La pandemia ha accelerato la rivoluzione digitale della consulenza
Confronto aperto a ConsulenTia tra Assoreti e Ansasf tra sfide, obiettivi e trend evidenziati dal report di McKinsey che perdureranno anche una volta archiviata la pandemia
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Il coronavirus è “il più grande pericolo” dai tempi della crisi finanziaria ed espone l’economia mondiale “a una minaccia senza precedenti”. È l’avvertimento lanciato dall’Ocse che ha tagliato tutte le stime sul pil per il 2020: dello 0,5% quella mondiale – che quindi si attesterà al 2,4% – e dello 0,4% quella italiana, che risulterà pertanto a zero.
Previsioni che potrebbero essere perfino ottimistiche. Nel nostro Paese la recessione tecnica – due trimestri consecutivi di segno meno – è ormai certa dopo il -0,3% registrato dal pil nel quarto trimestre del 2019.
Anche la politica è ancora alla ricerca di una quadra. “Entro la settimana approveremo una manovra da 3,6 miliardi”, annuncia il viceministro dell’economia e delle finanze del governo Conte II Antonio Misiani. Scettica l’opposizione: “Un’aspirina”, commenta il leader della Lega Matteo Salvini, mentre la Commissione Ue presenta una task force europea per affrontare l’emergenza di cui farà parte anche il commissario Ue all’economia Paolo Gentiloni.
FocusRisparmio ha raggiunto Lorenzo Codogno, fondatore e capo economista della sua società di consulenza LC Macro Advisors con sede a Londra, visiting professor in practice alla London School of Economics e già capo economista del Mef. “Per iniziare con una battuta, il mio cognome da un lato, e il fatto di essere cresciuto a Padova dall’altro, mi consentono di coprire tutti i focolai…”.
Quanto pesa il coronavirus nella quarta recessione del Paese dal 2009?
Gli effetti si possono semplificare in quattro tipologie. Una prima è legata ai possibili problemi di liquidità sia sui mercati finanziari sia per le imprese e le famiglie. Possono svilupparsi sfasamenti temporanei tra incassi e pagamenti, e questo può portare a problemi importanti. Bene fa quindi il governo ad allentare le scadenze per il pagamenti delle tasse, e le banche quelle dei mutui e dei rimborsi dei prestiti alle imprese. Anche la Banca Centrali Europea può avere un ruolo nel favorire uno svolgimento ordinato nella liquidità.
Ci sono poi gli effetti economici immediati, di domanda, che coinvolgono soprattutto il settore del turismo, dei trasporti, e alcune tipologie di servizi. Per lo più questa domanda persa non verrà più recuperata in futuro, soprattutto per il turismo e i trasporti, mentre per altri consumi in genere un recupero successivo è probabile. In sostanza, se si è cancellato un viaggio, molto probabilmente questo non verrà riscadenzato in futuro.
Un terzo effetto – molto più importante e pericoloso – è quello che si può produrre nella filiera produttiva delle imprese. A volte la mancanza di un bullone può bloccare tutta la catena del valore a livello internazionale. Questo è un effetto di offerta, che può essere recuperato nel tempo, ma che nel breve periodo può portare a disfunzioni anche molto significative.
Infine, se queste disfunzioni porteranno a chiusure di imprese, e quindi a riduzione dell’occupazione, e a una pressione verso il basso dei salari, verrebbe a soffrirne il reddito disponibile e quindi i consumi, in modo strutturale.
Assumendo che si mettano in atto politiche di sostegno alle imprese in difficoltà e che la situazione tenda a normalizzarsi entro metà marzo, si può invertire la rotta? La politica – spesso complice, se non proprio colpevole nella mancanza di crescita endemica del Paese – può (ancora) metterci una pezza, e se sì con quali misure e riforme?
Questa è la ragione per cui bisogna fare le riforme strutturali e mettere i conti pubblici in ordine in tempi normali. Quando arriva l’emergenza è troppo tardi, e ci si ritrova con una situazione di vulnerabilità e con pochi strumenti per contrastare l’impatto economico. Sul lato della politica monetaria, se l’impatto coinvolgerà l’intera area dell’euro, la Banca Centrale Europea può fare ancora qualcosa, sia per allentare eventuali problemi di liquidità sia per dare un po’ di stimolo alla domanda. E lo può fare con gli stessi strumenti utilizzati in passato, cioè con i finanziamenti a tassi favorevoli alle banche, con i tassi d’interesse e con gli acquisti di attività finanziarie.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha affermato che “non possiamo mettere completamente tra parentesi la nostra realtà lavorativa e produttiva per settimane e settimane senza rischiare di esporci a conseguenze che possono essere altrettanto gravi”. Come giudica le misure di contenimento del virus promosse dall’esecutivo e dalle regioni più interessate dalla crisi? Le appaiono eccessive?
Ci sono anche troppi ‘virologhi’ in circolazione di questi tempi. Io faccio l’economista. A ogni modo, mi sembra ci sia stata un po’ di confusione iniziale, soprattutto nel coordinamento tra autorità nazionali e regionali. Tuttavia, mi pare anche che questi problemi siano ora per lo più superati. Le risposte devono ovviamente essere proporzionate, e bisogna quindi evitare che si passi dal combattere il virus, al combattere le notizie sul virus. Bisogna fare quello che è necessario per prevenire il contagio, avendo a cuore la salute, ma anche con un occhio ai costi economici.
