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Da lunedì a venerdì la settima emissione. Il titolo studiato per sedurre le famiglie questa volta ha sei anni di durata, cedole crescenti ogni biennio e premio fedeltà dello 0,8%
Dopo aver fatto il pieno di ordini dagli istituzionali, il governo italiano torna a bussare alle tasche dei risparmiatori. E lo fa con un usato garantito, il Btp Valore, che per questa settima emissione ha una durata di sei anni e cedole crescenti ogni due, pagate trimestralmente. I tassi minimi garantiti dal Tesoro sono del 2,50% per il primo biennio, 2,80% per il secondo e 3,50% per l’ultimo. A questi si aggiunge poi il premio finale all’8 per mille che verrà corrisposto a chi acquisterà il titolo nei giorni di collocamento, dal 2 al 6 marzo, e lo manterrà fino alla scadenza del 10 marzo 2032.
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Rendimento lordo annuo intorno al 2,946%
Anche questa volta il successo dovrebbe essere garantito: secondo le stime, infatti, il rendimento lordo annuo dovrebbe attestarsi al 2,946%, e arrivare al 3,08% con il premio fedeltà, mentre al momento gli altri titoli di Stato ordinari di pari scadenza si fermano al 2,766%. La speranza del MEF è di eguagliare i 16,57 miliardi di euro portati a casa lo scorso ottobre dalla sesta emissione. A rendere l’investimento ancora più appetibile c’è poi, come sempre, la tassazione agevolata tipica dei bond governativi italiani, che si attesta al 12,5% su cedole e premio finale, contro il 26% previsto per molte altre rendite finanziarie. A questa si aggiunge l’esclusione dall’imposta di successione e il fatto che non concorre al calcolo Isee fino a 50mila euro investiti in titoli di Stato.
L’investimento è riservato a famiglie e piccoli risparmiatori ed è accessibile a partire da 1.000 euro, senza commissioni. Non sarà applicato alcun tetto massimo, assicurando la completa soddisfazione degli ordini, salvo la solita facoltà (mai esercitata) da parte del Tesoro di chiudere anticipatamente l’emissione. Può essere acquistato attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale dove si sia titolari di un conto corrente con il conto deposito titoli. Al termine del collocamento verranno annunciati i tassi cedolari definitivi, che potranno essere confermati oppure, ma si tratta di un’eventualità al momento piuttosto difficile, rivisti al rialzo in base alle condizioni di mercato di quel giorno.
La strategia del MEF
Sfruttando il vento favorevole che soffia in questo periodo per il debito italiano, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, punta quindi a incrementare ulteriormente la quota di Btp nel portafogli delle famiglie. A novembre (ultimo dato disponibile), questa è scesa a 407,505 miliardi, segnando un piccolo arretramento di 1,2 miliardi, anche se ormai quasi un sesto del mercato dei titoli tricolori è in mano ai risparmiatori domestici. Poco meno del triplo rispetto a soli quattro anni fa. Per riuscirci, il Tesoro ha scelto il Valore, che dalla sua nascita ha portato nella casse dello Stato oltre 96 miliardi. Il punto di forza è sempre lo stesso: il pagamento delle cedole ogni tre mesi che dà l’impressione di un reddito aggiuntivo.
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