Il founder di Bridgewater rievoca la paura dei conti in rosso come ostacolo per i piani banca centrale USA. E pone l’accento anche sull’inadeguatezza dei candidati alla Casa Bianca. “Ma il vero rischio è la frenata della Cina”. Che però non esce dal portafoglio
Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates
La decisione della FED di tagliare i tassi sembra aver fatto felici tutti. O quasi. Se infatti i mercati brindano alla sforbiciata di mezzo punto con cui la banca centrale americana ha inaugurato la stagione di allentamento monetario, una svolta dai più inattesa e che solo Cathie Wood aveva tra i grandi investitori aveva osato immaginare, c’è chi non smette di vedere nubi scure addensarsi sull’orizzonte dell’economia a stelle e strisce. Si tratta di un altro guru della finanza, Ray Dalio, è tornato a evidenziare i rischi del debito pubblico in crescita e dell’incertezza legata alle elezioni presidenziali.
Ai microfoni di CNBC il fondatore di Bridgewater Associates, tra i maggiori hedge fund al mondo, ha sottolineato come l’entusiasmo per le ultime posse di Jerome Powell e colleghi sia troppo prematuro. “Al momento l’economia è in relativo equilibrio ma c’è un’enorme quantità di debito da rinnovare o che va collocato da zero”, ha detto, sottolineando come il Tesoro USA abbia speso oltre mille miliardi di dollari nel 2024 per il servizio dei suoi 35.300 miliardi di dollari di passività. E poiché tra le sfide della FED (come di qualunque altra banca centrale) rientra anche quella di mantenere il costo del denaro a un livello tale da favorire i credito ma senza renderli un problema per l’elevata esposizione debitoria globale, è sua convinzione che “mantenere il bilanciamento attuale potrebbe diventare difficile”. Da qui, suo interesse crescente per l’oro, che considera una valuta alternativa destinata ad apprezzarsi con l’aumento del debito.
Elezioni: serve più centrismo
Non solo bilancio pubblico, però. Il top manager ha infatti dichiarato che le elezioni americane di novembre saranno probabilmente le più importanti della sua vita, perché mai quanto oggi gli Stati Uniti hanno bisogno di un leader forte e posizionato al centro dello schieramento. Le principali preoccupazioni per gli elettori, secondo i sondaggi, sono l’inflazione e il costo della vita ma Dalio crede che i due contendenti alla Casa Bianca siano troppo ‘estremi’ per porvi rimedio. “La mia preoccupazione principale”, ha infatti precisato, riguarda la spaccatura crescente nel Paese e le profonde differenze tra Democratici e Repubblicani che la alimentano. Senza contare che l’esito delle urne rischia di non essere accettato da entrambe le parti né da una parte né dell’altra, dando luogo una “situazione anomala” per una democrazia avanzata come quella americana. Un problema figlio della mentalità di “vittoria a tutti i costi” ormai largamente diffusa nel Paese, che impedisce il raggiungimento di compromessi politici necessari per governare in modo efficace.
Il nodo Cina: è in difficoltà ma resta in portafoglio
Ad ogni modo, secondo Dalio, le decisioni della FED avranno un impatto solo nel breve termine per gli investitori. A tendere lo sguardo deve volgere invece alla difficoltà economiche della Cina, dove produzione industriale di agosto ha rallentato al +4,5% dal +5,1% e i prezzi delle case scesi al ritmo maggiore dal 2014. Per il guru, infatti, “l’ambiente economico sta peggiorando” e rende più difficile la sfida del presidente Xi Jinping di bilanciare la crescita evitando gli ingenti stimoli che hanno contribuito a svantaggiare il Paese. Ciò non toglie, aggiunge però il numero uno di Bridgewater, che il Paese asiatico resti una valida opportunità per via di prezzi ancora molto interessanti. “Una piccola percentuale del nostro portafoglio è investita su titoli di Pechino e la manterremo in questa fase”, ha concluso.
Un vecchio cavallo di battaglia
Quello toccati nell’intervista a CNBC sono vecchi cavalli di battaglia che già in passato hanno distinto Dalio. In un recente intervento sulle pagine del Financial Times, il guru ha di un debito talmente fuori controllo da poter non solo penalizzare i treasury ma perfino turbare la stabilità politica degli Stati Uniti. “Orlo del precipizio” e “guerra civile” due delle espressioni utilizzate per l’occasione, a riproporre quello stile comunicativo colorito che ha reso l’uomo d’affari una delle personalità più seguite negli ambienti di Wall Street.
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