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L’economia inglese batte le previsioni e recupera della contrazione di pari entità registrata il mese prima. Bene anche il dato tendenziale: +0,2%. Ma l’Ons avverte: “Inevitabile un nuovo calo trimestrale dopo luglio-settembre”. Più ottimisti i mercati
Prove di rimbalzo per l’economia di Sua Maestà. Il Pil del Regno Unito ha infatti concluso il mese di novembre con un incremento dello 0,3%, in salita rispetto alla contrazione della stessa entità registrata appena 30 giorni prima e leggermente meglio del +0,2% preventivato dagli economisti. Un dato che, secondo l’Ufficio nazionale di Statistica (Ons), non basterà però a invertire la rotta del Paese e salvarlo dalla recessione tecnica dopo la contrazione messa a segno nel terzo trimestre. Anche se alcuni esperti sono fiduciosi.
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Servizi e manifattura trainano la crescita
Stando alla rilevazione dell’Ons, una crescita marginale si può riscontrare anche anno su anno. Rispetto allo stesso periodo del 2022, l’economia inglese è infatti migliorata dello 0,2% e ha compensato il -0,1% tendenziale registrato a ottobre. Una variazione perfettamente in linea con le attese espresse dal mercato. A determinare la ripresa è stato soprattutto il settore dei servizi ma bene ha fatto anche la produzione industriale, che è cresciuta dello 0,3% dopo un precedente calo dell’1,3%. Nello specifico, rileva l’istituto di statistica, la manifattura è aumentata dello 0,4% dopo quattro contrazioni mensili consecutive mentre si è ridotta dello 0,1% nell’arco dei 12 mesi.
Ons: “Risultato non sufficiente”
Il risultato, per quanto positivo, non viene comunque considerato sufficiente a compensare l’andamento di un Paese che è stagnante praticamente da un anno. E neppure a impedire quella che potrebbe configurarsi come una recessione tecnica, qualora alla contrazione registrata nel terzo trimestre ne seguisse una seconda per il periodo ottobre-dicembre. In un post su X, l’ex Twitter, il capo economista dell’Ons Grant Fitzner lo ha detto chiaramente: “Il Pil è rimbalzato a novembre ma la situazione a lungo termine resta quella di un Paese che non ha mostrato molta crescita l’anno scorso”. La stessa Bank of England, non a caso, ha previsto una parabola “sostanzialmente piatta” nei prossimi trimestri per lo Stato.
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Ma non tutti sono d’accordo
Alcuni economisti non smettono tuttavia di dimostrarsi ottimisti, specie alla luce del calo dell’inflazione e del conseguente miglioramento delle aspettative sul taglio dei tassi proprio da parte della BoE. Martin Beck, consulente economico capo della società di consulenza EY Item Club, sostiene ad esempio che le prospettive siano “più rosee” poiché “le recenti diminuzioni dei prezzi del gas all’ingrosso lasciano presagire una consistente riduzione delle bollette energetiche delle famiglie in primavera”. Senza dimenticare il sostegno prospettico alle finanze pubbliche derivante dalla riduzione dei tassi d’interesse, attualmente al 5,25%, variabile che ha aumentato le possibilità di ulteriori tagli fiscali nel bilancio di primavera. Una view condivisa anche da Ruth Gregory, deputy chief UK economist di Capital Economics, secondo cui il rimbalzo “permetterà la fuga dalla recessione nel 2023”.
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