la policy maker. Da qui il suo appello ad impegnarsi per costruire “un mercato dei capitali profondo e in cui i risparmi dei cittadini europei possano contribuire alle transizioni ancora da affrontare”.
Gestori positivi: “La disinflazione immacolata è possibile”
Le parole di Lagarde sono state probabilmente pronunciate nell’intento di ridimensionare l’entusiasmo dei mercati circa la possibilità di un taglio dei tassi anticipato rispetto a giugno. Eppure, non tutti i gestori sembrano crederle. Tra questi, in particolare, di Steven Bell di Columbia Threadneedle Investments. “Sebbene gli esperti concordassero nell’affermare che una stretta monetaria aggressiva avrebbe comportato l’aumento della disoccupazione, ciò non si è verificato”, nota il chief economist Emea dell’asset manager. E aggiunge che “il carovita nell’Ue è in calo, con la conseguente ripresa dei redditi reali”. Ecco perché, secondo lui, a orientare definitivamente la Bce verso la riduzione del costo del denaro la sarà la significativa diminuzione dell’inflazione salariale. “Al momento vi sono molteplici segnali che le trattative sugli stipendi produrranno numeri molto più bassi questa primavera e questo ci spinge a pensare che l’Eurozona uscirà indenne dalle previsioni pessimistiche.
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