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Quinta emissione per il titolo dedicato ai risparmiatori. Durata sette anni e pagamenti trimestrali. Il 17 ottobre i rendimenti minimi garantiti, poi dal 20 al 24 l’offerta
Quinto atto per il Btp Valore. Il governo italiano torna a corteggiare le famiglie con il titolo loro dedicato e dal successo praticamente garantito. Questa volta l’emissione, in programma dal 20 al 24 ottobre, prevede una durata di sette anni, abbastanza lunga per un’offerta retail. Ma può contare sul collaudato effetto seduzione dato dalle cedole crescenti, dai pagamenti trimestrali e dal premio fedeltà.
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I punti di forza
Per questa offerta, il titolo di Stato riservato ai piccoli risparmiatori avrà un meccanismo ‘step-up’ che vedrà i rendimenti salire dopo tre anni, e poi di nuovo dopo altri due, secondo la formula 3+2+2. Punto di forza è poi il pagamento delle cedole ogni tre mesi, ideata proprio per questo tipo di Btp, che mira a dare l’impressione di un reddito aggiuntivo. Infine, come d’abitudine, è previsto un premio fedeltà dello 0,8% del capitale nominale investito per chi lo acquisterà nei giorni dell’emissione e lo deterrà fino alla naturale scadenza. I rendimenti minimi garantiti dei primi tre anni, dei successivi due e degli ultimi due verranno comunicati dal Tesoro venerdì 17 ottobre. Al termine dei giorni d’offerta potranno poi essere confermati oppure ritoccati al rialzo come accaduto per la prima emissione del Btp Più lo scorso febbraio. A tutto questo si aggiunge, come ricorda il MEF, “la consueta tassazione agevolata per tutti i buoni del Tesoro al 12,5% su cedole e premio finale extra, l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50mila euro investiti in titoli di Stato”. Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma MOT tramite tre banche dealer, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bpm, e due istituti co-dealer, Mps e Banca Sella Holding.
I successi precedenti
In un periodo di relativa calma per i conti nazionali, il governo punta dunque a far crescere ancora la quota di debito tricolore nelle mani degli italiani. Questa, secondo gli ultimi dati di Bankitalia, è passata dall’11,8% di giugno 2023 al 14,2% del giugno scorso, per un totale di circa 99 miliardi di euro in più. Per riuscirci, il MEF ha scelto un ‘usato garantito’, cioè quel Btp Valore che ha debuttato proprio il 5 giugno di due anni fa e che nelle precedenti quattro emissioni, cui si aggiunge quella del ‘fratello’ Btp Più, ha portato nelle casse dello Stato quasi 80 miliardi. D’altra parte il Tesoro vede ampio margine di manovra: a fine 2007 i residenti non finanziari detenevano il 23,2% del debito pubblico nazionale.
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