Il founder di Bridgewater torna a battere sulla minaccia portata all’economia globale dai bilanci degli Stati. E spiega la sua ricetta per scampare al pericolo. “Niente più obbligazioni” il mantra del guru. Ma, oltre all’oro, stavolta le alternative contemplano anche la regine delle criptovalute
Ray Dalio non smette di lanciare avvertimenti ai mercati. Il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates è infatti tornato a parlare negli ultimi giorni e si sbilanciato sul rischio che una crisi del debito globale incomba presto sugli investitori. Un vecchio cavallo di battaglia per il guru della finanza, secondo cui la ricetta per evitare brutte sorprese consiste nel puntare su asset “forti” come l’oro ma anche il bitcoin.
Come riportato dal South China Morning Post, Dalio ha detto di voler evitare gli asset di debito. Con questa espressione l’uomo d’affari intende riferirsi ai livelli di indebitamento riscontrati in tutte le principali economie del mondo, compresi gli Stati Uniti e la Cina, che sono stati definiti “senza precedenti” e dunque “insostenibili” nel lungo termine. “È impossibile per questi Paesi non incappare in una crisi del debito nei prossimi anni”, aveva precisato a una conferenza di pochi giorni prima Dalio, avvisando che un simile scenario non solo si verificherà ma condurrà anche a un “declino del valore della moneta”. Si tratta di un leitmotiv per l’asso di Wall Street, che da sempre considera le passività valutarie come una delle cinque grandi forze in grado di guidare l’economia globale: denaro ed economia le altre, insieme ad ordine politico interno e geopolitica.
Una minaccia soprattutto per la Fed
Quello intravisto dal Dalio è uno spettro che aleggia soprattutto sulla Fed. Quando la banca centrale ha inaugurato la sua stagione di tagli ai tassi con una sforbiciata di 50 punti base, il numero uno di Bridgewater è infatti intervenuto ai microfoni di Cnbc per sottolineare come l’entusiasmo dei mercati fosse piuttosto prematuro. “Al momento l’economia è in relativo equilibrio ma c’è un’enorme quantità di debito da rinnovare o che va collocato da zero”, ha detto, evidenziando come il Tesoro USA abbia speso oltre mille miliardi di dollari nel 2024 per il servizio dei suoi 35.300 miliardi di dollari di passività. E poiché tra le sfide di Powell (come di qualunque altro banchiere centrale) rientra anche quella di mantenere il costo del denaro a un livello tale da favorire i creditori senza però renderli un problema per l’elevata esposizion debitoria globale, l’uomo d’affari non ha evitato di riconoscere che “mantenere il bilanciamento attuale potrebbe diventare difficile”.
Quanto alle strategie per fronteggiare al meglio questo scenario, l’Abu Dhabi Finance Week di questa settimana ha fornito a Dalio l’occasione per sorprendere il pubblico. “Voglio allontanarmi dalle obbligazioni per avere un po’ più di hard money come oro e Bitcoin”, ha detto il numero di Bridgewater, che si è reso così protagonista di un netto cambio di prospettiva rispetto a quanto più volte dichiarato in precedenza. Nel passato il guru aveva infatti sottolineato di preferire i lingotti alle criptovalute e si era espresso negativamente sulla creatura di Satoshi Nakamoto, sbilanciandosi addirittura nell’affermare che non avrebbe avuto il successo desiderato. Si tratta di una svolta che arriva proprio nel momento in cui il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è in procinto di entrare in carica e dare seguito alla promessa di rilanciare il settore per farne punto di forza del Paese. Un obiettivo che ha avuto come primo tassello la nomina del conservatore Paul Atkins alla guida della Security Exchange Commision, il corrispettivo americano della nostra Consob.
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Per il fondatore di Bridgewater Associates, l’intelligenza artificiale può produrre guadagni di produttività senza precedenti. Ma rischia anche di alimentare eccessi finanziari e concentrare ulteriormente la ricchezza. Un’ambivalenza che pone un nuovo interrogativo: come distribuirne i benefici
Nella lettera agli investitori, la founder di Ark Invest lega la rivoluzione tech a una fase di accelerazione della crescita. La previsione è estrema: Pil reale globale oltre il 7%, tassi più alti, inflazione in calo e petrolio a 35 dollari. “Equity e Bitcoin al posto del 60-40”
Il guru macro mette in discussione uno dei presupposti su cui si sono concentrate le aspettative di Wall Street: che la politica monetaria americana sia sufficientemente restrittiva da giustificare nuovi tagli. A suo avviso, basta guardare ai prezzi degli asset per dubitarne
Con il decennale ai massimi dall’ottobre 2023 e il trentennale salito al 5,25%, il ‛Re dei bond’ vede ancora vulnerabilità nei governativi a lunga scadenza. E avverte Warsh: un mancato rialzo dei tassi a settembre potrebbe alimentare nuove vendite
Il primo intervento del nuovo presidente della banca centrale USA a Jackson Hole convince il chief economic adviser di Allianz. Promossa la scelta di abbandonare la forward guidance e soprattutto la riflessione sulle trasformazioni strutturali dell’economia
Il fondatore del noto hedge fund Greenlight Capital teme che Wall Street stia sottovalutando i rischi geopolitici e macroeconomici. Largo a un approccio difensivo, anche a costo di rinunciare a una parte dei nuovi rialzi
Il numero uno di J.P. Morgan ritiene che gli investitori stiano ignorando i rischi legati a geopolitica, deficit USA e valutazioni elevate. Per questo evita azioni e bond. Prudenza anche sull’intelligenza artificiale: “Non è detto che i vincitori di oggi siano quelli di domani”
Per l’economista, la trasformazione portata dall’AI richiederà più capitale del previsto. E con rendimenti obbligazionari destinati a restare elevati, gli investitori dovranno individuare i futuri leader della tecnologia. Ma gli USA manterranno un vantaggio strutturale
Per la ceo e fondatrice di Ark Invest, considerata una pioniera degli investimenti in tecnologia, i recenti cali del settore faranno bene al mercato dell’AI. E non c’è da temere nessuna bolla. Dalla blockchain alla sanità, ecco dove si nascondono le prossime opportunità
Per il ceo di J.P. Morgan, il rally delle Borse sarà ancora sostenuto dall’economia USA e dagli investimenti nell’AI. Ma sul lungo periodo, gli effetti degli shock che si stanno verificando nel mondo sono sottovalutati. “Una correzione? Prima o poi anche il ciclo più solido finisce”. E agli investitori serve più cautela
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