Il mercato vede una riduzione solo in estate e un miglioramento delle prospettive di inflazione. Bailey potrebbe però giocare d’anticipo per cinque ragioni
Andrew Bailey, governatore della Bank of England
Christine Lagarde, Jerome Powell, Andrew Bailey: chi aprirà le danze dei tagli dei tassi? Se per ora l’antipasto è stato servito dalla banca centrale svizzera e da quella svedese (che ha ridotto il costo del denaro per la prima volta dopo otto anni), al momento gli occhi sono puntati sulla Bank of England. I banchieri centrali del Regno Unito sono infatti pronti a riunirsi e, nonostante il mercato scommetta su una prima sforbiciata solo in estate, qualcuno non esclude sorprese già nelle prossime ore.
L’inflazione sta rallentando, l’economia resta debole e qualche membro del comitato di politica monetaria della BOE si è lasciato andare a dichiarazioni dovish, facendo presagire che potrebbe votare a favore di un allentamento già nella riunione di questa settimana. In particolare, il vicegovernatore Dave Ramsden ha esplicitamente affermato che le previsioni sui prezzi della banca centrale potrebbero essere riviste al ribasso. Gli investitori restano comunque quasi concordi che sarà la BCE la prima a segnare la svolta, nel prossimo meeting di giugno, e che per veder calare i tassi di sua maestà bisognerà invece attendere: la possibilità di una sforbiciata a giungo è data al 50%, mentre in agosto è quasi pienamente scontata. Al momento il mercato prezza due riduzioni nel 2024.
La view dei gestori
Steven Bell, chief economist Emea di Columbia Threadneedle Investments
Qualcosa però a Londra è ormai cambiato, tanto che secondo Steven Bell, chief economist Emea di Columbia Threadneedle Investments, questo meeting segnerà la fine del pessimismo dei mercati. Secondo l’esperto con tutta probabilità la banca centrale inglese non taglierà i tassi, ma ridurrà le previsioni sull’inflazione, presentando dunque una prospettiva ottimistica. “Prevediamo che un altro membro si unisca a Swati Dhingra, votando a favore di un taglio”, afferma. Secondo Bell, l’elemento di esitazione maggiore per i banchieri centrali è rappresentato dalla prospettiva che l’aumento del 10% del salario minimo, entrato in vigore il mese scorso, porti a una crescita dell’inflazione salariale. “In quest’ottica, il tasso di interesse a tre mesi subirà un aumento, ma dovrebbe costituire un caso isolato”, chiarisce.
Dello stesso parere gli analisti di Bofa Research, secondo cui la BOE non toccherà il costo del denaro, ma la decisione verrà presa “con un voto di 7 a 2”. A loro parere, non ci saranno neppure modifiche sostanziali alla guidance, ma le previsioni dovrebbero mostrare che il carovita si sta muovendo nella giusta direzione. “Ci aspettiamo che l’inflazione nel 2026 sia leggermente inferiore all’obiettivo”, precisano.
Katharine Neiss, chief European Economist di Pgim Fixed Income
Decisamente più ottimista Katharine Neiss, chief European Economist di Pgim Fixed Income, chenon esclude la possibilità di un primo taglio dei tassi d’interesse per cinque ragioni. La prima è che al comitato di politica monetaria non dispiace sorprendere: “Non sente il bisogno di indirizzare con precisione i mercati sulla tempistica delle variazioni dei tassi”, afferma. La seconda è collegata al fatto che Bailey è stato il primo ad avviare la stretta, “quindi, a parità di condizioni, la banca centrale inglese potrebbe tagliare prima”. In terzo luogo, la Neiss ricorda che alcuni degli ultimi rialzi sono stati varati in seguito alle conseguenze del mini-budget dell’autunno del 2022. “Ora che è passato un po’ di tempo da quell’episodio, quei rialzi potrebbero essere eliminati mantenendo i tassi in territorio restrittivo”, osserva.
Il quarto motivo riguarda il carovita di aprile: i dati confermano che potrebbe essere pari o appena al di sotto del target del 2%, a causa di forti effetti di base legati all’energia. “Potrebbe sembrare strano che la BOE rimanga in attesa in un contesto di inflazione di nuovo in linea con l’obiettivo, con il rischio di essere bollata come in ritardo sia in discesa che in salita”, ragiona l’esperta. Infine, maggio è un mese di previsioni. E lascia più spazio all’istituto per comunicare le proprie opinioni e prospettive. “Si prevede che i tassi di mercato rimarranno alti più a lungo grazie alla tenuta dell’economia statunitense, abbassando l’inflazione e l’attività nell’orizzonte di previsione del Comitato e offrendo un ulteriore segnale che i tagli sono in arrivo”, conclude la Neiss.
L’Outlook Advant: secondo l’84% l’Area è stabile e affidabile. E per il 66% è la prima meta di sviluppo estero. Cruciali la semplificazione regolamentare e i progressi sul fronte dell’AI e della cybersecurity
Per il ceo della società USA specializzata in soluzioni passive a leva, l’industria sta evolvendo verso strategie più complesse e retail. Spazio a opzioni e nuove tematiche di mercato guidate da IA e geopolitica. Il ritardo dell’Europa? “Serve fare sistema”. E per l’Italia pronti nuovi prodotti
Mentre la tensione sale, il biglietto verde è tornato a rappresentare un porto sicuro. Per gli analisti, resterà ben supportato nel breve, ma nel medio termine potrebbe tornare sotto pressione
Secondo Christophe Braun, Investment Director Equity di Capital Group, il cambio di paradigma fiscale e industriale del Vecchio Continente potrebbe ridisegnare le prospettive di crescita e la composizione dei portafogli azionari. Largo a difesa, sicurezza, tecnologie pulite. Ma attenzione ai rischi
A febbraio 92mila posti di lavoro in meno, contro le stime di 50mila in più. Disoccupazione su al 4,4%. Per i gestori, la banca centrale Usa sarà costretta a tagliare. Decisivi i dati sull’inflazione
Il chief economic advisor di Allianz avverte che un’escalation prolungata in Medio Oriente rischia di alimentare l’inflazione, frenare la crescita e destabilizzare i mercati energetici. L’incognita principale resta lo Stretto di Hormuz
Uno studio della fintech americana evidenzia differenze strutturali tra i due mercati: negli Stati Uniti prodotti con tracking error più elevati e commissioni maggiori, mentre sulla sponda opposta dell’Oceano prevalgono strategie più sistematiche e meno costose
La platea femminile cresce e si amplia anche tra i nuovi sottoscrittori. Ma restano differenze su importi, tempistiche di ingresso e scelte di portafoglio. Dai dati dell’Osservatorio Assogestioni e dai commenti dell’industria emergono segnali di progresso e criticità strutturali
Per l’organizzazione, la crescita continuerà nel 2026. Mercati resilienti, ma aumentano il costo del debito e il fabbisogno di finanziamenti delle imprese legato all’AI
Per il manager, si spiega così la tiepida reazione di Wall Street. "Un po' preoccupato per il credito privato". L’AI? Non stravolgerà l’occupazione bancaria
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio