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Swiss Re: i premi globali saliranno a 24,2 miliardi di dollari entro il 2030. Intanto la concentrazione di valore in questi siti accentua l’impatto delle minacce fisiche come le catastrofi naturali
La rapida crescita nella costruzione dei data center, e il loro sempre più sofisticato sviluppo, sta spingendo al rialzo la domanda assicurativa e i rischi per le compagnie. L’alert arriva da Swiss Re, secondo cui i premi globali legati a queste infrastrutture centrali per l’intelligenza artificiale dovrebbero salire a 24,2 miliardi di dollari entro il 2030, dai 10,6 miliardi attualmente stimati, mentre le minacce fisiche alle strutture si stanno moltiplicando.
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Data center sempre più grandi e sofisticati
“Si prevede che la spesa in conto capitale dei ‘big five’ dei fornitori di servizi cloud, noti anche come hyperscaler, supererà i 600 miliardi di dollari nel 2026, con un aumento annuo del 36%. Di questi, circa il 75%, ovvero 450 miliardi, è direttamente legato all’infrastruttura fisica per l’AI ospitata nei grandi data center, come server o GPU”, spiegano gli analisti del gruppo svizzero. Secondo JLL, il settore crescerà con un Cagr del 14% fino al 2030, con gli Stati Uniti a guidare la corsa. Nel frattempo, prosegue lo studio, l’evoluzione da siti relativamente semplici a sistemi industriali altamente ingegnerizzati sta modificando la natura dell’esposizione al rischio assicurativo sottostante. Ne deriva che nuovi fattori di esposizione si scontrano con una tecnologia che evolve più rapidamente rispetto all’esperienza dei sinistri e dei codici di sicurezza, mentre i dati empirici sui sinistri relativi alle strutture di grandi dimensioni e AI di nuova generazione rimangono limitati.
Domanda assicurativa in forte crescita
A fronte di questo, la domanda assicurativa è in forte crescita, insieme alla pressione per soglie più elevate. Si prevede appunto che il premio assicurativo globale legato ai data center salirà a 24,2 miliardi di dollari entro il 2030, con le esigenze di finanziamento che guidano la richiesta di polizze molto elevate per singoli siti. Secondo lo studio, i costi di costruzione per un singolo sito possono superare i 20 miliardi di dollari e gli istituti di finanziamento stanno esercitando pressioni sugli assicuratori affinché garantiscano massimali che coprano l’intero costo di realizzazione. Tuttavia, il settore assicurativo e riassicurativo può sostenere solo una frazione di tale limite a tassi competitivi per le polizze di rischio tradizionali. “Questo accumulo di valore accentua l’impatto dei rischi fisici, incluse le catastrofi naturali”, segnala il rapporto.
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Rischi in aumento
Intanto, il grado di gravità dei potenziali danni alla proprietà sta salendo per una serie di ragioni. A partire dal fatto che le strutture più recenti introducono diversi rischi di incendio. “La diffusione di unità di backup a batteria agli ioni di litio all’interno dei server rack aggiunge una fonte di innesco all’interno delle sale di elaborazione dati che prima non esisteva, con implicazioni sia per la frequenza degli incendi che per l’intensità delle perdite”, viene sottolineato. Non solo. Man mano che gli operatori passano al raffreddamento a liquido diretto al chip, le perdite legate ai liquidi stanno diventando più rilevanti: hanno rappresentato quasi il 24% dei costi storici, compreso il 9,3% dovuto a perdite dagli sprinkler (sistemi antincendio automatici a pioggia) e il 10% dovuto a fuoriuscite. Un’altra grande minaccia è rappresentata dalle catastrofi naturali. Grandi cluster di data center si stanno infatti formando in regioni esposte, aumentando la possibilità che un singolo evento possa generare perdite su più edifici, campus e programmi contemporaneamente. Secondo i modelli dello Swiss Re Institute, oltre un quarto della capacità dei data center statunitensi potrebbe trovarsi in località soggette a tre o più giorni di grandine intensa all’anno e più del 40% in zone con un numero significativo o molto elevato di giornate soggette a tornado. Infine, è in crescita anche il rischio di interruzione dell’attività e di aggregazione del portafoglio. I siti di grandi dimensioni possono infatti coinvolgere più locatari, sistemi critici condivisi e coperture assicurative separate tra edifici, attrezzature e infrastrutture elettriche, creando il potenziale affinché un singolo evento inneschi più richieste di risarcimento simultanee per interruzione dell’attività e danni alla proprietà.
Un cambiamento strutturale
“Questa trasformazione segna un cambiamento strutturale per il settore riassicurativo”, avverte Jimmy Keime, head engineering & nuclear di Swiss Re. Man mano che i data center diventano sempre più concentrati, dipendenti dall’energia e sistemicamente critici, si trovano infatti ad affrontare una gamma di esposizioni in continua evoluzione. Per il settore riassicurativo, prosegue l’esperto, significa andare oltre il trasferimento passivo del rischio: l’obiettivo diventa infatti “promuovere attivamente la resilienza intervenendo in una fase più precoce nelle decisioni relative alla progettazione, all’ubicazione e all’alimentazione energetica, richiedendo al contempo una maggiore trasparenza sul rischio sottostante”.
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