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Articolo pubblicato su FocusRisparmio (Gennaio – Febbraio 2022). Accedi e scaricalo gratuitamente a questo link.
Con le proposte di modifica al regolamento (UE) 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari (MiFIR) e alla direttiva 2014/65/UE (MiFID II) la Commissione europea vuole adeguare le regole di negoziazione per chi opera sui mercati dei capitali
La Commissione europea ha pubblicato lo scorso 25 novembre un pacchetto di misure volte a afforzare l’Unione dei mercati dei capitali (CMU) che ora sono al vaglio dei co-legislatori.
Al centro delle proposte c’è l’istituzione di un nastro consolidato (Consolidated Tape o CT) nell’UE per migliorare la trasparenza e la disponibilità dei dati di mercato, ossia di un sistema che consolida le informazioni sulle transazioni che si svolgono su piattaforme di scambio in tutta l’Unione Europea.
L’obiettivo è quello di fornire l’accesso a informazioni di mercato notevolmente migliorate e consentire anche agli investitori al dettaglio di accedere a informazioni complete sui dati di negoziazione principali il più vicino possibile alle informazioni in tempo reale.
È noto, infatti, come la MiFID II abbia ampliato la concorrenza nel trading di strumenti finanziari. Tale frammentazione che ha portato benefici ai mercati ha anche comportato una dispersione dei dati necessari agli investitori per prendere le decisioni di trading.
Ostacoli e obiettivi
Le disposizioni attuali MiFID/R includono già un quadro di base per la creazione di un CT. Tuttavia, oggi non è emerso alcun consolidatore a causa di diversi ostacoli, individuati da più parti nella mancanza di incentivi commerciali e di chiarezza sulle modalità con cui dovrebbero essere acquisiti i dati di mercato, soggetti a licenza commerciale e non standardizzati.
La proposta è quindi volta, da un lato a migliorare la qualità dei dati di mercato, in modo da facilitare la strada verso il consolidamento delle informazioni, e dall’altro a superare la concessione di licenze e fornire un business case per il consolidamento dei dati stessi.
I punti cardini della proposta vedono una selezione del fornitore di un CT per le diverse classi di attività (azioni, Etf, obbligazioni, strumenti derivati) da parte di ESMA, attraverso una gara d’appalto. Il fornitore del CT dovrà gestire la raccolta e la distribuzione dei dati “post-negoziazione”. I dati “pre-negoziazione” potranno essere anch’essi oggetto di consolidamento, ma questo potrebbe avvenire in una fase successiva, ove sia rilevato un interesse e valutato l’impatto sui proventi dei mercati regolamentati.
La contribuzione dei dati da parte dei contributori di dati di mercato (sede di negoziazione, impresa di investimento, inclusi gli internalizzatori sistematici, e APA) sarà obbligatoria e, nel caso di strumenti azionari, prevedrà un meccanismo di redistribuzione delle quote dei proventi generati dal CT ai mercati regolamentati, che dovrà valorizzare le borse valori più piccole (considerate l’unica fonte di formazione dei prezzi per molti titoli meno liquidi quotati nelle loro sedi). I dati principali che dovranno essere forniti al consolidatore dei dati di mercato saranno stabiliti dalla normativa.
Il pacchetto proposto dalla Commissione è sicuramente di rilievo e accoglie diverse istanze sottolineate da Assogestioni, quali la creazione di un CT per gli strumenti obbligazionari, il miglioramento della qualità dei dati, la contribuzione dei dati obbligatoria e il consumo volontario.
Tuttavia, ci sono punti aperti e di attenzione. La proposta di compensare i mercati regolamentati, quali contributori di dati sugli strumenti azionari, attraverso “obiettivi di rendimento minimo” senza l’applicazione di un limite, di un tetto del rendimento a un livello associato al costo della produzione effettiva degli stessi, solleva preoccupazioni sulla possibile ricaduta del costo per l’accesso alle informazioni al futuro CT. Concettualmente il CT dovrebbe operare sulla base dei costi (condizioni commerciali ragionevoli).
Poiché il tema della disponibilità (e del costo) dei dati è un elemento sempre più cruciale, si auspica che un sistema consolidato di pubblicazione, nella misura in cui è costruito e governato correttamente, prenda avvio e contribuisca a creare un mercato europeo più integrato, accrescendo, in definitiva, la qualità dello stesso.
*Direttore Investment Compliance Assogestioni
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