4 min
La società nata nel 2023 dalla fusione di due primari player ha superato i 203 miliardi di AuM ma non vuole rallentare neppure di fronte alle sfide che attendono il settore. A dettare la linea, il ceo Jean-Pierre Grimaud. Che cerca anche nuove opportunità di crescista esterna e punta all’Europa
Crescita per linee esterne ma anche riorganizzazione interna. Sono gli ingredienti principali della ricetta che, a neanche 12 mesi di distanza dalla sua nascita, hanno permesso ad Ofi Invest di consolidare la propria posizione come quinto gruppo di gestione patrimoniale francese con oltre 203 miliardi di asset gestiti. Il gruppo specializzato in risparmio previdenziale è infatti sorto il 1° gennaio 2023 dalla fusione due primarie società del settore ma, pur avendo già all’attivo diverse operazioni di successo, non sembra intenzionato a togliere il piede dell’acceleratore nemmeno in un anno ricco di incertezze come quello attuale. A confermarlo a FocusRisparmio è stato l’amministratore delegato Jean-Pierre Grimaud, che ha spiegato come la bussola della società punti ora soprattutto all’estero. Italia inclusa.
Jean-Pierre Grimaud, amministratore delegato di Ofi Invest
📰 Leggi anche “Carry is king. È il momento dell’high yield europeo?“
Oltre 200 miliardi di euro di AuM, di cui 180 legati a Ofi Invest Asset Management. A cosa di devono questi risultati?
Ofi Invest nasce dalla fusione di Ofi AM e Abeille Asset Management, ciascuna delle quali si era fortemente sviluppata in diversi segmenti di clientela secondo proprie caratteristiche. Lo scorso anno è stato quindi dedicato all’implementazione della nuova entità giuridica attorno a tre pilastri. Il primo consiste nella gestione tradizionale di portafogli (in particolare assicurativi) e titoli quotati, business affidato a Ofi Invest Asset Management. Il secondo verte sull’immobiliare e passa dalle attività di Ofi Invest Real Estate. Il terzo risponde alla volontà di soddisfare le esigenze di diversificazione dei clienti e ha il suo fulcro in tre società: ZenCap AM, attiva in debito privato, Swen, specializzata in private equity, e Syncicap AM, dedicata ai titoli dei mercati emergenti. A fine anno siamo stati selezionati dal gruppo assicurativo francese Groupe VyV per la gestione del suo patrimonio e, con l’integrazione della relativa società di asset management, abbiamo incamerato nuove AuM per 18 miliardi di euro. È quest’operazione che ci ha portato a raggiungere masse di 203 miliardi di euro e consolidare la posizione di quinto gruppo di gestione patrimoniale d’Oltralpe.
Qual è stato il punto di partenza di questo percorso e quali sono i prossimi obiettivi?
Il punto di partenza è stato il nostro azionariato mutualistico. Come marchio di gestione patrimoniale della società Aéma, quarto gruppo assicurativo francese, siamo infatti naturalmente impegnati negli investimenti responsabili e nella gestione patrimoniale. Tanto che oggi abbiamo la capacità di offrire una gamma di soluzioni e servizi di investimento completa in quasi tutte le asset class e, grazie alle competenze storicamente sviluppate dalle due entità, di soddisfare le esigenze di ogni tipologia di cliente. Quanto al futuro, il nuovo anno si concentrerà su creazione di valore e forte performance finanziaria ma vedrà anche un focus sul miglioramento dell’attrattività. Poiché l’azienda si è già imposta come player riferimento per il risparmio assicurativo con clienti istituzionali, l’obiettivo è infatti ora quello di capitalizzare un simile know-how per offrire le migliori soluzioni anche ai risparmiatori locali e internazionali. E nel farlo, poiché possiamo contare su dimensioni che non ci precludono particolari slanci, puntiamo a svilupparci non solo in Francia ma anche all’estero. Tra le aree geografiche che suscitano maggiormente il nostro interesse c’è, in particolare, l’Europa.
E l’Italia? Quale peso ha il nostro Paese e che progetti avete per le attività locali in futuro?
Ofi Invest attualmente commercializza i suoi prodotti in otto Paesi europei, principalmente attraverso partnership con operatori di terze parti. E, in ciascuno di questi, sta valutando le migliori opzioni di sviluppo. L’Italia è il nostro secondo mercato più grande dopo la Francia, quindi rappresenta un’area chiave anche in ottica strategia. Negli ultimi quattro anni abbiamo stretto una partnership stabile con Selinca, che promuove la nostra esperienza principalmente presso gli investitori wholesale.
Sviluppo di nuovi prodotti e crescita esterna sono stati i due motori principali della vostra volata. Continuerà a essere così? Cosa c’è all’orizzonte su entrambi i fronti?
Ofi Invest si presenta come una realtà ampiamente diversificata. Offre infatti liquidità (181,2 miliardi di euro), prodotti immobiliari (11,2 miliardi di euro) e prodotti non quotati (11,2 miliardi di euro) ma con un approccio responsabile in tutte le sue aree di competenza. Per il futuro, il gruppo conta prioritariamente sulla creazione di nuovi prodotti ed è proprio questa impostazione ad aver determinato il lancio di una nuova strategia sulla biodiversità l’anno scorso. Un altro driver importante sarà poi rappresentato dalla replicazione all’estero dei prodotti che hanno riscosso maggior successo tra le mura domestiche: ad esempio, abbiamo di recente registrato il nostro fondo azionario giapponese in Italia. Quanto alla crescita esterna, teniamo d’occhio il mercato per individuare eventuali opportunità ma a patto che gli accordi e le partnership da stringere abbiano un senso. Ecco perché il criterio che ci guida è quello di trovare player che condivida i nostri valori.
Dal quadro macro a trend di settore, quali sfide vede per il gestito e per Ofi da qui ai prossimi anni?
Tra le sfide del futuro rientra sicuramente la sostenibilità. Siamo infatti convinti che gli investimenti socialmente responsabili, nonostante i recenti dubbi sollevati soprattutto negli Stati Uniti, non rappresentino una moda ma un vero e proprio trend consolidato. Sotto questo profilo, Ofi continuerà a innovare sviluppando nuove metodologie per offrire una gamma completa di prodotti e mantenere la propria posizione di leadership. Innovazione che passerà anche dall’interno, come già accaduto l’anno scorso con la decisione di porre basi salariali comuni per tutti i dipendenti in esito al negoziato con i rappresentanti del personale al momento della costituzione del gruppo. Al centro delle nostre attività di asset management ci sarà poi l’intelligenza artificiale, tanto che abbiamo istituito un gruppo di lavoro interno per riferire su come usare i progressi di queste tecnologie. Infine, il risparmio gestito non sarà immune alla tendenza dei consumi globali: i brand giocano cioè un ruolo sempre più importante nel processo di selezione degli stakeholder e noi crediamo che la riconoscibilità del marchio, così come i valori ad esso associati, siano fattori competitivi fondamentali. Ecco perchè lavoriamo su un’immagine propria, con una forte identità di investitore responsabile.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
.