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Indagine Istituto Piepoli-Directa Sim: la banca resta il canale di distribuzione prevalente, seguito da broker online e consulenti. Per un italiano su quattro su quattro investire è un rischio. E il 64% dichiara una competenza finanziaria bassa o nulla
Un’aspirazione al risparmio diffusa ma fragile, una competenza finanziaria bassa se non nulla e ancora una frequente convinzione che gli investimenti siano rischiosi. È il ritratto degli italiani che emerge da una ricerca dell’Istituto Piepoli per Directa Sim, secondo cui tra quei pochi che mettono a frutto i propri soldi ormai i broker online stanno guadagnando terreno sui consulenti finanziari.
Risparmiare è sempre più difficile
La survey, intitolata ‘L’identikit dell’investitore italiano’, ha appunto indagato motivazioni, obiettivi, abitudini informative e comportamenti di un campione di oltre 1.000 persone. I risultati mostrano che la voglia di risparmiare continua a caratterizzare gli italiani. Tuttavia, accantonare qualcosa risulta sempre più difficile: solo il 31% di chi investe riesce a mettere denaro da parte ogni mese, mentre il 43% lo fa in modo discontinuo.
Meno di uno su tre sta investendo attualmente
La propensione all’investimento ha comunque ancora ampio spazio di crescita: chi impiega il proprio gruzzolo è infatti il 51% del campione, e di questi solo il 27% lo fa “attualmente”. Quanto al reddito, investe circa il 70% di chi guadagna oltre 2.500 euro netti al mese, contro il 29% di chi resta sotto i 1.500 euro. E quando si indagano le motivazioni di chi non agisce, in cima alla lista c’è che non sia ha abbastanza denaro (54%), seguita dalla paura di perdere soldi (26%) e dal fatto di avere altre priorità economiche (16%).
Il 64% non si sente abbastanza preparato
Altro dato indicativo è che il 64% dichiara una competenza finanziaria bassa o nulla. Per decidersi a iniziare a investire, le opzioni in campo più gettonate sono “Più soldi disponibili” (40%), “Supporto di un esperto” (12%), “Garanzie maggiori” (11%) e “Maggiore formazione” (11%). Emerge insomma, come sottolinea l’indagine, la necessità di un’educazione finanziaria di base più estesa e di una gamma di strumenti a basso rischio accessibili a una platea più ampia. Anche perché del fatto che investire sia un’opportunità sono convinti quattro italiani su dieci, ma il 26% lo considera ancora un rischio.
Broker online preferiti ai consulenti
Infine, sul fronte distributivo, la banca tradizionale resta il canale prevalente, scelta dal 46% di chi investe. Al secondo posto si piazzano i broker online, con il 28%, davanti ai consulenti finanziari (23%). Il digitale si conferma dunque in crescita, e con un potenziale di sviluppo ancora ampio. Gli obiettivi principali degli investitori restano sempre soprattutto tre: “Aumentare il patrimonio” (42%), “Proteggere i risparmi dall’inflazione” (37%) e “Costruire sicurezza futura” (36%).
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