L’imminente allentamento monetario si abbatterà sui rendimenti del cash, favorendo il reddito fisso. Un’occasione d’oro per muoversi in fretta, secondo Schroders e Capital Group
A dicembre un report di Bank of America ha incoronato la liquidità “big flow winner” del 2023. Solo lo scorso anno gli investitori globali hanno infatti investito in cash una somma record, superiore agli 1,3 trilioni di dollari. A distanza di pochi mesi però, secondo i gestori, sarebbe meglio spostare quei soldi altrove, in particolare verso il reddito fisso, per un semplice motivo: il contesto macroeconomico è cambiato. La crescita economica negli Stati Uniti e in parte anche nel resto del mondo ha infatti tenuto, mentre l’inflazione è in ritirata. Sui mercati, quindi, la domanda cruciale non riguarda più quanti aumenti dei tassi ci siano all’orizzonte, ma piuttosto quando inizierà l’allentamento e quanto sarà aggressivo.
Così, mentre i benefici delle allocazioni alla liquidità sono destinati a diminuire, le obbligazioni hanno ormai archiviato il crollo del 2022 e offrono ritorni interessanti, con la prospettiva di un supporto alle quotazioni in arrivo dall’operato delle banche centrali. Di questo parere è Haran Karunakaran di Capital Group, che suggerisce di puntare in particolare sui bond di alta qualità. E anche Karen Wright e Michael Lake di Schroders, preferiscono i titoli a breve scadenza. Tutti e tre gli esperti vedono quattro buone ragioni per abbandonare il cash a favore del reddito fisso.
I tassi sulla liquidità stanno per perdere di attrattiva
Haran Karunakaran, Investment director di Capital Group
La prima è che i tassi sulla liquidità stanno per perdere di attrattiva, in quanto strettamente legati alla politica monetaria: i livelli raggiunti nell’ultimo anno potrebbero insomma non durare. “Negli ultimi cinque cicli, il rendimento del J.P. Morgan Cash Index Usd 3-month ha evidenziato in media una diminuzione del 2,2% diciotto mesi dopo l’ultimo rialzo della Fed”, analizza Karunakaran, che spiega come questo accada perché generalmente le banche centrali tagliano rapidamente quando l’inflazione cala. “Gli investitori in liquidità sono costretti a reinvestire in tassi sempre più bassi, ottenendo rendimenti sensibilmente inferiori di quelli che avrebbero potuto conseguire a inizio ciclo”, avverte quindi l’Investment director di Capital Group. “In sostanza, investire nel reddito fisso a breve termine è un modo per bloccare nel tempo livelli di rendimento più elevati, più a lungo”, aggiungono i due esperti di Schroders.
Il contesto economico è favorevole ai bond
Karen Wright, associate Investment director Fixed Income di Schroders
Secondo questi ultimi, i rendimenti in calo potrebbero inoltre fornire ulteriore impulso alle performance delle obbligazioni. “Il nostro scenario di base prevede un atterraggio morbido, in cui le banche centrali riescono a contenere l’inflazione senza danneggiare l’economia: questo contesto dovrebbe favorire sia i titoli di Stato che quelli societari”, affermano. Inoltre, Wright e Lake fanno notare come la riduzione dei tassi d’interesse determini di solito un aumento dei prezzi delle obbligazioni, per effetto della maggiore domanda. Mentre costi di finanziamento inferiori rendono più facile per le aziende pagare le cedole. “Dopo il picco di un ciclo di rialzi, mediamente le obbligazioni di alta qualità hanno offerto rendimenti maggiori rispetto agli investimenti altamente liquidi”, sottolinea Karunakaran, secondo cui la svolta nel ciclo dei tassi d’interesse offre quindi una straordinaria opportunità.
Income e difesa
Importante è poi, dato il contesto globale, anche il ruolo difensivo del reddito fisso. Per l’esperto di Capital Group, un’allocazione difensiva è più rilevante oggi di quanto non sia stata per molti anni. E il tradizionale ruolo dei bond è tornato: “Le obbligazioni di alta qualità possono fornire agli investitori caratteristiche difensive chiave, ovvero protezione del capitale e diversificazione contro la volatilità del mercato azionario”, assicura. Dello stesso parere i colleghi di Schroders, per i quali i rendimenti più elevati offerti oggi dal reddito fisso a breve termine offrono anche un importante margine di sicurezza contro le perdite future. “L’income ha sostanzialmente un effetto protettivo sull’investimento: se i prezzi delle obbligazioni diminuiscono, il reddito generato può compensare, in tutto o in parte, tale perdita. Questo ‘cuscinetto’ è particolarmente importante per gli investitori preoccupati dalle perdite di capitale”, fanno notare.
Attualmente, secondo Karunakaran, le prospettive per i bond di alta qualità sono più interessanti di quanto non lo siano da anni. “La storia ci insegna che l’atteso punto d’inflessione nella politica monetaria determinerà una diminuzione dei rendimenti di liquidità, ma creerà uno scenario molto positivo per le obbligazioni di alta qualità”, rimarca. Sui mercati, si sa, il tempismo può essere decisivo e per l’esperto è senza dubbio il momento di effettuare questo passaggio.
Stesso discorso per Wright e Lake, che evidenziano come le obbligazioni a breve scadenza offrano al momento valutazioni interessanti, visto il recente crollo dei prezzi . “Un’opportunità unica: gli investitori obbligazionari possono attualmente beneficiare di rendimenti significativamente più elevati. L’indice Bloomberg Euro Aggregate 1–3 Year, ad esempio, vanta al momento yield superiori alla mediana sia a dieci che a venti anni”, concludono.
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