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Anche il risparmio, come la salute, è un bene da tutelare contro l’emergenza sanitaria da Covid-19. Lo stabilisce il Decreto dei Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che prevede ulteriori disposizioni applicabili sull’intero territorio nazionale per prevenire e limitare i rischi del contagio.
Come richiesto da Assogestioni alle competenti strutture del Mef e della Banca d’Italia, la continuità dell’operatività dei fondi comuni di investimento è dunque assicurata anche in questa fase di complessità e incertezza determinata dalla diffusione della pandemia da coronavirus.
Come illustrato in un’apposita circolare diramata in mattinata alle Sgr associate, il decreto stabilisce che “restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi”, in linea con la richiesta presentata da Assogestioni di prevedere una specifica disposizione per consentire ai servizi finanziari, tra i quali necessariamente ricadono il servizio di gestione collettiva del risparmio e i servizi d’investimento, di operare in continuità.
Le Sgr possono dunque “determinare la presenza presso i propri uffici dello specifico personale che si ritiene sia autorizzato alla mobilità domicilio-luogo di lavoro”, si legge nella circolare.
Per la loro stessa natura e per la necessità di mantenere assicurata la funzione di tutela del risparmio attribuitagli dall’art. 47, comma 2, della Costituzione, secondo il quale la Repubblica “favorisce l’accesso del risparmio popolare […] al diretto e indiretto investimento azionario”, ai fondi di investimento deve infatti poter essere riconosciuta la continuità dell’operatività, pur in situazioni di emergenza sanitaria, in modo da poter:
“Come prontamente manifestato al Mef, alla Banca d’Italia e al CODISE (Struttura per il coordinamento delle crisi operative della piazza finanziaria italiana)”, prosegue la circolare, “la business continuity delle Sgr è da considerarsi quale fattore essenziale per l’ordinato funzionamento dei mercati finanziari e nel mantenere un elevato livello di fiducia dei risparmiatori, oltre ad essere un elemento cruciale di competitività del nostro sistema finanziario”.
Una sospensione anche di breve durata della gestione e della liquidabilità dei fondi “avrebbe potuto comportare, infatti, criticità nel settore del risparmio gestito e in generale nei mercati finanziari in cui operano i fondi”, conclude la circolare.
