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Nel 2023, i patrimoni globali sono aumentati del 4,2% mentre da noi sono calati del 4%. E con poca finanza in portafoglio. Il Global Wealth Report di UBS
Dopo il calo del 3% registrato nel 2022, la ricchezza globale è tornata a crescere nel 2023 e ha messo a segno un’espansione del 4,2% in dollari che ha compensato il segno meno dei 12 mesi precedenti. A far da traino sono stati in particolare Europa, Medio Oriente e Africa, seppur a diverse velocità e con alcune eccezioni negative come il -4% dell’Italia. A tirare le somme è il Global Wealth Report 2024 di UBS, secondo cui la parabola al rialzo dei patrimoni si accentuerà di qui al 2030 e poi emergeranno segnali di un suo trasferimento trasversale.
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Italia, poca crescita dal 2028. Manca finanza nei patrimoni
Nonostante il bilancio negativo dello scorso anno, dalla crisi finanziaria del 2008 l’Italia ha messo a segno una crescita dei patrimoni di circa il 10% in valuta locale mentre la ricchezza mediana per adulto è calata del 3%. Tale divergenza, chiarisce il report, indica che negli ultimi 25 anni le fasce più basse hanno visto il loro gruzzolo assottigliarsi mentre quelle più alte hanno l’hanno incrementato. Ancora scarsa la quota di valori finanziari, che con un’incidenza di poco superiore al 45% hanno un valore simile a quello tedesco ma inferiore alla media dell’Europa occidentale (54%). Buone notizie invece sul fronte dei debiti, fermi all’8% e quindi dimezzati rispetto allo standard del Vecchio Continente. La diseguaglianza economica, misurata per mezzo del coefficiente di Gini, è infine aumentata di quasi il 15% ma resta sotto livello e si ferma sugli stessi valori di Francia e Spagna. Secondo gli analisti UBS, nel giro di quattro il numero di italiani adulti con un patrimonio al di sopra del milione di dollari dovrebbe crescere di circa il 9% per un totale di circa 123mila Paperoni in più rispetto al 2023.
Dal 2028 la crescita di ricchezza globale ha perso velocità
Il report spiega poi che nel 2023, con il rallentamento dell’inflazione, l’aumento reale dei patrimoni ha superato quello nominale su scala globale e ha raggiunto l’8,4%. Ma se è vero che i numeri mostrano una traiettoria di crescita costante a partire dal 2008, il ritmo di espansione ha però perso velocità in quasi tutti i mercati. Lo scorso anno sono stati gli adulti dell’area Emea i più ricchi (166mila dollari), seguiti da quelli dei Paesi dell’Apac (156mila dollari) e dalle Americhe (146mila dollari), nonostante la ricchezza media in queste economie sia cresciuta a un ritmo più lento: circa il 41% rispetto al 122% dei Paesi dell’Asia Pacifico e al 110% della Americhe.
Gli Stati Uniti hanno registrato un’inversione di tendenza lo scorso anno, con un incremento del tasso di crescita annuo composto che si è attestato al 6% tra il 2010 e il 2023 a fronte del 4% ne periodo 2000-2010. In quest’ultima finestra temporale, una variazione negativa è stata registrata solamente in Grecia, Giappone, Italia e Spagna. A livello di singoli mercati, la Svizzera continua invece a essere al primo posto in termini di patrimonio medio per adulto: seguono Lussemburgo, Hong Kong e USA. Nel 2023, a mettere a segno gli incrementi più consistenti sono stati però Turchia, Qatar e Russia, con Ankara che ha staccato tutti riportando una crescita vertiginosa del 157%. Il numero più alto di milionari in dollari si registra attualmente negli Stati Uniti, che da soli rappresentano il 38% dei Paperoni globali, seguiti da Cina e UK. Entro il 2028, secondo le previsioni del report, il numero di adulti con una ricchezza superiore al milione di dollari crescerà in 52 dei 56 mercati analizzati e le stime indicano che a Taiwan si registrerà un aumento del 50%.
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Il passaggio trasversale della ricchezza
Quanto al futuro, l’analisi evidenzia che circa un adulto su tre passa a una fascia di ricchezza superiore nell’arco di un decennio e che la possibilità di evitare lo scaglione più basso sale a oltre il 60% su un orizzonte temporale di trent’anni. Si prevede inoltre che circa 83mila miliardi di dollari saranno tramandati nei prossimi due decenni: si tratta più o meno dell’equivalente del valore di tutta l’attività economica mondiale di un singolo anno. Un aspetto poco considerato di questo trasferimento consiste nel fatto che una parte considerevole si sposterà trasversalmente tra coniugi, prima di passare alla generazione successiva. Ciò comporta un notevole passaggio di consegne a favore delle donne, in considerazione di un’aspettativa di vita relativamente più elevata. La stima è che poco più del 10% del grande passaggio di ricchezza, circa 9mila miliardi di dollari, sarà si muoverà in senso trasversale e soprattutto nelle Americhe.
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