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L’Area euro si riprenderà nell’arco del 2021 ma nel breve resta molta incertezza. Stimoli ancora necessari. Nessun allarme per l’indice dei prezzi destinato muoversi verso l’alto
Il problema è sempre lì e si chiama Covid-19. Nonostante infatti i progressi delle campagne vaccinali “dovrebbero porre le basi per un recupero dell’attività economica nell’arco del 2021”, per una completa ripresa dell’Eurozona sarà necessario attendere “ancora qualche tempo”, mentre lo scenario a breve termine resta caratterizzato da una “elevata incertezza”. Per questo la Bce conferma la necessità di una politica accomodante, nonostante nello stesso Bollettino economico pubblicato oggi si evidenzi la probabilità di un’incremento dell’inflazione.
“È probabile che l’inflazione complessiva aumenti ulteriormente nei prossimi mesi”, tuttavia “gli indicatori delle aspettative di inflazione a più lungo termine ricavati dai mercati rimangono su livelli contenuti”, scrivono gli economisti di Francoforte nel documento, confermando appunto “l’orientamento molto accomodante della politica monetaria”. D’atra parte, spiegano, “la tempistica dell’allentamento delle misure di contenimento non è ancora chiara e non si possono escludere ulteriori sviluppi avversi associati alla pandemia”.
Nel dettaglio, il Bollettino spiega che “nell’area dell’euro l’inflazione sui dodici mesi è salita all’1,3% a marzo 2021, dallo 0,9% di febbraio, per effetto di un forte aumento dell’inflazione dei beni energetici che ha riflesso sia un vigoroso effetto base al rialzo sia un incremento sul mese precedente. E’ probabile che l’inflazione complessiva aumenti ulteriormente nei prossimi mesi; tuttavia, ci si attende una certa volatilità durante l’anno, di riflesso al mutare delle dinamiche dei fattori idiosincratici e temporanei”. Questi fattori, per Francoforte, dovrebbero comunque venir meno nei tassi di inflazione sui dodici mesi agli inizi del prossimo anno.
Quanto alla crescita, secondo la banca centrale “i dati economici, i risultati delle indagini congiunturali e gli indicatori ad alta frequenza pervenuti segnalano per il primo trimestre di quest’anno una possibile nuova contrazione dell’attività economica, indicando tuttavia una ripresa della crescita nel secondo trimestre”.
Il settore manifatturiero continua a dare segni di miglioramento, sostenuto da una solida domanda mondiale, ma allo stesso tempo, le restrizioni alla mobilità e alle interazioni sociali limitano ancora l’attività nel settore dei servizi, pur in presenza di alcuni segnali di ripresa. “Sebbene le misure di politica di bilancio continuino a sostenere le famiglie e le imprese, i consumatori restano cauti alla luce della pandemia e dei suoi effetti sull’occupazione e sui redditi”, sottolineano dall’Eurotower.
Per questo, viene ribadito, il consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, gli acquisti in ambito Pepp e quelli nell’ambito del programma di acquisto di attività (Paa) e di continuare a fornire abbondante liquidità attraverso le operazioni di rifinanziamento, restando sempre “pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per far sì che l’inflazione converga stabilmente verso l’obiettivo perseguito, coerentemente con l’impegno a favore della simmetria”.
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